Minusvalenze pregresse e affrancamento delle rendite fiscali

convenienza affrancamento fiscaleAbbiamo visto in precedenza che l’affrancamento fiscale per sfruttare la vecchia aliquota del 20% invece della nuova del 26% ha senso solo se complessivamente il tuo dossier si trova in una situazione di guadagno (plusvalenza). Questo è solo il primo elemento da valutare, poi come detto ci sono:

  1. la presenza di uno zainetto fiscale negativo, vale a dire minusvalenze pregresse (perdite su titoli subite negli ultimi 5 anni e non ancora compensate con futuri guadagni)
  2. la previsione sul futuro andamento dei titoli nel dossier.
Quest’ultimo punto l’abbiamo già analizzato nell’articolo precedente. Ora vediamo la situazione di chi si trova con minusvalenze pregresse.

Cosa succede alle minusvalenze con il cambio d’aliquota?

Devi anzitutto sapere che dopo il 30 giugno 2014 le tue minusvalenze varranno meno, infatti saranno riproporzionate al 76,92% (vale a dire 20 diviso 26 ossia vecchia aliquota in rapporto alla nuova aliquota).

Per la precisione le minusvalenze saranno riportate a:
  1. una quota pari al 48,08 per cento, se sono realizzate fino alla data del 31 dicembre 2011 (quando vigeva l’aliquota del 12,5%);
  2. una quota pari al 76,92 per cento, se sono realizzate dal 1° gennaio 2012 al 30 giugno 2014.
recuperare minusvalenzeLa tua banca dovrebbe già visualizzare le vecchie minusvalenze (pre 2012) ricalcolate e adeguate all’aliquota vigente all'inizio del 2012 (20%), per cui dovrebbe valere solo la seconda ipotesi.

Cosa succederà quindi dal 1° luglio?  Se per esempio hai 1.000 euro di minusvalenza, queste saranno riportate a 769,2.

E’ come se lo Stato avesse un debito con te e da un giorno all’altro ne cancelli una parte.  E’ perciò evidente  l’importanza di cercare di compensare prima le minusvalenze per evitare questo taglio del tuo credito nei confronti dello Stato. Ti ricordo che le minusvalenze possono essere compensate entro il quarto anno successivo.

Affrancamento o vendita?

Quando si ha uno zainetto fiscale con minusvalenze quindi l’operazione di affrancamento di un dossier in utile ha ancora più senso. Infatti:
  1. potrai non solo pagare sulle plusvalenze il 20% invece che il 26%
  2. ma potrai anche compensare queste plusvalenze con tutte le minusvalenze, prima che queste vengano ricalcolate e ridotte.
C’è comunque un’alternativa all’affrancamento da valutare: vendere uno o più titoli in utile prima del 30 giugno (ed eventualmente riacquistarli) per generare una plusvalenza da compensare.

Per valutare quale strategia sia la migliore devi considerare anche quanto detto nei precedenti articoli, in particolare il caso in cui le plusvalenze virtuali sul dossier titoli siano dovute soprattutto a obbligazioni che ritieni di mantenere fino a scadenza.

Ricorda che:
  • se vendi (ed eventualmente riacquisti) pagherai delle commissioni di negoziazione che non pagheresti con l’affrancamento;
  • l’affrancamento si effettua su tutto il dossier titoli. Per cui se hai molte obbligazioni quotate sopra la pari, potresti generare ora una forte plusvalenza che man  mano (se manterrai i titoli) si tramuterà in minusvalenza. In questo caso può valere la pena non affrancare se hai uno o pochi titoli che da soli ti permettono di recuperare, vendendoli, le minusvalenze

In caso di dossier in plusvalenza e presenza di minusvalenze nel tuo zainetto fiscale dovrai quindi fare una scelta, ragionandoci un po’ sulla base dei due criteri sopra. Ricorda che la vendita va fatta entro fine giugno, mentre per l’affrancamento hai tempo fine a fine settembre. 

ps. il tuo “zainetto fiscale” dove viene riportata la situazione delle tue minusvalenze, la puoi trovare solitamente sul sito home banking della tua banca, oppure ti dovrebb essere spedita semestralmente via posta. Verifica la tua situazione quindi, e leggi questo articolo su come compensare le minusvalenze.

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4 commenti:

Matteo B. ha detto...

Grazie come sempre Luca per le informazioni, ma questa storia delle minusvalenze pregresse mi ha mandato in confusione!

Ho sempre dato per scontato di non considerare i titoli di Stato in un'eventuale ottimizzazione fiscale, visto che restavano al 12,5%, ma ora con la storia delle minus pregresse sono in confusione...

Chiarisco meglio: con l'affrancamento sappiamo che il problema non si pone, titoli di stato al 12,5% esclusi dall'affrancamento.

Ma se volessi vendere in autonomia? Supponiamo che sia in questa situazione. Ho 1000 di minus pregresse su Enel realizzate nel 2013. Ora in portafoglio ho solo un titolo di Stato white list su cui avevo investito 8000 euro. Ora vale 9000 e mi aspetto che venga rimborsato a 10.000.

In questa situazione se vendo ora e riacquisto allo stesso prezzo il 1° luglio pago il 12,5% su 1000 quindi 125 euro di tasse.

Se mantengo pago 12,5% su 2000 meno 7692, quindi pago di più!

Dove sbaglio? O il calcolo che ho fatto è giusto? Ero tranquillo sui titoli di Stato ma ora sono confuso...

Grazie!

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

ciao Matteo, nella tua situazione è indifferente dal punto di vista fiscale. Considerando che se vendi prima, avrai delle spese di negoziazione, ti conviene non fare nulla.

Anonimo ha detto...

Nel caso di affrancamento si conteggiano anche i titoli di stato Italiani? o questi vengono esclusi? Non vorrei pagare in anticipo il 12,5% su titoli che attualmente sono in plus, ma alla riscossione saranno poi in perdita. Grazie

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

I titoli di stato sono esclusi dall'affrancamento

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