Per anni, se entravi in una filiale bancaria chiedendo di investire in ETF (Exchange Traded Funds), la risposta standard era spesso un mix di scetticismo e velate minacce: "sono pericolosi", "non sono gestiti", "meglio i nostri fondi sicuri". Oggi, improvvisamente, il vento è cambiato. I colossi bancari italiani, da Intesa Sanpaolo con Eurizon a UniCredit e Fineco, stanno lanciando le proprie linee di ETF.
Ma attenzione: non si tratta di un atto di generosità verso i risparmiatori. Dietro questa svolta "low cost" si nasconde una strategia aziendale precisa per proteggere i profitti delle banche a scapito dei tuoi rendimenti. Vediamolo meglio.

