Dove e come investire se aumenta il tasso BCE

Dove-investire-aumento-tassiL’eventualità di un prossimo rialzo dei tassi BCE e le nuove aspettative sui tassi nel 2011 rendono essenziale una verifica dei propri investimenti.

E’ comunque importante non rimanere fermi in attesa del prossimo rialzo. Come evidenziato  i vari strumenti finanziari si sono già mossi sulla base delle nuove aspettative, un rialzo dei tassi quindi non cambierebbe la situazione ormai incorporata nei prezzi.


Come abbiamo visto una buona asset allocation (costruzione del proprio portafoglio finanziario suddiviso e diversificato in investimenti di diversa tipologia e durata) si compone di tre/quattro macro categorie che possono differire sulla base della tua avversione al rischio e conoscenza dei mercati:

  • liquidità e investimenti a breve
  • investimenti obbligazionari a medio-lungo periodo
  • investimenti azionari

Liquidità e investimenti a breve

Anzitutto evita di rimanere fermo in attesa delle mosse della BCE lasciando soldi sul conto corrente.  La politica di attendere il prossimo rialzo è perdente sia perché come visto bisogna anticipare le mosse (e non seguirle) sia perché nel frattempo si hanno inutili costi (detti costi di opportunità in quanto lasci il denaro su investimenti meno redditizi).

Se proprio vuoi mantenere almeno parte della liquidità sul conto non lasciarla su conti correnti allo 0% ma su conti come  Conto Corrente Arancio o Che Banca che danno un tasso libero dell’1% e potrebbero seguire i rialzi della BCE.

Per il resto i conti deposito sono ancora da favorire rispetto ai BOT avendo un rendimento superiore. Inutile fare Bot con scadenza di 3-6 mesi, le commissioni bancarie renderebbero svantaggioso l’investimento.

A mio parere la migliore soluzione è ora il PcT Che Banca a 2, 4 o 8 mesi (devi aprire il conto deposito Che Banca per accedervi) che offrono subito un buon rendimento netto e consentono di rientrare in possesso dei soldi in breve tempo, quando ci sarà stato l’aumento (e l’eventuale rialzo delle banche online).

Tassi-pct-chebanca

I tassi infatti potrebbero non aumentar subito, inoltre le banche online ci metteranno del tempo prima di adeguare le offerte.
Per i più prudenti può esser utile un Pct a 2 mesi che offre un buon 1,5% netto, si può comunque allungare tranquillamente le scadenze o suddividere il proprio capitale su diverse scadenze.  Personalmente ho attuato quest’ultima mossa dividendo la mia liquidità tra i 2 e gli 8 mesi (il 2,01 netto a 8 mesi corrisponde ad un 2,75% lordo sui conti di deposito, quello che per esempio da Rendimax ma con vincolo obbligatorio a 12 mesi).

Sconsiglio invece in questo periodo di vincolarsi oltre l’anno, ma anche vincoli ad un anno vanno ponderati.

Investimenti obbligazionari a medio-lungo termine

In una fase di rialzo dei tassi è utile ridurre le durate delle obbligazioni a tasso fisso e aumentare la quota di titoli a tasso variabile.

Il rialzo dei tassi infatti penalizza le quotazioni delle obbligazioni a tasso fisso, una perdita che cresce all’aumentare della durata del titolo. Viceversa il rialzo aumenta le quotazioni e i rendimenti (cedola) delle obbligazioni a tasso variabile.

Essendo un portafoglio obbligazionario composto soprattutto da titoli di Stato può essere opportuno aumentare la quota di Cct (scegliendo scadenze almeno di 3 anni) e accorciare le durate dei Btp.

Su quest’ultimo punto però occorre anche valutare quanto i titoli si siano già mossi in questi ultimi mesi sulle aspettative di crescita dei tassi. Le quotazioni dei titoli infatti riflettono già una parte del rialzo dei tassi attesi. Per esempio i Btp a 10 anni hanno recentemente superato il 5% di rendimento (per poi tornare sotto questa soglia). E’ evidente che tale soglia può anche essere vicina ai massimi anche perché non risente solo della curva dei tassi ma anche del rischio di credito del nostro paese che ora è ai massimi (in quanto collegato al rischio del debito di altri paesi europei).
Nell’ottica di un cassettista con molta disponibilità quindi potrebbe anche valer la pena diversificare su un decennale, ovviamente ricordando che si parte dall’ipotesi di mantenere il titolo fino a scadenza e di non curarsi delle fluttuazioni di breve periodo che avrà sicuramente il Btp.

Lo stesso discorso fatto per i Titoli di Stato vale per le obbligazioni aziendali (corporate) e bancarie, chiaramente qui occorre anche valutare bene la solidità e affidabilità dell’emittente. Escluderei comunque per i titoli corporate durate troppo lunghe.

Fondi e Etf obbligazionari

E’ invece da evitare l’investimento nel risparmio gestito come Fondi e ETF obbligazionari. Un aumento dei tassi infatti riduce il prezzo dei titoli nei portafogli di queste forme di investimento, riducendo di conseguenza il valore delle quote.

