Investitore prudente–come investire ora

investire sicuri 2014Negli ultimi articoli ho discusso delle difficoltà attuali di investimento per un risparmiatore prudente. Rendimenti ai minimi e tasse rendono difficile ottenere ritorni soddisfacenti.

Vediamo in breve, riepilogando anche quanto già scritto, le principali opzioni per l’investitore prudente.


Alternative di investimento a breve

Conti Deposito

Questi strumenti sono stati negli ultimi anni il miglior modo di investire in sicurezza per il breve periodo.
Ma oggi anche i conti deposito soffrono della situazione di mercato, con i tassi di interesse al minimo storico. Senza considerare che le principali banche oggi hanno altri mezzi (per es. la BCE) per ottenere denaro a costi ridotti e non hanno quindi bisogno di fare grandi offerte promozionali.

Prendiamo per esempio i due "marchi" più noti e vediamo che oggi, per un vincolo a 12 mesi, offrono Che Banca: 1,60% e Conto Arancio: 1,60% (da domani scenderà a 1,50%). Tolto il bollo dello 0,20% e la ritenuta fiscale del 26% rimane circa l’1% di rendimento netto.  Ci sono poi banche piccole che offrono qualcosa di più, ma comunque le tasse incidono pesantemente facendo scendere il rendimento medio a 12 mesi sotto l’1,50%.

Buoni postali

Per molti questi strumenti sono stati una valida alternativa di investimento, anche se in generale rendono meno dei conti deposito (pur considerando la minore tassazione).
Dopo il taglio dei tassi di rifermento da parte della BCE, le Poste hanno già ridotto il tasso di interesse sul libretto ordinario dallo 0,35% allo 0,25%. Probabile che un nuovo taglio seguirà sui buoni postali.

Ma già ora i rendimenti sono risicati. Un buono fruttifero postale ordinario, in ben 5 anni, rende solo lo 0,75% lordo.
Se si va su formule più articolare come il BFP3x4 si arriva allo 0,8% dopo 3 anni e 1,10 lordo dopo 6 anni. Per le formule Fedeltà o Risparmi Nuovi (nuova liquidità) si ottiene qualcosa in più fino a 1,50% lordo a tre anni (vincolati).

Titoli di Stato

I rendimenti dei titoli di Stato sono ai minimi storici. Addirittura per scadenze brevi (circa 2 anni) il rendimento può essere negativo.  Guarda per esempio gli attuali rendimenti netti dei Btp a breve.  Come vedi o sono negativi o ridottissimi, solo circa 0,5% per un Btp a 4 anni!  E a questo vanno sottratti ancora bollo e eventuali commissioni bancarie.

Occorre allungare quindi le scadenze per ottenere migliori risultati, ma anche il Btp a 10 anni offre circa il 2% a cui si deve sottrarre il bollo di 0,20%. Inoltre con questi titoli si è sottoposti ad un forte rischio in caso di aumento dei tassi di interesse, ipotesi difficile nei prossimi anni ma certa di qui a 10 anni.

Anche i Btp Italia oggi appaiono appannati dalla bassa inflazione, anche se ancora migliori dei Btp standard. Ma ricadendo nelle scadenze brevi, i rendimenti sono scarsi.

Obbligazioni bancarie

Le obbligazioni ordinarie proposte dalle banche allo sportello le ho sempre sconsigliate perché alla lunga rendono persino meno dei titoli di stato di pari scadenza.
Durante l’apice della crisi in realtà ci sono state proposte interessanti, proprio perché le banche necessitavano di liquidità. Ora la situazione è totalmente cambiata, i tassi di mercato sono al minimo e le banche possono finanziarsi con i soldi prestati a zero dalla Bce.

Le obbligazioni bancarie quindi offrono ancora meno dei titoli di stato, considerando anche la maggiore tassazione (mentre gli interessi dei titoli di Stato sono tassati al 12,5%, le obbligazioni delle banche lo sono al 26%).  Meglio quindi evitarle.

