Fondi di investimento con rendimento negativo


Nell’ultimo articolo ho evidenziato gli alti costi dei fondi comuni di investimento italiano non compensati dai risultati che ottengono questi strumenti. Nell’articolo citavo varie ricerche, in particolare Mediobanca e Morningstar.

Lo stesso giorno Repubblica Finanza ha pubblicato un anticipo dei risultati di una ricerca di Prometeia con l’eloquente titolo “Sorpresa, quasi un terzo dei fondi ha costi più alti dei rendimenti”.

“Un risultato dovuto alla combinazione di rendimenti bassi o prossimi allo zero e strutture commissionali che complessivamente nel tempo non si sono ancora del tutto adeguate al nuovo scenario di mercato "Circa il 27% dei fondi del nostro paese - segnala Sebastiano Mazzoni Perelli, director e reponsabile dell'area wealth & asset management di Prometeia - ha una struttura di costi non coerente con il rendimento atteso delle asset class su cui vengono realizzati gli investimenti".

I fondi di investimento italiano non arricchiscono chi ci investe

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Ti ho parlato spesso degli eccessivi costi dei fondi di investimento in Italia. Costi non compensati dalla qualità del servizio e soprattutto dai risultati. Ogni anno una ricerca di Mediobanca illustra come la maggioranza delle gestioni dei fondi italiani non batta il relativo benchmark di riferimento. In sintesi: non batte il mercato in cui investe. Un paradosso visto che si paga un gestore per fare meglio della media. E a maggior ragione se consideriamo che i fondi venduti in Italia sono tra i più costosi nei paesi occidentali.


Nonostante questo i fondi in Italia incontrano sempre più il favore dei risparmiatori. Ogni mese si susseguono le notizie di nuova raccolta netta da parte delle società di gestione. Come è possibile?

Dividendi azioni 2018 e come investire nelle società ad alto dividendo

Con la primavera arriva anche la stagione dei dividendi a Piazza Affari. Tra aprile e maggio infatti la maggior parte delle azioni stacca il dividendo e quest'anno, sulla base delle comunicazioni ufficiali
pervenute alla Borsa Italiana, ci sarà il pagamento di una maxi cedola che sfiorerà i 20 miliardi di euro con uno yield (rendimento) complessivo vicino al 4%.


Come si vede dalla tabella pubblicata dal Corriere Economia, le più generose sono  quest'anno le società del settore finanza, che hanno superato le utilities (il settore legato a gas ed energia). Svetta
Azimut che, ai prezzi attuali, ha un rendimento persino superiore all'11% grazie al dividendo di 2 euro ( pagato per il 50% in contanti e per il 50% in azioni proprie della società). Seguono Unipol e banca Intesa Sanpaolo.

Divieti su opzioni binarie e Cfd Forex

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Recentemente l’Esma, l'organo di vigilanza europeo analogo alla nostra Consob, forte dei nuovi poteri concessi dalla Mifid 2 ha emanato due importanti provvedimenti:
  1. il divieto di vendita ai piccoli risparmiatori delle opzioni binarie;
  2. maggiori limiti ai "contracts for differences" (Cfd) proposti spesso da broker forex. 
Il blocco per ora è valido per 3 mesi (prorogabili) e riguarda tutta l'Europa.

Obbligazioni zero coupon, funzionamento e fiscalità

Le obbligazioni Zero Coupon sono una tipologia di titoli che, a differenza delle classiche obbligazioni, non prevedono il pagamento di cedole periodiche. Il rendimento è dato unicamente dalla differenza tra il prezzo di rimborso e quello di emissione. Un classico esempio sono i Bot (che però fiscalmente sono trattati differentemente dagli altri titoli zero coupon).

Questi titoli hanno un funzionamento particolare, per cui non è così agevole capirne il rendimento e la fiscalità. Il rischio è di esser tratti in inganno dal prezzo di quotazione ed acquistare questi titoli pensando che la differenza tra prezzo di acquisto e rimborso sia tutta plusvalenza che può essere quindi compensata con minusvalenze pregresse. La differenza invece va suddivisa tra capital gain (o minusvalenze) e quota interessi. Il problema è appunto capire quale sia la quota interessi, per poi definire la plusvalenza (o minus).

Consigli di investimento per il 2018

Dopo un periodo di pausa, riprendo la consueta rassegna stampa per segnalare alcuni articoli che trattano in maniera esaustiva o comunque buona alcuni temi finanziari.

Temi di investimento


Dove investire nel 2018? L'investimento in obbligazioni quest'anno presenta molti rischi. Con i tassi di interesse ai minimi storici, i prezzi sono molto bassi. Il rischio è quindi che l'atteso rialzo dei tassi riduca le quotazioni delle obbligazioni. Sta già succedendo in Usa, in Europa probabilmente lo vedremo a fine anno o addirittura l'anno prossimo (salvo volatilità generata più da motivazioni politiche, soprattutto nel nostro paese). L'articolo del Sole 24 Ore illustra i rischi di investire ora in obbligazioni, soprattutto tramite i fondi obbligazionari.

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-02-23/btp-e-fondi-obbligazionari-fino-10-anni-guadagni-rischio-i-tassi-rialzo-192943_PRV.shtml?uuid=AEmI1l5D

Aumento costo conti correnti nel 2018

L'utilizzo dei servizi di home banking (banca online) in Italia è ancora scarso. Secondo un servizio pubblicato recentemente sul Corriere Economia, solo il 31% dei cittadini italiani li usa, collocandoci in coda in Europa.
http://www.corriere.it/economia/18_gennaio_17/banca-gia-online-il-30percento-italiani-ma-rivoluzione-solo-all-inizio-e9246a04-fbbc-11e7-b641-cb41c1023d03.shtml

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