Investire in Titoli di Stato e obbligazioni

Investire-titoli-stato-obbligazioniNella costruzione di un buon portafoglio per un investitore prudente, riveste molta importanza la componente obbligazionaria. In questa categoria rientrano i Titoli di Stato Italiani (Btp, CcT e CcTeu etc) e stranieri oltre alle obbligazioni emesse da banche e imprese (corporate).

Occorre subito dire che non esiste un titolo migliore in assoluto ma come già visto la scelta dipende dal tuo profilo e dai tuoi obiettivi.

E’ importante soprattutto per le obbligazioni
capire la differenza fra rischio e orizzonte temporale. Un risparmiatore prudente sarà sicuramente avverso al rischio ma non è detto che abbia un orizzonte temporale di breve periodo. Se hai 45 anni, due figli piccoli, un lavoro stabile etc puoi investire pensando agli studi universitari dei tuoi figli o per integrare la tua pensione, il tuo orizzonte temporale è quindi di medio-lungo periodo. Se hai 30 anni e sei lavoratore precario oppure stai per sposarti, avrai un orizzonte temporale di breve periodo sapendo che potresti avere bisogno dei tuoi soldi a breve.

Lo specifico perché troppi italiani investono a breve, comprando ciclicamente BOT e in questo modo non fanno che ingrassare le banche.
Se vuoi investire continuamente a breve vai sui conti di deposito (che al netto delle spese negli ultimi anni hanno sempre reso meglio dei BOT) se vuoi stare sui Titoli di Stato invece allunga le scadenze, altrimenti ad ogni BOT ricomprato paghi alte commissioni alle banche. Quindi tieni quei soldi per te, allunga le scadenze e paghi solo una volta le commissioni.

Quando investi in titoli obbligazionari ricorda il principio della diversificazione: investi per quanto possibile (non spezzettare troppo il capitale) in diversi emittenti e soprattutto diverse scadenze.

Investire nei Titoli di Stato

Nell’ambito di un investimento obbligazionario, un investitore prudente dovrebbe dare la preferenza ai Titoli di Stato Italiano. La scelta fra BtP (tasso fisso) e CcT / CcTeu (tasso variabile legato a Bot o Euribor) dipende dalle proprie attese sui tassi. Per un chiarimento ti rimando ad un prossimo articolo sulla scelta fra obbligazioni a tasso fisso o variabile. Non è comunque sbagliato anche in questo caso diversificare.

Nonostante molti esperti prevedano per il 2011 un anno negativo per i Titoli di Stato (TdS), ritengo che un piccolo risparmiatore non possa prescindere da questi piuttosto che spostarsi su altre forme di investimento comunque più rischiose. Occorre infatti sottolineare come il rischio dei BtP sia legato a fluttuazioni nelle quotazioni di breve dovute alla volatilità prevista sui mercati per i possibili problemi dei debiti sovrani di alcuni Stati Europei.

Un piccolo risparmiatore dovrebbe acquistare un BtP nell’ottica di tenerlo fino a scadenza (in gergo fare il cassettista) per cui non si deve interessare troppo delle fluttuazioni di breve periodo. Il risparmiatore sa che acquista un titolo ad un determinato prezzo e riceverà cedole periodiche e il capitale investito alla scadenza.

Quindi al massimo ti devi preoccupare di decidere come ripartire il capitale fra tasso fisso (BtP) e variabile (CcT e CcTeu). Riguardo a quest’ultimi, attualmente sono preferibili i vecchi CcT rispetto ai nuovi CcTeu (i primi sono parametrati ai tassi dei Bot i secondi al tasso interbancario Euribor. Siccome in questo momento le variazioni dei tassi riflettono soprattutto il rischio paese a causa dei debiti sovrani europei, il tasso dei BOT sarà più volatile dell’Euribor).

Non è consigliabile per un piccolo risparmiatore italiano puntare su titoli di Stato esteri. Sono da escludere quelli di paesi in difficoltà che offrono alti tassi ma con alto rischio: Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna. Ma è preferibile non puntare nemmeno sul Bund tedesco (che offre rendimenti inferiori al Btp) a meno che non si verifichino forti situazioni di instabilità sui mercati europei, mentre i titoli non in euro sono soggetti anche al rischio di cambio.

Nel tuo portafoglio finanziario quindi metti una quota di Titoli di Stato diversificando fra tipologia di tasso e scadenza. Se hai un orizzonte temporale di breve periodo però non andare oltre i 2-3 anni di durata.
I Titoli di Stato potranno subire fluttuazioni per via della volatilità dei mercati. Come detto un investitore prudente non se ne deve curare, anzi queste possono offrire delle occasioni di ingresso sul titolo. Oltre alla diversificazione quindi è anche utile comprare in date diverse.

