Arriva il Btp Italia - acquistare?

btp-italiaGià annunciati a fine 2011 arrivano il 19 marzo i Btp Italia, titoli di stato destinati ai piccoli risparmiatori collocati direttamente online.

Caratteristiche del Btp Italia

La grossa novità di questo Btp è che si potrà sottoscrivere direttamente online (oltre che come di
consueto agli sportelli bancari). Il collocamento avverrà a prezzo fisso e sarà di ammontare variabile in base alla domanda. In questo modo quando si prenota si avrà la sicurezza di ottenere il quantitativo richiesto.

Il nuovo titolo presenta:
  • cedole: semestrali
  • durata: 4 anni
  • tasso: indicizzato all’inflazione italiana (indice Foi senza tabacchi)
  • taglio minimo: 1.000 euro
  • rimborso finale alla pari (100, vale a dire il valore nominale).

Tempi

La sottoscrizione partirà il 19 marzo e terminerà il 22.  Il Btp Italia sarà poi negoziabile sul MOT dal 26 marzo.

Tasse e costi

In fase di emissione non si pagano commissioni (saranno pagate dallo Stato alle banche). Se successivamente si negozia il Btp Italia sul MOT si pagheranno le commissioni previste dalla propria banca.
Gli interessi percepiti sono tassati al 12,5% come tutti i titoli di stato.


Rendimento: tasso interesse e rivalutazione

Il rendimento del Btp Italia non è semplice, vedrò di semplificarne al massimo il calcolo. Essendo un titolo indicizzato all’inflazione futura è evidente che il rendimento sarà variabile in funzione di questa.

Il rendimento ha due componenti:
  1. la cedola indicizzata all’inflazione italiana. Il titolo pagherà un tasso reale che sarà reso noto solo al termine del collocamento. Prima del collocamento sarà comunicato dal Ministero il tasso reale minimo
  2. la rivalutazione del capitale, corrisposta semestralmente insieme alla cedola
Abbiamo quindi tre variabili:
  1. tasso reale minimo: noto prima del collocamento
  2. tasso di inflazione: ovviamente non noto a priori
  3. tasso reale definitivo: dichiarato il giorno di chiusura del collocamento, non potrà essere inferiore al tasso reale minimo

Esempio

Sfrutto l’esempio del Ministero per cercare di rendere più semplice la spiegazione del rendimento del Btp Italia. In questo esempio si stima un investimento di 1.000 euro, tasso reale del 2% e un tasso di inflazione sempre del 2% costante per 4 anni.
Come vedi il rendimento è dato dalle due componenti: cedola più rivalutazione del capitale:

rendimento-tassi-btp-italia







La prima componente è la cedola al tasso del 2% indicizzato all’inflazione (2%). Avremo ogni anno una cedola leggermente superiore al 2% per via dell’indicizzazione, per la precisione 20,2 euro pari ad un tasso finale di 2,02%.

Inoltre riceveremo 20 euro per la rivalutazione del capitale (2% di inflazione sul capitale di 1.000 euro).  Noterai che negli anni successivi al primo questa quota è variabile (la rivalutazione annuale del capitale non è sempre 20) ma si tratta di uno scostamento dovuto all’arrotondamento del numero indice (per esempio l’indice del 5° semestre è 108,936, arrotondandolo come nell’esempio a 108,9 si perde ovviamente qualcosa).

Nel caso esemplificativo riportato quindi riceveremmo circa 40,2 euro ogni anno, pari ad un tasso nominale del 4,02% circa.

Parlando di rendimento non cito il caso in cui ci sia deflazione (inflazione negativa) per non complicare le cose, essendo almeno per ora un’ipotesi poco probabile.

Premio fedeltà

Per premiare gli investitori fedeli sarà pagato un premio fedeltà pari al 4 per mille sul valore nominale a chi ha acquistato il titolo all’emissione e lo ha tenuto fino alla scadenza. Quindi su 1.000 euro si riceveranno 40 euro dopo 4 anni  (si tratta evidentemente di un “contentino” che ripaga parte del bollo).

