In particolare, coloro che hanno ceduto i crediti a Poste Italiane stanno ricevendo delle vere e proprie richieste di adempimento entro un termine perentorio di 30 giorni dalla ricezione della comunicazione.
In particolare, coloro che hanno ceduto i crediti a Poste Italiane stanno ricevendo delle vere e proprie richieste di adempimento entro un termine perentorio di 30 giorni dalla ricezione della comunicazione.
Il meccanismo di questa frode, come illustrato dal caso segnalato dal lettore G.G., segue uno schema ben preciso. La vittima viene contattata tramite messaggi (spesso via Whatsapp) da un numero di telefono sconosciuto, presentandosi come un congiunto (figlio, nipote, ecc.) che lamenta di aver smarrito il proprio smartphone o di aver subito un altro incidente.
Dal gennaio 2024, infatti, il servizio di tutela non è più disponibile per tutti, ma è riservato solo ai clienti vulnerabili, come gli anziani, chi si trova in difficoltà economiche, o le persone con disabilità . Questo significa che la maggior parte dei consumatori deve ora navigare nel mercato libero per trovare l’offerta più conveniente.
A fine 2023 ho scritto un articolo, basato anche sulla mia esperienza personale, su come scegliere il fornitore di energia elettrica e gas. Ricordo come ormai per il gas siamo in regime libero, mentre per l'energia elettrica c'è ancora tempo. Non solo, chi è già passato al mercato libero può tornare al sistema tutelato, ecco come e fino a quando.
Negli ultimi anni, molti consumatori italiani hanno scelto di passare dal mercato tutelato al mercato libero per l'energia elettrica, sperando di ottenere tariffe più convenienti. Tuttavia, in alcuni casi, questa decisione si è rivelata insoddisfacente a causa di bollette elevate. Fortunatamente, esiste la possibilità di tornare al sistema tutelato, ma è importante agire tempestivamente, poiché il periodo di opzione è limitato. In questo articolo, esamineremo come tornare al sistema tutelato per l'energia elettrica in Italia e quali sono i passaggi necessari per effettuare il passaggio.
Tra i casi interessanti che mi è capitato di leggere nelle domande al Sole 24 Ore, ne riporto una relativa alle auto elettriche caricate tramite la rete condominiale. Con l’aumento di queste vetture infatti sono in aumento i contenziosi in quanto vengono ricaricate nei box utilizzando l’energia elettrica condivisa e quindi a carico di tutti.
Nel contesto di alcune recenti acquisizioni di auto elettriche da parte di alcuni condomini, sorge il timore di un possibile utilizzo inappropriato della rete elettrica condominiale per la ricarica di tali veicoli. Nonostante non vi siano prove documentali, la potenza disponibile (3,5 kW/h) risulta insufficiente, causando il disagio di sovraccarico e la conseguente interruzione di servizi chiave come i cancelli automatici e le porte di chiusura dei box. Come affrontare questa presunta problematica? E sarebbe opportuno presentare un esposto all'autorità giudiziaria?
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