Dove investire nel 2014–le obbligazioni

dove investire 2014Dopo aver visto i criteri guida su come investire nel 2014, entriamo più in dettaglio, partendo dai titoli a reddito fisso: le obbligazioni.

Le obbligazioni, in particolare quelle italiane, hanno dato buone soddisfazioni negli ultimi due anni, anche se ci sono stati momenti di tensione e alta volatilità.

I tassi dell’area euro sono però ora ai minimi storici per effetto della politica espansiva della Banca Centrale Europea. In particolare i Btp e i Bot hanno toccato i minimi dal 2010, mentre i titoli super sicuri come i Bund tedeschi, che avevano beneficiato dell’effetto panico, ora offrono qualcosa in più.

Gli investitori istituzionali si sono spostati pian piano sulle attività più rischiose come le azioni o le obbligazioni corporate con rating medio basso (titoli high yield).

E anche i piccoli risparmiatori stanno guardandosi attorno. Del resto il Btp a 4 anni offre il 2% netto. Che non è poco se si considera che bisogna mantenere un buono postale ordinario dell’attuale serie C09 per 10 anni per ottenere un rendimento medio lordo del 2%.

Per reazione quindi molti investitori si sono gettati alla ricerca di maggiori rendimenti puntando su titoli a lunga scadenza (es. 10 anni) o alle obbligazioni in valuta, come quelle emesse periodicamente da Banca IMI.

Ma la realtà è che ora la maggioranza delle obbligazioni offre sì rendimenti molto bassi, ma con rischi elevati che il mercato, inondato dalla liquidità di BCE e Fed, non valuta correttamente. Attenzione quindi a ritenere le obbligazioni un investimento sicuro e privo di qualsiasi rischio.

Rischio tassi

Normalmente l’investimento in obbligazioni è guidato dalle previsioni sui tassi di interesse. Il prezzo dei titoli a tasso fisso in particolare ha una relazione inversa con i tassi di interesse.

Supponi per esempio di acquistare a 100 un Btp a 10 anni con rendimento del 4% annuo. Dopo un mese i tassi a 10 anni salgono al 5%. Cosa succederà al tuo Btp? Ovviamente nessuno acquisterà un titolo a 100 che offre il 4% quando sul mercato allo stesso prezzo ci sono i nuovi titoli che offrono il 5%. Perciò il prezzo del tuo Btp dovrà scendere, fino a che chi lo acquista otterrà un rendimento a scadenza del 5% annuo.

Il rischio tasso per le obbligazioni a tasso fisso è determinato dal concetto di “duration”. Il termine non va confuso con “durata” anche se ci sono delle affinità. La duration è la scadenza media dei flussi di cassa del titolo o altrimenti detto “un valore espresso in anni entro cui il possessore di un titolo obbligazionario rientra in possesso del capitale inizialmente investito, tenendo conto anche delle cedole”. Un Btp a 10 anni avrà per esempio una duration inferiore a 10 anni, proprio perché ogni anno si ricevono le cedole interessi per cui mediamente si rientra dal proprio investimento prima di 10 anni.

La duration definisce il rischio tassi, o meglio la sensibilità ai tassi di interesse dell’obbligazione. Tecnicamente la duration esprime la variazione che subirà la quotazione di un titolo al variare di un punto percentuale dei tassi. Nel nostro esempio di prima, il nostro Btp a 10 anni (con supponiamo duration di 9) al variare dei tassi dal 4 al 5% subirà un calo dei prezzi del 9%.

Altri rischi delle obbligazioni

Ma occorre ricordare che la relazione tra prezzi e tassi di interesse non è sempre così “automatica”.
In particolare l’investimento in obbligazioni si basa oltre che sulle variazioni dei tassi di interesse (o le aspettative sui tassi di interesse) anche sulle variazioni dei premi per il rischio di credito.

Può bastare quindi qualche scossa politica o qualche notizia negativa sul debito pubblico o l’economia di qualche Paese (o qualche Banca) per riaccendere le preoccupazioni e quindi i tassi.  E come abbiamo visto, una risalita dei tassi, procurerebbe perdite in conto capitale (deprezzamento) delle obbligazioni in portafoglio.

Per questo meglio puntare su titoli con scadenze tra 3-5 anni che offrono un buon compromesso rischio – rendimento, e si possono più facilmente mantenere fino a scadenza.

Ho già scritto in passato che, salvo per speculatori o investitori esperti, non ritengo utile rischiare in obbligazioni in valuta estera. Per nostra fortuna (o sfortuna) i Btp offrono già un rendimento superiore alla media, meglio quindi accontentarsi.  Pur essendo corretto diversificare, la diversificazione valutaria per le obbligazioni (a differenza delle azioni) ha poco senso. Il rischio valuta si può assumere appunto con l’investimento azionario.

Per le obbligazioni si può puntare su singoli titoli, cercando comunque di non concentrare troppo e solo sui titoli italiani. Attenzione invece a scegliere i fondi: questi incorporano portafogli titoli che potranno subire svalutazioni in caso di aumento dei tassi. Verifica quindi sempre la duration del portafoglio del fondo prima di investirci. In linea generale comunque sconsiglio i fondi di investimento obbligazionari in euro, piuttosto meglio un Etf.

Infine un accenno alle obbligazioni legate all’inflazione, titoli di cui è sempre opportuno avere una quota nel tuo portafoglio (Btpi e Btp Italia).

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Scusate, ma senza rompersi troppo la testa in obbligaz. italiane o estere in euro,tenendo conto anche del fatto che non sono garantite dal FITD,e non mi sembra che diano poi dei gran rendimenti,NON SAREBBE MEGLIO INVESTIRE IN UN CONTO DEPOSITO VINCOLATO, MAGARI YOUBANKING DEL B.POPOLARE 3,50% LORDO,2,80 NETTO ANTICIPATO SENZA NESSUNA SPESA ULTERIORE,E MI PAGANO ANCHE IL BOLLO DI LEGGE SUL CAPITALE.ATTENDO UNA GENTILE RISPOSTA.

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda conto deposito vincolato YOUBANKING devi
essere sicuro nel frattempo di non avere bisogno di denaro per molto tempo. E se poi i tassi aumentano ?

BdR ha detto...

ciao, sono il primo che promuovo i conti deposito e ho parlato spesso di youbanking che reputo uno valida alternativa (ora offre il 3,25% lordo). Ma qui si sta facendo un discorso generale sull'investimento.
Ovviamente se hai capitali ridotti ci sta puntare tutto sul cd, ma per chi ha maggiori disponibilità è necessario diversificare. Inoltre non bisogna mai guardare sempre e solo "la solita minestra". Occorre anche capire le alternative e come sceglierle.

Cogliete questi articoli come spunti, anche solo per imparare. Con gli investimenti non ci si rompe mai la testa, salvo appunto che per pigrizia si preferisca rimanere sempre attaccato alle solite due nozioni.

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