Inoltre può essere utile costruire un portafoglio obbligazionario che offra flussi di cassa (cedole) cadenzate nel tempo, per esempio un titolo che paga cedole a gennaio e luglio, un altro a febbraio e agosto etc in modo da avere una sorta di rendimento mensile costante (anche se questo non è indispensabile).

In merito a come scegliere e quindi pesare le componenti a tasso fisso o variabile scriverò un articolo a breve (ma anche questa rimane una scelta personale), tra le alternative puoi anche valutare i BtPi, BTP che hanno sia la cedola che il capitale rivalutato in base all’inflazione. Seppur nel breve questi titoli rendano meno, in un arco temporale medio-lungo possono proteggerti dal principale rischio: l’inflazione.

L’immagine che segue ti indica quanto puoi spuntare in questo momento sui Titoli di Stato (attenzione, saranno cambiati nel momento in cui leggi), i rendimenti indicati sono al netto della ritenuta fiscale ma devono scontare ancora le commissioni bancarie (su questo tema tornerò a fine articolo).

Interessi-titoli-stato

Indipendentemente dal tuo orizzonte temporale in previsione di un rialzo dei tassi è preferibile, soprattutto per il tasso fisso, rimanere su scadenze di breve-medio periodo: 2-3 anni. Ma, sempre nell’ottica di diversificare e di esser coerenti con il tuo profilo e i tuoi obiettivi, puoi anche allungare ulteriormente le scadenze se ritieni soddisfacenti i rendimenti, arrivando anche fino a 10 anni.

Obbligazioni aziendali e bancarie

Se le dimensioni del Portafoglio lo consentono, è utile anche diversificare in obbligazioni aziendali (corporate). In questo caso rimani su nomi di grandi Società note e affidabili, sia Italiane che Europee (è preferibile rimanere sull’Euro).

Escludo le obbligazioni proposte dalla banca allo sportello (vedi articolo obbligazioni bancarie) e i prodotti strutturati troppo complessi (prodotti che per esempio garantiscono il capitale).

Piuttosto valuta i collocamenti diretti sul mercato che periodicamente effettuano alcune banche d’investimento,  per esempio Mediobanca. Puoi saperlo tramite la pubblicità sui giornali o online. Emettendo direttamente sul mercato queste banche d’investimento saltano la costosa intermediazione degli sportelli bancari tradizionali, conseguendo un maggior risparmio che in parte  si trasforma in maggior guadagno per l’investitore. Tieni conto che quando la tua banca tradizionale  ti offre le stesse obbligazioni, si prende una bella percentuale per il collocamento che si traduce in un rendimento inferiore per te.

Le logiche per investire su titoli aziendali devono essere guidate dal migliore rendimento a parità di rischio ricordando i principi della diversificazione sia per emittente sia per scadenze. Il rischio non è sempre facile da valutare, puoi aiutarti con il rating (una sorta di voto, esempio AAA o BBB, che ricevono gli emittenti). Puoi trovare i rating aggiornati sui giornali e soprattutto online (se hai una banca online potrai accedere facilmente a numerose informazioni sulle obbligazioni). Prima di acquistare un titolo dai sempre un occhio al rating.

Sconsigliabile entrare sull’obbligazionario con i fondi (fondi obbligazionari), ma anche con gli ETF, in quanto in una situazione di tassi bassi come l’attuale, le commissioni hanno un peso troppo rilevante. Un rialzo dei tassi poi potrebbe deprezzare il valore dei titoli in portafoglio nel fondo. Al massimo si può puntare a ETF obbligazionari più aggressivi (se si accetta il rischio) su mercati internazionali dove sarebbe difficile saper scegliere i titoli.

Se il capitale non consente di diversificare troppo, personalmente preferisco investire solo in Titoli di Stato piuttosto che acquistare i fondi obbligazionari consigliati dalla banca.

Il peso delle commissioni bancarie

Quando si investe in obbligazioni bisogna ridurre al minimo i costi. Questo perché sono finiti da anni i tempi dei BtP con rendimenti a due cifre mentre spesso le commissioni e i costi delle banche sono rimasti gli stessi.

Immagina di voler acquistare sul mercato un BtP per 10.000 euro. Una banca tradizionale ti farà pagare una commissione variabile tra 0,5 e 0,7%: 50 – 70 euro.
Se non hai già un dossier titoli inoltre dovrai aprirne uno pagandoci il bollo di 34 euro annui e i diritti di custodia.

