Ma con la crescente popolarità e l'integrazione nel sistema economico, è cresciuta anche l'attenzione del Fisco. Se in passato la tassazione delle criptovalute in Italia era un terreno nebuloso, privo di indicazioni chiare, gli ultimi anni hanno visto un'accelerazione normativa significativa, culminata con provvedimenti come la Legge di Bilancio 2023 e le cruciali novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025.
27/05/25
05/05/25
L'Impatto dei Dazi Scuote Anche il Bitcoin
Questo ribasso ha riportato il valore del Bitcoin ai livelli precedenti un evento che aveva precedentemente generato grande entusiasmo tra i suoi sostenitori. In un contesto di crescente incertezza sui mercati mondiali, il Bitcoin non si è dimostrato un rifugio sicuro per gli investitori.
19/12/24
Nuova tassazione Bitcoin e criptovalute dal 2025

Le criptovalute come Bitcoin e Ethereum sono state assoggettate a regolamentazione e tassazione già dal 2024. Nella legge di bilancio del 2025 sono previste ulteriori novità . Vediamole insieme vista la confusione e le continue modifiche.
Inizialmente infatti si era molto discusso dell'aumento della tassazione dei guadagni su criptovalute portato al 42%. Un'aliquota di molto superiore a quella attuale del 26% che è anche l'aliquota che si applica agli altri investimenti come azioni, obbligazioni (eccetto i titoli di stato al 12,5%), certificati etc.
Alla fine si è raggiunto un compromesso di buon senso. Per il nuovo anno infatti verrà mantenuta l'aliquota del 26% e eliminata la strana soglia di esenzione di 2.000 euro. Dico strana perché non ne capivo il senso ed era un'esenzione prevista solo per le criptovalute. In tal modo le minusvalenze fino a 2.000 euro non erano tassate, il che francamente non aveva senso, al di là che fosse una norma a favore dell'investitore. Nel 2026 l'aliquota sarà aumentata al 33%, quindi inferiore al 42% inizialmente previsto.
Rivalutazione al 1 gennaio 2025
28/05/24
L'obbligo di dichiarare le criptovalute nel modello 730/2024

Una delle prime cose da tenere in considerazione è che il semplice possesso di criptovalute deve essere dichiarato nel quadro RW. Ciò significa che gli investimenti all'estero immobiliari, gli investimenti finanziari e tutte le criptovalute devono essere inclusi in questa sezione della dichiarazione. La mancata compilazione del quadro RW può comportare sanzioni amministrative pecuniarie che vanno dal 3% al 15% degli importi non dichiarati. È importante notare che nel caso delle criptovalute, la violazione non sarebbe considerata dichiarazione infedele, ma comunque soggetta a sanzioni.
29/02/24
Investire sul Bitcoin in attesa dell’halving?

Il 17 aprile 2024 è il giorno dell’halving dei bitcoin. In inglese “dimezzamento”, da quel giorno infatti il numero di Bitcoin emessi ogni 10 minuti (aggregati in un blocco che viene aggiunto alla blockchain) passerà da 6,25 a 3,125. Di conseguenza l’emissione giornaliera passerà da 900 a 450 unità e quella annua da 328.500 a 164.250.
Lo scopo è di render più scarso il Bitcoin. L’halving è il processo, stabilito all’origine, con cui una volta ogni 210.000 blocchi emessi (circa ogni quattro anni) il flusso di nuovi Bitcoin si dimezza. Il meccanismo è studiato appositamente per rendere la criptovaluta un bene ad inflazione programmata decrescente. In contrasto con le valute fiat (dollaro ed euro), che hanno l’obiettivo statutario (delle rispettive banche centrali) di avere un’inflazione stabile intorno al 2% annuo, il tasso di inflazione annuo di Bitcoin si attesta all’1,73% e scenderà allo 0,86% fra qualche settimana, dopo l’halving appunto.
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