Come investire nel 2014 – i criteri guida

dove investire 2014Abbiamo visto come in questo momento, nonostante le numerose incertezze e incognite presenti sul mercato, i rendimenti delle obbligazioni siano ai minimi, mentre i prezzi delle azioni siano spesso sui massimi degli ultimi anni.

Diviene quindi difficile oggi effettuare scelte di investimento, memori dei rendimenti degli ultimi due anni, soprattutto sulle obbligazioni.

 

Cosa tenere d’occhio nel 2014

Più che all’economia, nel 2014 occorrerà porre attenzione alle Istituzioni, politiche e monetarie.
L’andamento dell’economia americana sarà determinante nel prossimo anno (previsione PIL +2,6%). Da essa dipenderà non solo la crescita degli utili delle società Usa, ma anche il consolidamento della ripresa europea e la tenuta dei paesi emergenti.

La parola d’ordine a cui prestare attenzione sarà “tapering” , vale a dire tempi e modalità con cui la Fed (la Banca Centrale USA) uscirà dall’attuale politica monetaria espansiva (casualmente, proprio oggi se ne è avuto prova, visto che le Borse sono scese sul timore di un anticipo del tapering rispetto alle previsioni). E’ probabile comunque che la Fed, valutando il nervosismo dei mercati, si muova con prudenza in base all'evoluzione dei dati macro

La politica monetaria in Europa invece è destinata a rimanere espansiva a lungo, con i tassi BCE stabili ai minimi storici e la possibilità di nuove immissioni di liquidità tramite le banche. La crescita è debole, la disoccupazione rimane e rimarrà elevata e l'inflazione non rappresenta un problema.

Linee guida per l’investitore

Conoscere il rischio e sapersi accontentare

Negli ultimi due anni, nonostante la volatilità, i mercati finanziari hanno dato soddisfazioni agli investitori, in particolare a quelli del reddito fisso prima e delle azioni negli ultimi mesi.
È molto probabile però che nei prossimi anni investire sui mercati finanziari darà rendimenti più bassi rispetto al recente passato. In questo contesto il rischio di passi falsi da parte dei risparmiatori è molto alto: la ricerca di extra-rendimenti può spingere il singolo investitore ad effettuare scelte non congrue con il proprio profilo.

E’ importante partire sempre dal proprio profilo di rischio e dai propri obiettivi, e nel caso anche sapersi accontentare piuttosto di correre rischi che non si è in grado di sostenere, ciò anche a costo di vedere sfumare delle opportunità. Non farti mai attrarre dalle sirene dell’amico di turno, che ti parlerà dei sui successi negli investimenti ma ti nasconderà i suoi fallimenti. Questo però non significa nemmeno rimanere ancorati ai vecchi dogmi, e magari mantenere tutti i risparmi sul conto corrente per timore o pigrizia.

Diversificare

Ogni investitore dovrebbe effettuare le proprie scelte in base al proprio profilo di rischio, alle sue conoscenze finanziarie e all’orizzonte temporale di investimento.
Rimane comunque d’obbligo diversificare fra investimenti a breve (conti deposito, obbligazioni a breve termine) medio-lungo (obbligazioni) e azioni.

La diversificazione consente di ridurre i rischi indipendentemente dalla situazione dei mercati. Occorre allocare i propri risparmi su varie classi di investimento al fine di ottenere il miglior rapporto tra rendimento e volatilità nel lungo periodo.

La diversificazione richiede alcuni criteri:
  1. investire in titoli, aree o settori  non correlati fra loro
  2. mantenere un elevato grado di liquidabilità di tutto o buona parte del portafoglio (per liquidità si intende la possibilità di vendere facilmente senza rimanere “incastrati”)
  3. ridurre al minimo i costi e l’impatto fiscale
La riduzione dei costi è un ulteriore elemento che a maggior ragione oggi, con i rendimenti ridotti, non può più essere rinviato. Esamina i costi dei conti correnti online a zero spese come Fineco o Conto Corrente Arancio e verifica se le condizioni della tua banca sono peggiori (fai attenzione, oltre alle commissioni di negoziazione, anche ad altre spese come i diritti di custodia sul dossier titoli). Nel caso cambia: se i rendimenti sono bassi, costi e tasse incidono ancora più pesantemente.

Non sempre per il piccolo risparmiatore è possibile diversificare appropriatamente a causa dei costi di negoziazione e delle tasse. Se hai a disposizione un capitale ridotto, puoi comunque trovare un giusto compromesso con strumenti come gli ETF che permettono in un colpo solo di effettuare una buona diversificazione.

Non effettuare troppe operazioni (salvo tu sia un esperto trader). Scegli i tuoi investimenti in un’ottica di medio-lungo periodo (almeno biennale).  Un portafoglio stabile (ma non immobile) ti consente di limitare i costi ed effettuare scelte più consapevoli e meno motivate dall’emotività o dalle mode del momento.

Ultima considerazione, prima di addentrarci  più in dettaglio nelle prospettive sui mercati obbligazionari e azionari (nei prossimi articoli). Ricorda che nessuno è in grado di prevedere l’andamento futuro dei mercati. Quello che si può fare è solo costruire un buon portafoglio che bilanci rendimento atteso e rischio.

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1 commenti:

desider ha detto...

Ciao, non è facile investire in titoli non correlati fra loro. Per quello che ne capisco io, quando cade una cosa - cadono tutte.

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