Dove investire ora - obbligazioni, azioni, buoni e conti deposito

dove-investire-italiaNegli ultimi mesi i mercati finanziari (sia azionari che obbligazionari) sono stati caratterizzati da molto ottimismo , stemperato solo negli ultimi giorni in cui è tornato il timore di una sorta di bolla finanziaria.

Probabilmente non siamo di fronte ad una classica bolla finanziaria, però è vero che gli investitori stanno investendo (scommettendo) non più sulla base dell’economia reale (molto debole in Europa, in ripresa in Usa e Giappone ma non tale da determinare questi livelli) ma su quella finanziaria, in particolare sulla liquidità creata dalle banche centrali.

L’Italia ne sta giovando pur trovandosi al bivio tra miglioramenti sul debito pubblico ( il 29 maggio potrebbe uscire dalla procedura di infrazione europea per deficit eccessivo) e una recessione che non accenna a finire.

Di questo avevo già scritto un paio di settimane fa (Dove investire con i tassi al minimo), vediamo ora qualche linea guida più dettagliata sui singoli strumenti finanziari.

Obbligazioni e titoli di Stato

investimenti obbligazioniSul mercato obbligazionari si vedono da tempo gli effetti della politica monetaria delle Banche Centrali. I tassi a breve sono molto bassi anche per paesi come l’Italia o la Spagna. Per spuntare un 2% netto sui Btp bisogna andare su scadenze di 4 anni.

Per questo ora è meglio evitare Bot e Btp a breve. Se vuoi investire in Btp meglio scadenze più lunghe ma solo se investi con l’ottica di mantenere il titolo fino a scadenza. Nel caso i tassi tornino a salire infatti potrai subire perdite di capitale in caso di vendita anticipata.

Per durate più brevi (3-4 anni) il Btp Italia è migliore del Btp sia perché rende potenzialmente di più (attualmente il livello di pareggio è circa 0,5%, quindi con inflazione italiana superiore a questo livello "vincono" i Btp Italia) sia perché le quotazioni sono più stabili. In alternativa si può optare per i Btpi, quelli indicizzati all’inflazione europea.

Il problema ora è proprio se investire più a lungo termine, con rendimenti superiori ma il rischio di future perdite in conto capitale, o attendere.  Un compromesso può essere la soluzione migliore: mantenere una parte del proprio capitale liquida lasciandola su conti deposito vincolati ad almeno 6 mesi, ed un’altra parte in titoli legati all’inflazione, che come detto risentono meno della volatilità dei mercati.

Bisogna comunque entrare nell’ottica che nei prossimi anni probabilmente i rendimenti delle obbligazioni saranno più bassi che in passato e solo  quando la ripresa economica si farà veramente sentire si tornerà a  condizioni di maggiore normalità con tassi di interesse in rialzo.

Buoni postali e conti deposito

I rendimenti proposti dai buoni postali in questo momento non mi convincono, nemmeno i nuovi RendItalia. Preferisco quelli legati all’inflazione. I conti deposito anche se hanno subito diversi tagli nei rendimenti (seguendo il trend di mercato) rimangono buoni per brevi periodi per chi non si fida a passare a scadenze più lunghe.

Obbligazioni societarie e fondi obbligazionari

Obbligazioni rischiose come alcune emissioni recenti sono buone solo per chi può permettersi di speculare e seguire costantemente i mercati (vedi Mediobanca Carattere o IMI in lire turche; da evitare invece la Mediobanca Sintesi 2013/2021 in euro e dollari, IT0004924004 e IT0004924046, che sarà quotata da oggi).

Meglio obbligazioni societarie rispetto a quelle bancarie. A proposito di quest’ultime, attenzione che le banche italiane sono tornate al vecchio vizietto. Quando avevano bisogno di soldi hanno pagato il loro debito in maniera più corretta, ma ora che è tornato un po’ di sereno tendono ad offrire ai loro clienti obbligazioni con interessi bassi ed inferiori ai titoli di stato.

Mi segnalano anche bancari furbetti che sostengono che i titoli di stato sono più rischiosi delle loro obbligazioni, a maggior ragione ora che includono le clausole Cacs. Ragionamento che non sta in piedi. Resta comunque opportuno diversificare, ma come detto, le obbligazioni bancarie (almeno quelle di nuova emissione) sono in generale da evitare o limitare.

No infine alle obbligazioni tedesche o del nord Europa, che offrono rendimenti prossimi allo zero.

Attenzione ai fondi obbligazionari. Non prestate troppa attenzione alle performance recenti. Un buon risultato negli ultimi mesi può essere dovuto ad una scadenza delle obbligazioni in gestione più alta della media: se si torna a ballare questi fondi perderanno di più. I migliori gestori stanno ora accorciando la durata media dei loro portafogli, riducendo il rischio di perdite in conto capitale ma anche i rendimenti futuri.  Per chi è disposto a rischiare si può ancora spuntare qualcosa dai fondi high yield (fondi che investono in obbligazioni più rischiose e per questo con rendimenti maggiori).

Azioni, fondi e ETF

Ovviamente le azioni sono un ambito più rischioso e quindi per pochi risparmiatori.  Se sei fra questi non concentrare tutto in Italia, anzi meglio sottopesarla. Evita il domestic bias (attitudine ad investire in ciò che più si conosce e quindi nelle azioni locali), l’azionario è mondiale e anche il tuo portafoglio lo deve essere.

I mercati azionari americani, tedeschi e giapponesi sono ai massimi. Le Borse più promettenti sono quelle americane, in ottica di medio-lungo periodo una quota emergenti è d’obbligo. Ricorda che quando investi fuori dall’Europa sostieni in genere anche un rischio cambio.

