Investire in azioni con alti dividendi



migliori dividendi italiani
In un precedente articolo ho spiegato cosa succede quando una società quotata stacca il dividendo.

Come abbiamo visto è sbagliato vedere il dividendo al pari della cedola interessi pagata dalle obbligazioni. Eppure questo errore è molto comune, anche sui giornali.


Nell’immagine colorata sotto, tratta dal Corriere Economia, si vede come viene confrontato il rendimento di un conto deposito o di un Btp con i dividendi azionari.

dividendi-borsa-milanoNell’immagine più sopra (Milano Finanza) sono indicati i migliori rendimenti di Piazza Affari, calcolati dal rapporto fra dividendo e prezzo dell’azione.

Se è sbagliato vedere il dividendo come una cedola, è anche vero che molte strategie consigliano di investire in azioni con alto dividendo. Una società che paga alti dividendi è infatti spesso una società in salute, con buoni utili e in grado di autofinanziarsi.

Importante però è valutare le ragioni di questo dividendo e soprattutto la sua sostenibilità per il futuro. Un dividendo derivato da utili straordinari o utili che difficilmente potranno essere sostenuti in futuro è ovviamente effimero.  Non è però semplice individuare la sostenibilità del dividendo, per questo ci si rifà ad ipotesi e spesso alla sola storia passata.

In Italia ci sono vari esempi di società con una buona tradizione,  in particolare Eni, Snam, Terna. Ci sono però anche casi negativi.
Enel è sempre stata generosa con i dividendi. Però analizzando i bilanci della società elettrica si notava anche un alto indebitamento. Quando la crisi finanziaria ha posto in evidenza il rischio delle società altamente indebitate, le quotazioni di Enel sono scese. Oggi la società offre ancora buoni dividendi rapportati al prezzo attuale, ma non rispetto a quello di qualche anno fa.
Altro caso emblematico Saipem, società da molti considerata sicura e da “cassettare” (cioè acquistare e mantenere in portafoglio per anni senza seguire). La società petrolifera recentemente ha visto le sue quotazioni crollare.

Quando si parla di azioni bisogna sempre considerare che il prezzo si basa sulle aspettative, e i dividendi sono già incorporati in queste aspettative.  Anche la semplice notizia di una riduzione dei dividendi (anche se rimangono generosi) può influire negativamente sulle quotazioni del titolo.
Inoltre in Borsa occorre fare attenzione alle mode. Quando si sparge troppo la moda di investire in una tipologia di titoli (per esempio quelli con alti dividendi) il rischio è che si generino aspettative troppo ottimistiche che porteranno ad una rapida correzione di fronte ai dati reali.

dividendi azioni americane
In questo momento meglio scegliere società esposte alla crescita globale e per tale ragione in grado di garantire flussi di dividendi futuri sostenibili. Caso emblematico il confronto fra le Borse americane e quelle europee. Le prime da mesi hanno una prospettiva di crescita superiore, eppure sulla base dei dividendi sembrerebbe il contrario (i dividend yield Usa sono mediamente tra 2,5 e 3,5%, quelli europeo intorno al 4/4,5%).


E’ importante quindi ricordare che:
  • i dividendi non sono paragonabili alle cedole obbligazionarie in quanto dopo lo stacco i prezzi dell’azione subiscono una riduzione pari al dividendo distribuito
  • il dividendo è solo una componente da valutare. Va considerata anche la sostenibilità di questi dividendi sulla base delle prospettive future dell’azienda e del suo settore.  Una società è quindi buona non perché paga alti dividendi, ma perché probabilmente riuscirà a pagarli anche in futuro.
La strategia di investire in azioni che pagano un alto dividendo va quindi perseguita non ciecamente e sempre nell’ottica di diversificazione del portafoglio.

ps. Spesso il piccolo risparmiatore si fa attirare dalla presunta tranquillità delle alte cedole o degli alti dividendi. Questa caratteristica psicologica è spesso sfruttata da chi cerca di raccogliere risparmio: è il caso per esempio delle obbligazioni in valuta di cui ho già parlato, ma anche dei fondi con cedola di cui scriverò quando, dopo l’estate, riprenderò il tema sui prodotti del gestito (fondi di investimento e ETF).  Per ogni investimento occorre capire i pro e i contro, per evitare di farsi prendere all’amo.

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2 commenti:

desider ha detto...

Ciao Luca,
gli etf che replicano l'indice dei dividendi azionari è una buona alternativa alla singola azione

Giulio ha detto...

grande Luca!!!!!

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