Obbligazioni bancarie sul mercato secondario

obbligazioni-banca-mercato-secondarioIn un precedente articolo ho sconsigliato l'acquisto delle obbligazioni bancarie. Serve però dare qualche chiarimento in proposito.

Ciò che sconsiglio è acquistare le obbligazioni offerte dalle banche allo sportello in quanto queste presentano in genere rendimenti inferiori a quelli dei Titoli di Stato (come dimostrato anche da una recente ricerca della Consob).

Sfruttando il legame con il cliente infatti le banche tentano di "rifilare" i loro prodotti finanziandosi a tassi
inferiori rispetto al mercato.  Quindi il problema non sono tanto i titoli bancari (che potrebbero anche essere buoni) ma il luogo in cui vengono sottoscritte.

Ma attenzione, anche per questi titoli esistono due mercati: il primario e il secondario.

Mercati delle obbligazioni

Mercato primario

Il mercato primario comprende il collocamento di nuove obbligazioni. Solitamente il collocamento è effettuato da intermediari finanziari quali banche, promotori etc.  La banca quindi raccoglie le sottoscrizioni dai propri clienti dei Titoli (possono essere obbligazioni della banca ma anche obbligazioni di altre società) che saranno successivamente emessi.  In questa fase chi acquista deve accettare condizioni e costi già predeterminati.

Mercato secondario

La maggior parte dei titoli bancari però, almeno quelli emessi dalle maggiori banche, viene poi quotato sul mercato secondario dove sono scambiati titoli precedentemente emessi. Il mercato secondario risponde alle esigenze di liquidità vale a dire dare la possibilità di disinvestire agevolmente il proprio investimento e rientrare in possesso dei soldi.

Per le obbligazioni c’è un mercato ufficiale, il MOT,dove sono trattati tutti i Titoli di Stato e molte obbligazioni di banche e società italiane. Ma esistono anche diversi market non ufficiali come il TLX. Su questi il prezzo non è predeterminato ma viene fissato sulla base dell’equilibrio tra la domanda e l’offerta degli investitori. Si tratta quindi di un mercato più trasparente.

Sul secondario per esempio non può succedere in generale (anche se si possono verificare delle eccezioni periodiche) che i titoli bancari rendano di meno di un titolo di Stato con le medesime caratteristiche e scadenza. Per questo al momento della quotazione sul mercato secondario  molte delle obbligazioni bancarie vengono quotate a prezzi inferiori al prezzo di acquisto: il mercato non riconosce il sovraprezzo che l’acquirente ha pagato alla sua banca in fase di collocamento. In pratica il secondario prezza correttamente questi titoli.

Considera che alcune banche senza sportelli, come Mediobanca, hanno collocato direttamente alcune delle loro obbligazioni sul MOT per aggirare le commissioni bancarie: in questo modo eliminando il costo dell'intermediario, ci hanno guadagnato sia l'emittente che gli investitori.

Sul mercato secondario si possono quindi spuntare prezzi migliori rispetto al collocamento in banca. Ma come fare a vedere quando la banca ti sta piazzando un titolo a caro prezzo?

Anzitutto considera che nel prospetto le banche sono tenute a fare un confronto con un titolo di riferimento (benchmark) che normalmente è un titolo di Stato. Puoi quindi confrontare il rendimento dell'obbligazione bancaria con il titolo di Stato (il confronto non è sempre agevole essendoci ormai tante tipologie di titoli, ma rimane il punto di partenza nell’analisi).

Un altro fattore da considerare sono le commissioni sia esplicite che implicite. Mentre è chiaro cosa sono le commissioni esplicite, in quanto sono spese che paghi al momento dell'acquisto del titolo, meno chiare sono quelle implicite.
Queste spese non le paghi subito ma sono quelle che poi verranno scontate sul mercato al momento della quotazione. Se per esempio paghi una commissione implicita del 2% significa che sul mercato ciò che ora paghi 100 verrà quotato a 98 (nella pratica poi entrano in gioco altri fattori per cui la quotazione non sarà esattamente 98). E se tu rivendessi subito l’obbligazione avresti una perdita in capitale.

Conviene quindi comprare queste obbligazioni non allo sportello bancario in fase di collocamento ma sul mercato secondario. Ma c'è un ultimo fondamentale fattore da considerare: i costi.

Commissioni di negoziazione sulle obbligazioni

Le commissioni di negoziazione possono incidere molto sui rendimenti, specie in un periodo come l'attuale dove i tassi sono già bassi. Chiaro che una commissione dello 0,5% incide pesantemente su titoli che rendono tra il 2 e il 4%.

Il mio consiglio è, come di consueto, di affidarsi alle banche online.
Queste presentano costi notevolmente inferiori: lo 0,19% con un massimo fra 18-19 euro, contro in genere lo 0,5-0,7% senza massimi che paghi presso una filiale di una banca tradizionale.

Operare con una banca online ti dà un altro vantaggio: la trasparenza sui prezzi. Puoi infatti verificare il prezzo di acquisto magari attendendo il momento migliore per immetter l'ordine (mentre in banca sei costretto a delegare in parte all'impiegato il prezzo di acquisto). Non c'è niente di meglio di sentirsi in pieno controllo della propria operatività senza inutili deleghe. Alla fine è una semplice operazione, immetti un ordine fissando un prezzo a cui sei disposto ad acquistare e mentre lo fai puoi vedere a quali prezzi viene scambiato il titolo e quali sono le proposte in acquisto e in vendita.

Puoi utilizzare il Trading Arancio (che tra l'altro è abbinabile anche al solo conto deposito Conto Arancio, non hai bisogno quindi nemmeno del conto corrente d'appoggio) tramite cui puoi acquistare tutti i titoli del MOT:
  • titoli di Stato (BOT, BTP, BTPi, CCT, CTZ)
  • obbligazioni (Enti locali, bancarie, societarie, strutturate non convertibili, euro-obbligazioni).
Trading Arancio è il servizio online meno caro ma anche quello più elementare, ma è adatto a chi vuole fare poche operazioni in obbligazioni, azioni e ETF.

Se invece vuoi un servizio di trading più elevato con una maggiore scelta di strumenti finanziari le alternative sono Fineco e IwBank.

Se vuoi iniziare ad essere autonomo nei tuoi investimenti, l’apertura di uno di questi conti correnti è il primo passo necessario.

ps. Nell’articolo ho fatto riferimento alle obbligazioni bancarie ma il discorso può essere tranquillamente esteso a tutte le obbligazioni e a maggior ragione alle azioni.

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

solo una cosa, sarebbe secondo me necessario indicare la data di pubblicazione dell'articolo.
questo per capire l'attualità dello stesso.
grazie

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