La domanda quindi non è soltanto se la banca possa aumentare il canone, ma soprattutto come deve comunicarti la modifica e cosa puoi fare se non la accetti.
In molti casi hai infatti la possibilità di recedere dal contratto senza spese e trasferire il conto presso un'altra banca.
La banca può aumentare il canone del conto corrente?
Sì, ma non può farlo liberamente e senza rispettare le regole previste dalla normativa.
Per i contratti di conto corrente a tempo indeterminato, la banca può proporre una modifica unilaterale delle condizioni contrattuali quando questa possibilità è prevista dal contratto e sussiste un giustificato motivo.
La modifica può riguardare, ad esempio, il canone del conto, il costo di alcuni servizi o altre condizioni economiche previste dal contratto.
La Banca d'Italia ricorda che la facoltà di modifica unilaterale deve essere prevista nel contratto e approvata dal cliente. Inoltre, la proposta deve indicare il motivo che giustifica la modifica.
Quanto preavviso deve dare la banca?
La banca deve comunicare la proposta di modifica con almeno due mesi di preavviso rispetto alla data prevista per l'entrata in vigore delle nuove condizioni.
Il periodo di preavviso serve proprio a permettere al cliente di valutare la nuova condizione economica e decidere se continuare il rapporto oppure cambiare banca.
La comunicazione deve essere effettuata per iscritto o attraverso un'altra modalità di comunicazione durevole precedentemente accettata dal cliente. La proposta deve inoltre essere presentata in modo chiaro e deve riportare la formula "Proposta di modifica unilaterale del contratto".
Il cliente può rifiutare l'aumento del canone?
Non è necessario chiedere alla banca di "non applicare" il nuovo canone.
Se non accetti la modifica, puoi recedere dal contratto senza spese o penalità entro la data prevista per l'entrata in vigore delle nuove condizioni.
In questo caso puoi quindi decidere di chiudere il conto e trasferire i servizi presso un altro istituto.
Se invece non eserciti il diritto di recesso entro il termine indicato nella comunicazione, la modifica entra in vigore alla data prevista.
Non tutte le comunicazioni della banca sono uguali
Quando ricevi una comunicazione dalla banca è quindi importante non limitarsi a leggere l'oggetto dell'email o la prima pagina del documento.
Controlla in particolare:
- quale costo viene modificato;
- quanto aumenta;
- da quale data entrerà in vigore la nuova condizione;
- qual è il motivo indicato dalla banca;
- entro quale data puoi esercitare il diritto di recesso;
- come viene indicata la procedura per recedere o trasferire il conto.
La comunicazione della modifica unilaterale non dovrebbe quindi essere confusa con una normale comunicazione periodica della banca.
Perché è importante controllare le comunicazioni della banca
Con l'utilizzo sempre maggiore di home banking e app bancarie, molte comunicazioni vengono ricevute in formato digitale.
Questo rende ancora più importante controllare periodicamente la propria area riservata e leggere la documentazione inviata dalla banca.
Una modifica del canone può infatti sembrare poco importante se valutata mese per mese, ma diventare significativa nell'arco di diversi anni.
Il modo più semplice per accorgersene è confrontare il costo del conto prima e dopo la modifica.
Come capire quanto ti costa davvero il conto corrente
Non guardare soltanto il canone.
Quando una banca aumenta il costo del conto corrente, controlla anche le altre spese che sostieni durante l'anno: carte di pagamento, bonifici, prelievi, assegni, eventuali servizi aggiuntivi e altri costi collegati al rapporto.
Puoi partire dall'ultimo riepilogo annuale delle spese e dal documento informativo della banca per avere una visione complessiva.
Se vuoi approfondire questo aspetto puoi leggere:
Conto corrente troppo caro? Come capire quanto paghi e quando conviene cambiare banca
Conviene accettare l'aumento o cambiare banca?
Non esiste una risposta valida per tutti.
