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Utili consigli per risparmiare in banca

02/01/26

Multa (e risarcimento) a Fideuram: quando la banca deve rispondere dei consigli sbagliati

consulente bancario
E come i risparmiatori possono far valere i propri diritti

Una decisione dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), emessa il 20 novembre, riporta al centro un tema cruciale per milioni di risparmiatori italiani: la responsabilità delle banche e dei consulenti finanziari quando l’investimento consigliato è inadeguato o mal spiegato.

Nel caso specifico, Fideuram dovrà rimborsare a un investitore 116.798,21 euro, oltre agli interessi legali, per informazioni carenti sui rischi e una profilazione MiFID errata. Una decisione che fa giurisprudenza e offre indicazioni molto concrete su come difendersi in caso di perdite da cattiva consulenza

 

Il caso: obbligazioni Portugal Telecom vendute senza corretta informazione

La vicenda risale al 2015, quando un investitore campano aveva acquistato, tramite Fideuram, 204.575,21 euro di obbligazioni Portugal Telecom 4,625%.

Nei primi mesi l’investimento aveva prodotto flussi cedolari per 6.845 euro, ma dietro l’apparente tranquillità del titolo si nascondevano rischi rilevanti che non erano stati adeguatamente comunicati.

In particolare:

  • Portugal Telecom aveva già subito importanti operazioni societarie, con il passaggio al gruppo brasiliano OI, fortemente indebitato

  • Il cambio dell’emittente aveva aumentato il rischio di credito e il rischio Paese

  • Le obbligazioni erano strumenti complessi e illiquidi

  • Tutti questi elementi non risultavano spiegati al cliente prima dell’acquisto

Secondo l’ACF, Fideuram ha violato:

  • la Comunicazione Consob n. 0097996 del 22 dicembre 2014 (obblighi informativi su strumenti complessi)

  • la Comunicazione Consob n. 9019104 del 2 marzo 2009 (informativa sull’illiquidità)

     

Profilazione MiFID errata: cliente “esperto” solo sulla carta

Un altro punto centrale della decisione riguarda il questionario MiFID.

L’investitore era stato classificato come cliente con elevate conoscenze ed esperienza, ma secondo l’analisi di Martingale Risk, società che ha assistito il risparmiatore:

  • il questionario non conteneva domande precise e circostanziate

  • non valutava realmente la conoscenza dei titoli obbligazionari strutturati

  • il profilo assegnato non era coerente con il titolo di studio, gli investimenti pregressi e l’avversione al rischio del cliente

Secondo l’ACF, una profilazione errata invalida la valutazione di appropriatezza: se il cliente non è correttamente inquadrato, la banca non può consigliargli strumenti rischiosi.

 

Il crollo dei titoli e la richiesta di risarcimento

Dopo l’insolvenza del gruppo OI Brasil, il valore delle obbligazioni è precipitato. L’investitore ha quindi chiesto il risarcimento integrale del danno, pari a 190.885,21 euro.

L’Arbitro, tuttavia, ha applicato il principio del concorso di colpa del risparmiatore, stabilendo che:

  • nel gennaio 2016 il cliente avrebbe potuto accorgersi della gravità della situazione

  • dalla rendicontazione emergeva già un controvalore sceso a 100.832,42 euro

  • una vendita tempestiva avrebbe limitato le perdite

Per questo motivo, il risarcimento è stato ridotto, arrivando comunque a una cifra significativa:

👉 96.130,21 euro, che rivalutati diventano 116.798,21 euro, oltre agli interessi legali.

 

Le decisioni ACF non sono vincolanti, ma pesano

Fideuram ha 30 giorni di tempo per aderire alla decisione. È bene ricordare che le pronunce dell’ACF non sono formalmente vincolanti, ma:

  • le banche che non si adeguano finiscono in un elenco pubblico di inadempienti

  • il mancato rispetto può avere impatti reputazionali rilevanti

  • la decisione può essere usata come base per un’azione giudiziaria

Davanti all’Arbitro, Fideuram ha invocato il principio di autoresponsabilità, richiamando il questionario MiFID firmato dal cliente nel 2011. Ma l’ACF ha ritenuto insufficiente questa difesa, dando prevalenza alla sostanza sulla forma.

 

Cosa possono fare i risparmiatori: guida pratica

Questo caso offre indicazioni preziose per chi ha subito perdite a causa di consigli sbagliati di banche o promotori finanziari.

1. Non basta aver firmato il questionario MiFID

Se il questionario:

  • è generico

  • non valuta davvero le competenze

  • assegna un profilo incoerente

👉 la banca resta responsabile

2. La banca deve informare in modo chiaro e completo

Devono essere spiegati:

  • rischi dell’emittente

  • complessità del prodotto

  • illiquidità

  • eventi societari rilevanti

L’assenza di una scheda prodotto dettagliata è spesso decisiva.

3. È possibile ricorrere all’Arbitro per le Controversie Finanziarie

L’ACF è:

  • gratuito

  • rapido

  • accessibile senza avvocato (anche se l’assistenza tecnica aiuta molto)

4. Attenzione al “dovere di reazione”

Se emergono segnali evidenti di rischio, il risparmiatore deve:

  • informarsi

  • valutare la vendita
    Altrimenti il risarcimento può essere ridotto, come in questo caso.

     

Un precedente importante per la tutela dei risparmiatori

La decisione contro Fideuram conferma un principio chiave:
la banca non può scaricare tutto il rischio sul cliente quando ha sbagliato consulenza, informazione o profilazione.

Per i risparmiatori che hanno subito perdite su:

  • obbligazioni strutturate

  • titoli illiquidi

  • investimenti ad alto rischio spacciati per “sicuri”

👉 far valere i propri diritti è possibile. E spesso conviene.

Per iniziare a investire in autonomia o esser in grado di valutare i consiglidel tuo promotore finanziario o gestore in banca leggi Impara a Investire come i Guru.   

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