Class action contro Unicredit e Intesa

Class-action-contro-banche Nel mio ultimo post del 2009 avevo segnalato la novità della class action italiana, novità che pur con tutte le critiche, può comunque modificare i rapporti di forza fra imprese / banche e consumatori. Puntuali, appena entrata in vigore la nuova legge, le prime due class action sono state presentate proprio contro le due maggiori banche italiane: Intesa e Unicredit.


Che cosa è la class action

La class action è un’azione legale tramite cui è possibile ottenere risarcimenti dei danni generati da comportamenti illeciti delle aziende.

La particolarità  è che una volta presentata da un soggetto, chi si trova nella medesima posizione può parteciparvi ed eventualmente  avvantaggiarsene qualora la causa venga vinta.  Si tratta quindi di un’azione collettiva in cui tutti i partecipanti possono suddividersi le spese e raggiungere un maggiore impatto rispetto ad una causa individuale. In passato era possibile effettuare solo cause individuali, inoltre non si poteva godere dei benefici di una causa presentata da altri: se l’azienda X era condannata a risarcire Y per un determinato fatto, questo non implicava il risarcimento di tutti i cittadini danneggiati dal medesimo fatto.

La class action italiana può essere esercitata dal 1° gennaio 2010 per fatti successivi al 16 agosto 2009. Per cui non è applicabile ai numerosi scandali finanziari passati: Cirio, Parmalat, MyWay etc.

Unicredit e Banca Intesa

Come detto la prima class action è stata presentata contro le due maggiori banche italiane.
Tutto è nato dalla recente segnalazione dell’Antitrust in merito alle nuove condizioni applicate dalle banche in sostituzione della vecchia commissione di massimo scoperto abolita per legge. L’Antitrust ha indicato come con le nuove condizioni nel 70% dei casi i costi sono aumentati, anche fino a 15 volte, rispetto alla vecchia commissione di massimo scoperto. I più danneggiati sono stati coloro che sono andati in scoperto per piccoli importi che si sono trovati a pagare anche 35 euro per scoperti di 10 euro.

La prima class action è quindi stata presentata dal Codacons (bruciando l’Adusbef e la Federconsumatori che già avevano annunciato analoga iniziativa) contro Banca Intesa e Unicredit per aver aggirato la legge che aboliva la commissione di massimo scoperto. Secondo il Codacons sono ben 25 milioni i cittadini interessati per una cifra di 250 euro cadauno ed un totale quindi di circa 6,25 miliardi di euro. In realtà le cifre in ballo sono molto inferiori, basta pensare che ne potranno eventualmente beneficiare solo i clienti dei due Istituti Bancari che hanno pagato negli ultimi mesi (dal 16 agosto) le nuove commissioni per essere andati a debito sul proprio conto corrente.

I tempi si preannunciano lunghi, ma staremo a vedere. Nel frattempo l’intervento dell’Antitrust dovrebbe già spingere ad una revisione delle logiche di calcolo delle commissioni da parte di tutte le banche.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

che peccato sapere che siamo nel 2012 e niente è stato fatto dall'antitrust...anzi io sono qui perchè la mia banca, Unicredit, applica il 14.5% di tasso extrafido oltre 2,5 eur ogni 1000 al giorno di sconfino....

Anonimo ha detto...

e contro UBI e i €50 al GIORNO di penale di sconfino dai €100 in su dal 3° giorno? IO mi sono trovata quasi 500€ per non essermi accorta di esser fuori dal fido di 102,00€ per una settimana!!!!

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