Un aumento di pochi euro all'anno potrebbe essere irrilevante per chi utilizza molti servizi della propria banca e considera il rapporto comunque conveniente.
Al contrario, se il nuovo costo rende il conto sensibilmente più caro rispetto alle alternative disponibili, può essere il momento giusto per confrontare altre offerte.
Quando fai il confronto non fermarti però al canone pubblicizzato come "zero spese": verifica sempre quali servizi sono effettivamente gratuiti, quali condizioni devi rispettare per ottenere l'azzeramento e quali costi rimangono a tuo carico.
Puoi partire dal nostro articolo dedicato ai conti correnti online e tradizionali: guida, costi e confronto.
Se decidi di cambiare banca
Se l'aumento non ti convince, puoi trasferire il conto presso un altro istituto.
La portabilità del conto corrente permette di trasferire gratuitamente presso la nuova banca i principali servizi di pagamento collegati al conto e, se richiesto, anche il saldo.
La procedura deve essere completata entro 12 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta completa da parte della nuova banca.
È importante ricordare che la portabilità non significa automaticamente chiusura del vecchio conto: se vuoi chiuderlo, devi richiederlo espressamente.
Abbiamo spiegato tutti i passaggi nella guida:
Come cambiare banca e trasferire il conto corrente
E se la banca non rispetta le regole?
Se ritieni che la modifica sia stata comunicata senza rispettare le regole previste, puoi prima di tutto presentare un reclamo scritto alla banca.
Le modifiche peggiorative effettuate senza rispettare le condizioni previste dalla normativa possono essere contestate e risultare inefficaci.
Se il reclamo non viene risolto oppure la risposta della banca non è soddisfacente, puoi valutare il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF). È inoltre possibile presentare un esposto alla Banca d'Italia.
Un caso concreto: quando aumenta il canone
Il problema non riguarda soltanto i grandi aumenti.
Immaginiamo, ad esempio, che una banca comunichi al cliente che il conto passerà da 3 a 6 euro al mese.
L'aumento può sembrare limitato: sono 3 euro al mese, cioè 36 euro all'anno.
Ma se contemporaneamente sono aumentati anche il costo della carta, alcune commissioni o altri servizi, il costo complessivo del conto potrebbe essere diventato molto diverso rispetto a quello originario.
Per questo motivo ogni modifica contrattuale è anche una buona occasione per fare un controllo complessivo del conto, invece di valutare soltanto la singola voce che è aumentata.
Non aspettare anni prima di controllare il conto
Uno degli errori più comuni è continuare a utilizzare lo stesso conto per molti anni senza confrontarne più le condizioni.
La banca può modificare nel tempo le condizioni economiche e, soprattutto, possono cambiare le tue esigenze.
Un conto che era conveniente quando lo hai aperto potrebbe quindi non esserlo più oggi.
Per questo è utile controllare almeno una volta all'anno quanto hai effettivamente pagato e confrontare il costo con quello di altre banche.
Conclusioni
La banca può aumentare il canone del conto corrente, ma deve rispettare precise regole.
La modifica unilaterale deve essere prevista dal contratto, deve essere motivata da un giustificato motivo e deve essere comunicata al cliente con almeno due mesi di preavviso.
Se non accetti le nuove condizioni, puoi recedere senza spese entro la data di entrata in vigore della modifica e trasferire il conto presso un'altra banca.
La cosa più importante, quindi, è non ignorare la comunicazione della banca. Un aumento del canone può essere l'occasione per verificare quanto ti costa realmente il conto e capire se esistono alternative più adatte alle tue esigenze.
Se decidi di cambiare, la procedura di portabilità rende oggi il trasferimento molto più semplice rispetto al passato.
Le informazioni normative riportate nell'articolo fanno riferimento alla disciplina applicabile alla data di aggiornamento. Per una situazione specifica è sempre opportuno verificare la comunicazione ricevuta dalla propria banca e le condizioni contrattuali applicate al singolo rapporto.`


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