I diritti di custodia sono una delle spese odiose che le banche si prendono per gestire i tuoi titoli. Molti anni fa c’era effettivamente del lavoro per i bancari, oggi è pressoché tutto automatico. Però tali diritti sono rimasti e sono alti, variano da banca a banca e possono essere fissi o più spesso variabili in base alla tipologia e al controvalore dei titoli. Mediamente puoi pagare tra 60 e 120 euro all’anno per questi diritti.  Alcune banche fanno pagare poco meno ma poi ti addebitano commissioni per l’incasso di cedole e dividendi. Senza poi tralasciare che queste operazioni possono essere conteggiate nel numero di operazioni a pagamento sul conto corrente.

Infine c’è il costo dell’invio dell’estratto conto, mediamente 2 euro con cadenza trimestrale o semestrale.

Insomma fatti due conti: per 10.000 euro di BtP quanto lasci alla tua banca? Nella migliore delle ipotesi 50 euro di commissioni + 34 di bollo + 60 di diritti di custodia + 4 di estratti conto. Su tali basi ovvio che ti convenga rimanere sui conti di deposito piuttosto che diversificare per arricchire solo le banche.

Per questo ti consiglio di passare ad una banca online. Le commissioni sono molto più basse, in genere lo 0,19% con un massimo prestabilito, non ci sono diritti di custodia o altre spese. Si paga solo il bollo sul dossier. In pratica 19 euro (e se avessi comprato 20.000 euro sarebbero rimasti 19 perché questo è il tetto massimo) più 34 di bollo.

La soluzione migliore è Conto Corrente Arancio in quanto quella più economica (non paghi nemmeno il bollo sul conto a certe condizioni semplici da raggiungere). Se ti interessa il trading (vale a dire fare frequenti operazioni) valuta Fineco o IwBank (vedi la promozione Fineco ) che hanno piattaforme di trading migliori rispetto a ING Direct.

Torna all’indice Dove Investire nel 2011.

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao, mi chiamo Massimo. Innanzitutto, volevo ringraziarti e congratularmi per il tuo ottimo blog, ricco di informazioni. Mi è molto utile in questo momento che sto pensando a quali investimenti fare e vista l'incertezza generale. Aspetto con impazienza il capitolo su "Obbligazioni a tasso fisso o variabile?" perché io non ci capisco molto di economia e finanza. Mi trovo in una situazione particolare. La banca mi ha appena fregato facendomi acquistare una sua obbligazione a tre anni che rende meno di un semplice btp. Già mi sono detto di essere un fesso. Poiché rivenderlo è follia, ci perdo di sicuro ammesso che un altro fesso se la ricompri, me la tengo. Ho un conto titoli con mia madre e da gestire i suoi risparmi di una vita. Vista l'età non vorrei preoccuparla, proprio no, ma allo stesso tempo proteggerla (dalle grinfie della banca che cerca di aggiarla in ogni modo con altre obbligazioni di cui parlavo) mettendo al sicuro i suoi soldi anche dall'imponderabile. Fortunatamente né lei né io abbiamo bisogno di quei soldi, nel breve ma anche medio-lungo periodo, pertando pensavo ad un portafoglio conservativo. Risk free per perderci con l'inflazione che promette di galoppare. Una parte dunque la lascerei liquida sul conto in comune (protetti fino a 200000 perché siamo in due, giusto?) e il resto in titoli di stato semplicissimi: un po' indicizzati all'inflazione, un po' a tasso fisso e un po' variabile. Mi manca infatti di capire in che percentuale ripartire il conto in queste tre tipologie, indicizzato-variabile-fisso a scadenze diverse, in prospettiva anche di un aumento dei tassi. La piccola parte azionaria non la calcolo proprio per via della pressione arteriosa. Se avessi i soldi, però, comprerei 1 (una) azione Berkshire Hathaway classe A (che da sola costa un botto!). Il default dell'Italia mi preoccupa ma non so che farci. Saluti.

Anonimo ha detto...

Scusa, correggo un refuso:

Risk free per NON perderci con l'inflazione che promette di galoppare.

BdR ha detto...

ciao Massimo.

Sull'obbligazione bancaria non ti preoccupare. Succede a molti, la maggioranza. Però ora tu hai imparato dall'errore, cosa che non vale per altri.

Sull'articolo Obbligazioni a tasso fisso o variabile ce l'ho in bozza da un po' da rivedere, farò in modo di pubblicarlo quanto prima ;)

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