La situazione ha iniziato a cambiare con il rialzo dei tassi di interesse. E tra le banche che hanno contribuito a rompere questa abitudine c'è stata soprattutto BBVA, che qualche anno fa fece molto parlare di sé proponendo un rendimento del 4% lordo direttamente sul conto corrente.
All'epoca sembrava quasi una contraddizione: perché lasciare i soldi su un conto corrente quando, per ottenere un interesse, normalmente bisognava trasferirli su un conto deposito?
Quella stagione è stata importante perché ha reso più evidente una domanda che prima ci ponevamo raramente: quanto mi rende la liquidità che tengo sul conto?
Il conto corrente che paga gli interessi
La novità introdotta da BBVA aveva un significato che andava oltre il semplice tasso promozionale. Il conto corrente rimaneva un normale strumento per ricevere lo stipendio, fare bonifici, pagare con la carta e gestire le spese quotidiane, ma contemporaneamente riconosceva un interesse sulla liquidità presente sul conto.
Era un cambio di prospettiva interessante perché fino a quel momento, quando si parlava di rendimento della liquidità, il pensiero andava quasi automaticamente ai conti deposito.
Il conto corrente remunerato introduce invece una soluzione intermedia: i soldi rimangono immediatamente disponibili per le normali operazioni bancarie, ma nel frattempo possono produrre interessi.
Naturalmente il tasso non è sempre lo stesso e può dipendere dalle condizioni dell'offerta. Per questo bisogna distinguere tra il rendimento riconosciuto al momento dell'apertura e quello che sarà applicato successivamente.
BBVA oggi: 4% sul conto corrente per i primi sei mesi
La proposta attuale di BBVA riprende proprio quella caratteristica che aveva reso particolare il conto qualche anno fa.
Per chi apre il Conto Corrente BBVA entro l'11 dicembre 2026, nei primi sei mesi viene riconosciuto un tasso annuo lordo del 4% sulla parte di saldo fino a 200.000 euro. Sulla parte eccedente 200.000 euro e fino a 1 milione di euro viene invece applicato un tasso del 2,10% lordo.
Non è necessario vincolare il denaro: gli interessi maturano sul saldo del conto e vengono accreditati mensilmente. Il denaro rimane quindi disponibile e può essere utilizzato normalmente.
Gli interessi vengono calcolati giorno per giorno sul saldo liquido del conto e accreditati nei primi giorni lavorativi del mese successivo, al netto della ritenuta fiscale prevista dalla normativa vigente.
È importante però sottolineare un aspetto: il 4% riguarda i primi sei mesi dall'apertura. Non bisogna quindi leggere questa percentuale come un tasso garantito per sempre.
E dopo i primi sei mesi?
È proprio questo il punto che distingue l'offerta attuale dal vecchio articolo.
Terminati i primi sei mesi, BBVA continua a riconoscere una remunerazione sulla liquidità, ma il meccanismo cambia. Il tasso viene collegato, con aggiornamento trimestrale, al tasso sui depositi presso la BCE.
Inoltre, in base alle condizioni applicate nel trimestre, è possibile ottenere una remunerazione più elevata rispettando determinate condizioni, ad esempio attraverso l'accredito dello stipendio o della pensione, un determinato utilizzo delle carte BBVA oppure determinati investimenti.
Le condizioni dopo i primi sei mesi sono quindi variabili nel tempo e vanno controllate al momento dell'apertura e successivamente prima di decidere dove mantenere la propria liquidità.
Questo è un elemento importante anche dal punto di vista finanziario: un conto remunerato non va valutato soltanto guardando il tasso pubblicizzato per i primi mesi, ma considerando quanto rende nel tempo e quali condizioni sono necessarie per ottenere il rendimento.
Quanto rende davvero un conto corrente remunerato?
Il 4% è un tasso lordo. Per capire quanto si guadagna realmente bisogna quindi considerare la tassazione sugli interessi.
Per esempio, ipotizzando di mantenere 10.000 euro sul conto per un intero anno a un ipotetico tasso lordo del 4%, gli interessi lordi sarebbero 400 euro. Con una ritenuta fiscale del 26%, l'importo netto sarebbe pari a circa 296 euro.
Nel caso della promozione attuale BBVA, però, il 4% viene riconosciuto soltanto per i primi sei mesi. Per questo il rendimento effettivo del primo anno non può essere calcolato semplicemente moltiplicando il capitale per il 4%: bisogna considerare anche il tasso applicato nei sei mesi successivi.