I fondi tendo a sconsigliarli, soprattutto se sei vincolato a quelli della tua banca, meglio ETF ben diversificati su area Euro e America. Unica eccezione i  mercati emergenti dove può essere più efficiente selezionare un buon fondo di investimento (confrontali sul sito MorningStar).

In generale occorre imparare a valutare il portafoglio finanziario come un unico (ovvio che per chi ha pochi capitali ha poco senso, ma è sempre utile partire anche dal piccolo). Tra i tuoi investimenti qualche titolo renderà di più e altri meno, ma l’importante è che sia bilanciato e non troppo esposto su un paese, un settore o una società.

Finisco con un avvertimento. Ricorda che nessuno può prevedere la direzione futura dei mercati. Tutto si basa sulle probabilità. L’importante è quindi conoscere i rischi a cui ci si sottopone (e diversificarli opportunamente) per essere pronti a reagire qualora le cose non vadano come previsto.

ps. sui risparmi oggi gravano molte tasse. Cerca per lo meno di evitare i costi bancari optando per banche online con conti a zero spese, nessuna spesa di custodia titoli e commissioni di negoziazione ridotte:
  • Fineco – sceglila se fai molte operazioni, se vuoi accedere a più mercati ( TLX , mercati azionari esteri), o ad una maggiore selezione di fondi di investimento, anche emergenti
  • Conto Corrente Arancio – se operi poco e sui prodotti tradizionali per cui ti basta un conto trading a basso costo
  • You Banking – se vuoi evitare di pagare il bollo sul dossier titoli (lo paga la banca fino a giugno 2015)
  • Markets – se vuoi provare il Forex (prima apri un conto demo gratuito per fare pratica senza rischi)

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10 commenti:

Anonimo ha detto...

E' conveniente investire in conti deposito esteri come in Cina ? E' possibile farlo direttamente online con una banca cinese ?
Grazie per una risposta in merito.
Antonio
asxmail@libero.it

Anonimo ha detto...

Che dire dei titoli di stato dei Paesi come il Portogallo? a 7 anni rendono il 5% lordo

desider ha detto...

Ciao, scrivi a riguardo (Azioni,fondi,etf)
In ottica di medio-lungo periodo una quota emergenti è d'obbligo ( intendi in etf? )
poi scrivi; Unica eccezionei mercati emergenti dove puo essere più efficente selezionere un buon fondo di investimento confrontandoli sul sito di Morningstar. come lo trovo un buon fondo? e come lo inserisco in portafoglio?

desider ha detto...

Poi di nuovo; Meglio obbligazioni societarie rispetto a quelle bancarie,( concordo) sta solo, che i prezzi delle società buone sono cari,o hanno tagli alti, ninimo 50 mila eur

BdR ha detto...

@Antonio: non so dove tu abbia visto conti deposito cinesi, ma li escluderei. Se vuoi investire su paesi emergenti scegli un buon fondo, o un ETF.
Se vuoi aprire un conto all'estero, sceglilo in un paese solido e vicino, dove eventualmente ti potrai recare anche di persona.

BdR ha detto...

@Anonimo: il Portogallo è una scommessa rischiosa. Va acquistato se si ritiene di poterlo portare a scadenza (cioè di non aver bisogno di quei soldi per i prossimi 7 anni) e si è disposti a correre dei rischi. In ogni caso meglio importi limitati.

Se vuoi uscire dall'Italia, tra i paesi PIIGS può meritare l'Irlanda

BdR ha detto...

@desider: sui paesi emergenti preferisco i fondi perché è l'unico mercato dove una buona gestione attiva può fare la differenza. Il sito di Morningstar dà i voti e fa una classifica dei fondi per ogni categoria. Puoi quindi valutare i migliori fondi (azionari o obbligazionari) su paesi emergenti.

Poi li devi acquistare tramite la tua banca. Se hai una banca tradizionale probabile che non potrai farlo. Apri un conto con Fineco (è gratuito e offre molte opzioni) oppure prova i servizi di FundStore.it
Per le obbligazioni societarie in effetti ora c'è poco, ma si può anche aspettare l'occasione di una nuova emissione

desider ha detto...

Grazie del consiglio, dovrò per forza aprire fineco, con youb non mi danno la possibilità di inserire lo stop loss o lo trailing stop io che ho parecchi etf mi trovo male, anzi malissimo. Stamani gli ho mandato una mail e in risposta mi dicono che dal 22/06/2012 borsa italiana, con il nuovo regolamento non permette di inserire ordini condizionati per gli etf solo con azioni quotate in mta e tatt. Mah,,, che dici?
penso anche io che gestori siano molto meglio di un etf acquistato da me. Andrò a guardare il sito di FundStore. casomai chiedo a te. Se sai di qualche nuova emissione in anteprima. Ciao desider

Anonimo ha detto...

Sempre riguardo ai titoli di stato dei paesi area Euro, Ho acquistato dei titoli di stato portoghesi (PTOTECOE0029) e sul documento che riassume l'acquisto inviato dalla mia banca è scritto: Titolo estero soggetto a doppia imposizione fiscale, per usufruire del relief at souce, ove previsto, potrebbe essere necessario comunicare i suoi dati personali (nome, cognome, residenza) alla depositaria. Invece nella scheda titolo che si apre al momento dell'acquisto è riportato: Per gli investitori, persone fisiche, residenti in Italia, la ritenuta fiscale è pari al 12.50% applicabile sia agli interessi, sia all'eventuale guadagno relativo alla vendita/rimborso del titolo.
Come vengono tassati questi titoli? Grazie NB

BdR ha detto...

i titoli di stato portoghesi sono tassati come i nostri al 12,5%.

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