Obbligazioni bancarie? No grazie

Obbligazioni-banca Nei portafogli finanziari degli italiani aumenta costantemente la presenza di obbligazioni bancarie. Ma questi investimenti sono vantaggiosi per le banche o per il risparmiatore?

I motivi del successo

Nel 2009 il 15% del portafoglio degli italiani è stato investito in obbligazioni, un aumento del 2% rispetto al 2008.    Questo aumento è dovuto anzitutto ai bond bancari detenuti dai piccoli risparmiatori.

A seguito della crisi le banche sono alla ricerca di liquidità e margini. Le obbligazioni possono rispondere ad entrambe queste loro esigenze.

I bond bancari possono essere infatti emessi direttamente dalla banca la quale quindi raccoglie liquidità a fronte di un tasso di interesse.

In altri casi le banche collocano titoli di terzi (a volte questi terzi sono sempre società del Gruppo Bancario, vedi Imi per Intesa), il caso tipico sono le obbligazioni strutturate emesse da istituzioni finanziarie specializzate ( in genere banche d’investimento).

Le obbligazioni delle banche convengono?

Per rispondere mi affido alle parole di Lamberto Cardia , presidente della Consob:

«Il sistema bancario ha incrementato l'emissione di obbligazioni collocate presso gli investitori retail, il cui controvalore è più che raddoppiato negli ultimi due anni . È un fenomeno su cui la Consob pone particolare attenzione, considerato che nei portafogli degli investitori retail si rileva la presenza di obbligazioni in prevalenza illiquide e talvolta più rischiose dei titoli di stato senza che tali rischi siano adeguatamente riflessi nel rendimento offerto».

Sintetizzando le obbligazioni bancarie sono:
  • illiquide (difficili da vendere)
  • più rischiose dei titoli di Stato
  • con rendimenti inferiori ai titoli di Stato.
Le obbligazioni delle banche sono illiquide perché spesso non quotate. Quindi per rivenderle occorre rivolgersi alla banca stessa  che le riacquisterà con ampi margini per lei. Ma anche nel caso fossero quotate, i volumi collocati e soprattutto scambiati sono talmente bassi che spesso si dovrà vendere a prezzi inferiori al valore corretto di mercato.

Ma l’assurdità economica dei bond bancari sta nel binomio rendimento-rischio. Le regole finanziarie (ma anche il buonsenso) dicono che in un mercato efficiente a fronte di un maggior rischio sostenuto ci si attende un maggior rendimento.

Ebbene nel 2009 i tassi d'interesse pagati dai bond bancari sono stati molto spesso più bassi dei titoli Stato: «i rendimenti di tali strumenti siano spesso inferiori ai tassi dei titoli di Stato o al tasso interbancario a breve scadenza (euribor)».

Il concetto è semplice: le banche si stanno finanziando a tassi bassi sfruttando la fiducia delle famiglie correntiste. E infatti le banche stanno riducendo il collocamento di obbligazioni presso gli investitori istituzionali (da 54 a 44 miliardi) e aumentando la quota presso i piccoli risparmiatori (da 127 a 140 miliardi).

Insomma vendono agli inesperti che si fidano ciecamente non potendo ottenere le medesime condizioni presso gli investitori istituzionali (altre banche, fondi d’investimento, assicurazioni, hedge fund etc).

Il caso delle obbligazioni strutturate

A peggiorare la situazione sta aumentando il collocamento di obbligazioni strutturate su cui avevo già scritto.

Sono titoli complessi, composti da un titolo obbligazionario e da prodotti derivati, venduti con slogan quali “capitale garantito” o “rendimento legato all’inflazione”.

Sono titoli poco trasparenti e di difficile comprensione per un investitore medio, per cui le banche se ne approfittano nuovamente facendo pagare commissioni molto alte e anticipate. E’ infatti normale pagare subito una commissione di collocamento del 3-6% a fronte di rendimenti legati a eventi aleatori. Molto spesso sono vere scommesse che il prudente risparmiatore italiano nemmeno avrebbe considerato.

Del resto sempre la Consob ha rilevato come le famiglie italiane, che si caratterizzano per essere molto prudenti e risparmiatrici (ben il 44% della ricchezza finanziaria investita in depositi e libretti a risparmio e il 15% in titoli di Stato), sono le più esposte in Europa sui prodotti strutturati.
A fine 2009 le famiglie italiane detenevano oltre 180 miliardi in obbligazioni strutturate (+ 31% in due anni), valori doppi rispetto a Francia, Spagna o Gran Bretagna.

Insomma le banche grazie ai loro titoli incassano ampie commissioni di collocamento con le strutturate e pagano bassi interessi con i classici prodotti obbligazionari.

Tutto questo non è un fenomeno nuovo. Ma passata la bufera finanziaria mai come ora le banche spingono sulle proprie obbligazioni a scapito anche dei loro fondi di investimento.

Ci si chiede a cosa serva la Mifid e la tanto sbandierata consulenza bancaria. Ci sono banche che vorrebbero far pagare la consulenza finanziaria, ma quale consulente ti consiglierebbe un prodotto peggiore ad un prezzo più alto?


Consigli sugli investimenti in bond

Per questo il mio consiglio è: non comprare le obbligazioni della tua banca che ti vengono proposte con solerzia dal gestore bancario. Se non sei abbastanza esperto da decidere in autonomia, meglio affidarsi a prodotti noti e sicuri come i titoli di Stato o i conti di deposito.

Meglio un BtP a 5 anni che un’obbligazione bancaria della medesima scadenza. Meglio un conto di deposito che lasciare i soldi sul conto corrente allo 0%.

Ci sono invece alcune obbligazioni bancarie che potrebbero valere la pena. Queste sono obbligazioni particolari che consiglio solo ai più esperti. Si tratta per esempio delle obbligazioni Rbs o Barclays. Questi emittenti stanno collocando obbligazioni interessanti e collocano direttamente sul mercato (MOT) saltando la costosa intermediazioni bancaria (quindi meno soldi alle banche e più all’investitore finale). Sarà per questo che, come scrive Plus 24 (inserto del sabato del Sole 24 Ore), molte banche si rifiutano di venderle ai propri clienti anche su loro richiesta. Come detto sono obbligazioni che necessitano di un minimo di conoscenze e presentano dei rischi, ti rimando ad un mio prossimo post sull’argomento. Iscrivit alla newsletter di Banca del Risparmio per ricevere i nuovi articoli (ti basta inserire la mail nel modulo a fine articolo o in alto a destra).

Ti consiglio infine di passare alle banche online (Fineco, IwBank, Ing, WeBank), avrai costi ridotti (acquistare un obbligazione ti costerà meno della metà), più servizi, meno pressioni commerciali e potrai investire in autonomia in ciò che conosci. Qui puoi vedere in dettaglio le commissioni di trading sulle obbligazioni delle banche online.

Leggi anche Obbligazioni bancarie sul mercato secondario e la serie Dove investire nel 2011

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1 commenti:

roxioni ha detto...

Articolo molto chiaro, comprensibile a tutti, con termini e spiegazioni che ti rassicurano su come investire....GRAZIE.

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