Obbligazioni inflation linked

In un periodo in cui l’inflazione è risalita oltre il 2% si possono valutare i cosiddetti titoli inflation linked. Ma bisogna ricordare che l’inflazione potrebbe avere solo una fiammata legata al costo del petrolio ma poi tornare, visto la situazione economica, stabile. E con inflazione stabile le obbligazioni “normali” tendono a sovra-performare quelle inflation-linked. Inoltre anche queste obbligazioni sono soggette al rischio rialzo dei tassi.

Scriverò a breve un articolo sui titoli collegati all’inflazione, se sei interessato iscriviti alla newsletter di Banca del Risparmio (inserendo la tua email nel modulo in alto a destra) e riceverai gratuitamente tutti i futuri articoli oltre all’ebook in omaggio.

Azioni e rialzo dei tassi

Se stiamo alla teoria economica in senso stretto un rialzo dei tassi non è una notizia positiva per i mercati azionari: il maggior costo del denaro si traduce in minori utili.
E’ però evidente come in questa fase il rialzo non peserà molto sull’intero comparto azionario, a meno che sia repentino a tal punto da frenare la ripresa economica.

Il rialzo dei tassi incide comunque in maniera diversa sui vari settori economici.

Tassi di interesse più alti sono sicuramente una buona notizia per i titoli finanziari, banche e assicurazioni, che potranno aumentare le rendite delle masse monetarie che hanno in deposito. Per le banche però sussiste anche il problema di dover raccogliere nel 2011 sui mercati finanziari notevoli risorse e ovviamente dovranno farlo ad un prezzo maggiore. Inoltre le banche sono esposte alle fluttuazioni dei debiti pubblici europei. In generale sconsiglio il settore bancario ad un investitore prudente in quanto sono molti i fattori di incertezza (e infatti è uno dei settori più volatili).

Altri titoli favoriti sono quelli difensivi e che poco subiscono l’aumento del debito, per esempio i farmaceutici.
Un rialzo dei tassi sfavorisce le aziende con maggiore debito (es. Telecom o Enel) e le aziende immobiliari (maggior costo per finanziare l’acquisto casa e perdita di competitività dell’investimento in confronto alle obbligazioni).

Se permane un alto costo del petrolio saranno favoriti i titoli energetici e petroliferi e sfavoriti i trasporti e le compagnie aeree.

Come vedi i legami fra i vari fattori economici sono semplici e elementari, ma al di là di queste indicazioni ricordo che il mercato azionario è troppo complesso per poter decidere dove investire solo in base ad un solo  fattore come il livello dei tassi di interesse. Occorre infatti valutare la società, il settore e una serie di elementi. 

Se vuoi saperne di più sull’investimento azionario ti consiglio la Bibbia degli Investimenti: The Intelligent Investor di Benjamin Graham, che tra l'altro ho notato è scontato del 40%. Il libro è in inglese, se vuoi rimanere sull'italiano prova Warren Buffett. L'investitore intelligente.: Warren Buffett è il più grande investitore al mondo e si è formato proprio sui libri di Graham. Nel libro troverai i principi di Graham messi in pratica. Un'altra lettura che ti consiglio Rendimenti finanziari e strategie d'investimento. I titoli azionari nel lungo periodo di Siegel, rubando le parole di Amazon: “negli Stati Uniti questo volume ormai classico costituisce la guida di riferimento all'investimento azionario”.

Nel prossimo articolo descriverò gli impatti di un rialzo dei tassi di interesse sui finanziamenti, in particolare i mutui casa.  Ti ricordo che puoi ricevere gli aggiornamenti iscrivendoti alla newsletter (inserisci la mail nel modulo a fine articolo). Torna all’indice di Cosa succede se la BCE aumenta i tassi

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Purtroppo ho ancora difficoltà a capire il tasso fisso e variabile, ahimè. In uno scenario in cui i tassi sono stati già alzati, conviene comprare un titolo vecchio o aspettare quelli nuovi? Per esempio, nel 2017 scade un vecchio BTP al 5%. Ora leggo da Reuters

http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/bondsNews/idITL0721546520110419

che ne verrà emesso un altro nuovo, che scade sempre nel 2017 ma rende il 4,75%. Quale dei due conviene comprare? Si prevede poi, così dicono, ulteriori rialzi dei tassi entro il 2012. In tal caso conviene aumentare la quota in portafoglio dei CCT. Adesso però vengono emessi i CCTeu, sono meno convenienti? Scusami tanto per il disturbo ma so' confuso... Massimo.

Anonimo ha detto...

salve, articolo molto interessante nel 2011, i cui contenuti si ripropongono oggi 27 dicembre 2014, considerato che in Europa la prospettiva di un rialzo dei tassi è ancora lontana, mentre negli USA già si comincia a paventare dovrebbe avvenire nel secondo semestre 2015. Pertanto un buon investitore come si dovrebbe regolare adesso, possono essere ritenute valide tuttora le indicazioni nell'articolo sopra riportato? Grazie per ogni utile consiglio e Felice Anno Nuovo. Ciao

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