Polizze vita

Negli ultimi articoli ho già più volte avuto modo di parlarne.  Puoi leggere qui i principali vantaggi.  Riassumendo molto il concetto, questi strumenti hanno due vantaggi:
  1. mantengono in portafoglio i titoli al costo di acquisto e non di mercato e questo consente un rendimento stabile e in questo momento superiore ai tassi di mercato
  2. non pagano l’imposta di bollo e scontano la tassazione solo al termine (scadenza o riscatto) maturando nel frattempo maggiori interessi
Anche questi prodotti, il cui rendimento è collegato generalmente a titoli di stato e obbligazioni, subiranno un calo degli interessi offerti. Ma per almeno alcuni anni consentiranno di ottenere ritorni più elevati dei titoli sottostanti (proprio perché sono contabilizzati in portafoglio al valore storico) e con minore volatilità. Sono anche più sicure: se i tassi tornassero a salire, le quotazioni dei titoli di Stato scenderebbero, mentre queste polizze non avrebbero grossi impatti non essendo legate ai prezzi di mercato.

Dove investire?

Occorre partire dall’assunto che i rendimenti del recente passato sono impossibili ora. Questa situazione è destinata a durare almeno per un altro anno, ritengo anzi che i conti deposito subiranno ulteriori cali in questo mese e nel prossimo (salvo novità di mercato).

Premesso questo è ora preferibile evitare i titoli di Stato e le obbligazioni a breve termine (quelle sotto i 3-4 anni). Addirittura in vari casi sarebbe auspicabile vendere i Btp a 2-3 anni per passare ad altri investimenti (per far questo devi calcolare quanto rende ora il tuo Btp e quanto ti renderebbe un investimento alternativo con scadenza simile, tenendo ovviamente conto di tasse e costi di negoziazione).

I conti di deposito continuano ad essere una valida alternativa.  Anche i più noti come Che Banca e Conto Arancio offrono comunque poco meno dell’1% netto , che tenendo anche conto dell’inflazione ai minimi, sono un’opzione migliore di lasciare i soldi a zero sul conto corrente.  Del resto le probabilità che da qui a 6 mesi qualcosa cambi sono bassissime.

La migliore alternativa in questo periodo  sono le polizze vita, strumento ideale in questo periodo di bassi rendimenti e alte tasse, unico investimento in grado di offrire a 12 mesi un ritorno superiore al 2% netto da tutte le tasse.

L’ideale è unire il tradizionale investimento in conti deposito (rimani per sicurezza sempre dentro la fascia dei 100.000 euro) con le polizze come la Sicuramente, che nei prossimi 2-3 anni offriranno i migliori rendimenti per un investimento prudente e a breve termine.

Nei prossimi articoli vedremo anche alternative più rischiose per chi desidera maggiori rendimenti. Consiglio in ogni caso a chi è disposto a sottoporsi a maggiori rischi,  di unire la componente prudente indicata in questa pagina con le alternative che verranno proposte, alternative che necessitano di maggiori conoscenze finanziarie e più tempo per monitorare i mercati.

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4 commenti:

giulio ha detto...

Grazie Luca dei tuoi consigli

Anonimo ha detto...

Grazie Luca Ho solo un dubbio Investendo nelle polizze, come la Sicuramente o altre, dobbiamo comunque aspettare qualche anno per vedere maturato un interesse cospicuo ma l'inflazione? cioè i soldi che oggi investo non avranno lo stesso valore tra qualche anno, giusto? Io per es ho investito i miei risparmio in una polizza che per avere un rendimento ottimale devo aspettare 3 anni...non penso di aver fatto alla fine un buon affare Che ne pensi?

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

La Sicuramente è una polizza che puoi chiudere dopo un anno senza penali e ottenendo il rendimento al netto di tasse e commissioni piene. L'inflazione ovviamente non è prevedibile, ma visto l'attuale situazione direi che è altamente probabile che sia coperta ampiamente dal rendimento del prossimo anno. E a prescindere la Sicuramente ti darà, almeno per il primo anno (ma penso anche per 2-3 anni) un rendimento superiore a titoli di stato e conti deposito.
Se rileggi i miei ultimi articoli vedrai che è importante scegliere una polizza senza costi di sottoscrizione, senza eccessivi vincoli temporali (di solito chiusura possibile dopo 1 anno indipendentemente dalla scadenza originaria) e senza penali. La tua polizza probabilmente è di tipo finanziario e soprattutto ha dei costi di sottoscrizione che possono essere recuperati solo dopo qualche anno.

Anonimo ha detto...

Sei davvero molto chiaro e diretto, grazie! Leggerti mi è d'aiuto!

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