Questo esempio mostra perché, quando si confrontano conti remunerati e conti deposito, è sempre meglio guardare al rendimento netto effettivamente ottenibile nel periodo considerato e non soltanto alla percentuale pubblicizzata.
Un conto corrente, non un conto deposito
La differenza principale rispetto a un conto deposito è nella funzione del prodotto.
Il conto deposito nasce principalmente per custodire liquidità e ottenere un rendimento. Il conto corrente, invece, è pensato per la gestione quotidiana del denaro.
Su un conto corrente possiamo ricevere lo stipendio, pagare le bollette, fare bonifici, utilizzare una carta e prelevare contanti. Se poi il conto riconosce anche un interesse sulla liquidità, possiamo evitare di lasciare completamente improduttivo il denaro che ci serve per le spese di tutti i giorni.
Naturalmente questo non significa che un conto remunerato sia sempre preferibile a un conto deposito. Se abbiamo una somma che non ci serve per le normali spese, è opportuno confrontare anche le alternative disponibili sul mercato, soprattutto quando un conto deposito offre un rendimento superiore.
Quanto costa il conto BBVA?
Uno degli elementi che hanno contribuito all'interesse verso BBVA è anche la struttura dei costi.
Il conto corrente online BBVA prevede attualmente canone a zero euro e carta di debito fisica e/o digitale senza canone.
La banca consente inoltre di gestire il conto direttamente dall'app e mette a disposizione il servizio per trasferire a BBVA i principali servizi collegati al precedente conto, come stipendio, pensione e pagamenti.
Prima di aprire qualsiasi conto, comunque, è sempre opportuno verificare il Documento Informativo sulle Spese e le condizioni economiche aggiornate, perché commissioni e condizioni operative possono cambiare nel tempo.
Il codice passaparola BBVA
Se stai valutando l'apertura del conto e vuoi utilizzare il mio codice di invito, puoi inserire il seguente codice durante la procedura: 77660078523962
Il programma Passaparola BBVA prevede attualmente una ricompensa anche per il nuovo cliente. Chi apre il conto utilizzando un codice valido riceve 10 euro, mentre chi effettua l'invito riceve 20 euro, secondo le condizioni della promozione.
Per ottenere la ricompensa prevista per il nuovo cliente è necessario aprire il conto utilizzando il codice e effettuare un primo acquisto con la carta entro 90 giorni, senza importo minimo.
Se vuoi utilizzare il mio codice, quindi, inseriscilo durante l'apertura del conto e verifica sempre le condizioni della promozione visualizzate nella procedura, perché le campagne commerciali possono essere modificate dalla banca.
Puoi verificare direttamente le condizioni aggiornate sul programma Passaparola BBVA.
Il conto remunerato conviene?
La risposta dipende soprattutto da come utilizzi il conto.
Se sul conto corrente tieni normalmente una liquidità significativa per affrontare le spese dei mesi successivi, ricevere anche un interesse può essere interessante. In questo caso il vantaggio è quello di non dover spostare continuamente il denaro tra conto corrente e conto deposito.
Se invece sul conto lasci soltanto poche centinaia di euro, il rendimento prodotto sarà inevitabilmente limitato e diventano più importanti altri aspetti, come costi, carta, bonifici, prelievi, assistenza e servizi.
Infine, se disponi di una somma che non ti serve per le spese quotidiane, vale la pena confrontare il conto remunerato con i conti deposito e con le altre alternative per la liquidità.
La vera novità è che oggi il conto corrente non deve necessariamente rendere zero
Quando pubblicai questo articolo per la prima volta, la vera novità era rappresentata proprio dall'idea che un conto corrente potesse riconoscere un interesse significativo sulla liquidità.
BBVA contribuì a rompere un muro che sembrava quasi naturale: conto corrente e rendimento non dovevano necessariamente essere due concetti incompatibili.
Oggi il mercato è cambiato e non è più sufficiente guardare soltanto al tasso iniziale. Bisogna verificare durata della promozione, condizioni successive, tassazione, costi e alternative disponibili.
Ma il principio rimane valido: prima di lasciare per mesi o anni una somma consistente sul conto corrente a rendimento zero, vale la pena verificare se esiste una soluzione che permetta di remunerare almeno in parte quella liquidità mantenendola disponibile.
Per un confronto più ampio tra le diverse caratteristiche dei conti correnti puoi leggere la mia guida ai conti correnti online e tradizionali.
Se invece il tuo obiettivo è soprattutto ottenere un rendimento sulla liquidità che non ti serve per le spese quotidiane, trovi nella sezione dedicata ai conti deposito le informazioni e i confronti aggiornati.


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