Opinione sul Btp Italia

Un’opinione sul prodotto si potrà evidentemente avere solo quando si saprà il tasso reale, o per lo meno il tasso minimo che sarà annunciato prima del collocamento.
Possiamo però anche dare un giudizio sulla sola struttura del prodotto confrontandolo con il prodotto più vicino, il btp indicizzato all’inflazione (Btpi).

A favore del Btp Italia:
  • indicizzazione all’inflazione italiana. L’attuale Btpi è legato all’inflazione europea. Attualmente l’inflazione europea è al 2,6% contro il 3,2%. Quindi da questo punto di vista il Btp Italia è migliore del Btpi (non è solo una questione di rendimento ma anche di sostanza. Il risparmiatore italiano si confronta con l’inflazione locale, se quindi vuole investire per coprirsi dalla perdita del potere di acquisto, il Btpi non è totalmente efficace);
  • la rivalutazione del capitale viene pagata semestralmente con la cedola mentre con il Btpi è corrisposta alla fine. Si può quindi ipoteticamente reinvestire questa quota di cedola e maturare ulteriori interessi
A sfavore:
  • il tasso reale non si applica al capitale rivalutato come nel Btpi. Nel nostro esempio abbiamo visto che a parità di inflazione la cedola è costante. Nel Btpi la cedola sarebbe crescente perché il capitale (rivalutato) cresce.
Con queste premesse il Btpi, a parità di tasso reale e inflazione, renderebbe qualcosina in più. E’ evidente che proprio su queste due variabili,  tasso reale e inflazione, si gioca la scommessa di puntare su uno o sull’altro prodotto.
Si potrebbe anche aggiungere che il Btp Italia ha una durata inferiore ai Btpi, ma è anche vero che è  possibile comprare sul mercato secondario questi ultimi con durata residua simile.

Ritengo comunque positivo che si sia scelto un titolo indicizzato all’inflazione in quanto penso che un risparmiatore medio dovrebbe avere nel suo portafoglio una quota di questo tipo di titoli (ad oggi si possono scegliere anche i buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione italiana).
E’ però anche vero che il risparmiatore italiano medio farà molta fatica a capire questo titolo.

Un ultimo appunto sul rendimento. Il Ministero ha scelto di dichiarare solo alla fine il tasso reale definitivo; personalmente avrei preferito collocamenti come quelli fatti per esempio da Mediobanca, che  rendeva subito noto il tasso di interesse e poi faceva fluttuare i prezzi. Pur essendo vero che anche nelle aste dei Btp il prezzo è noto solo alla fine (ma ci si può fare un’idea con le quotazioni di mercato), il Btp Italia ha una modalità di collocamento totalmente nuova e diversa che consentiva di seguire anche l’altra strada (quella di fissare subito il tasso per intenderci).

In definitiva un titolo che si può acquistare, in attesa però di conoscere per lo meno il tasso reale minimo.

_____________________________________________________

EBOOK in omaggio: inserisci la tua email e iscriviti gratis:


Abbonati gratis ai feed RSS


Articoli correlati per categorie



3 commenti:

Saver ha detto...

C'è una cosa che non è chiara. Se l'inflazione è del 2% i coefficienti calcolati nell'esempio a fine semestre sono sbagliati. Il primo coefficiente dovrebbe essere pari a 1.02^0,5 ossia 1,0099, il secondo dovrebbe essere pari a 1,02 (se l'inflazione è del 2% annuo), il terzo pari a 1,02 * 1,02^0,5 e così via...

Giulio ha detto...

per me è un'ottima indea di cui sentivo già da tempo la necessità. Come sempre grande BdR!!!
Giulio

Anonimo ha detto...

4x1000 di 1000€ fa 4 non 40 e non basta a scontare il bollo che dal 2012 sarà del 1,5x1000 annuo. Il tasso reale del 2% secondo me te lo sogni e poi se buttano fuori tutta questa roba indicizzata all'inflazione vuol dire che nei prossimi anni sarà bassa.

Posta un commento