Tassazione guadagni Forex – terza parte

Abbiamo visto le leggi di riferimento in materia di tassazione delle plusvalenze sul Forex. In particolare nella prima  parte di Tassazione guadagni Forex abbiamo discusso delle condizioni affinché gli utili sul Forex vengano tassati.
Nella seconda parte ho indicato chi deve dichiarare i guadagni sul Forex e le differenze fra broker italiani e esteri, o broker Forex autorizzati o meno ad operare in Italia.

Questa è la terza e ultima parte di Tassazione dei guadagni sul Forex.

 

Il rollover ti salva dalle tasse?

Tasse-guadagni-forex Ora che sono più chiari vari aspetti in merito alle tasse sui guadagni nelle operazioni spot (in italiano dette anche “a pronti”) sul Forex, riprendo il tema del rollover precedentemente rimandato.

Chi opera nel Forex, e in generale nei derivati, conosce l’operazione di rollover. Si tratta in pratica di rinviare la chiusura di un’operazione al giorno successivo.
Queste posizioni multiday comportano la chiusura di una posizione e la sua riapertura automatica il giorno dopo (in certi casi lo stesso giorno). In tal modo viene azzerato il conteggio delle giornate e non si incombe nella tassazione.
Questo stando anche a quanto scritto espressamente sui loro siti da Fineco e IwBank. Attento però che non tutti i broker applicano il rollover chiudendo la posizione.

Il rollover sul Forex è legale?

Il rollover è ovviamente legale, ciò che può essere contestato è l’interpretazione per cui questo interrompa temporalmente una posizione (interpretazione che come visto viene ripresa anche da importanti intermediari italiani).
E’ infatti chiaro che l’operazione non viene effettivamente chiusa in giornata. Si tratta di una chiusura di facciata.

Secondo diverse interpretazioni si potrebbe configurare il reato di elusione fiscale. L'elusione fiscale consiste nel falsificare la natura di un’operazione con lo scopo di beneficiare di minori imposte. L’elusione formalmente rispetta le leggi vigenti, ma le aggira nella sostanza. L'art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973 (legge antielusiva) stabilisce che sono inopponibili all’amministrazione finanziaria atti o fatti che, privi di valide ragioni economiche, siano diretti a aggirare norme tributarie e a pagare meno tasse.

La chiusura della posizione tramite rollover può essere ritenuta un atto che pur rispettando la legge, cerca di aggirarla nella sostanza. Che tale operazione di chiusura non sia reale e dovuta a ragioni economiche è testimoniato dal fatto che l’operazione non viene chiusa e riaperta normalmente (cosa che dovrebbe essere fatta dal cliente pagando  ogni volta lo spread) ma viene chiusa e riaperta in automatico dal broker senza costi, spread o commissioni.

Si tratta anche in questo caso di un’interpretazione di legge. Il fatto che alcuni intermediari suggeriscano la validità del rollover per non pagare le tasse non salva l’investitore. Come si è visto infatti non spetta al broker prelevare l’imposta, spetta a te dichiararla.

La normativa italiana non è adeguata

Il problema di fondo è che la normativa italiana non appare esaustiva e non vi è alcun chiarimento sul prolungamento delle operazioni tramite rollover. Sul mercato dei cambi siamo rimasti a leggi che funzionavano quando il Forex era un mercato per pochi e grandi operatori.

In questo quadro di normativa poco chiara si è innescata anche la recente azione di Banca d’Italia che ha diffidato gli intermediari art.106 dall’operare sul Forex con leva asserendo tra l’altro che in questo caso non si tratta di negoziazione in cambi ma negoziazione di strumenti finanziari (attività vietata agli intermediari art.106, quasi tutti i money brokers).

Ora è chiaro che questa interpretazione complicherebbe ulteriormente la questione: se le operazioni con leva sul Forex (praticamente la totalità di quelle fatte a scopo di investimento) sono assimilabili ad operazioni sui derivati o comunque di strumenti finanziari, allora le eventuali plusvalenze rientrano nei redditi da capitali e seguirebbero la logica dei capital gain.

Un intervento definitivo di Banca d’Italia è atteso per giugno, così come si attende la nuova disciplina sugli intermediari previsti dalla delega al Governo con legge comunitaria del 2008. Speriamo che questi interventi chiariscano i dubbi e le mancanze della normativa attuale.

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  • Che percentuale di tasse si pagano sul forex?
  • Come calcolo le tasse sui miei guadagni nel forex?
  • Posso sottrarre le perdite per calcolare i guadagni che andranno tassati?
  • Cosa devo dichiarare se ho un broker estero?

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