Perché un fondo pensione estero è fiscalmente vantaggioso

tasse fondo pensioneNel precedente articolo ho accennato al fatto che l’aumento delle tasse sui rendimenti del fondo pensione (o dei Pip) potrebbe indurre i risparmiatori (magari pilotati dai loro promotori) verso fondi pensione esteri.

Il regime di tassazione sui fondi pensione italiani è infatti quasi un caso unico in Europa dove solitamente si tassa solo la prestazione finale. Ed ora per assurdo invece di rimuovere tale anomalia, la si aumenta incrementando dal 11,5 al 20% l’aliquota di imposta.


Confronto fondo pensione italiano – estero

Nei paesi occidentali solo tre paesi tassano i rendimenti dei fondi pensione: Italia, Danimarca e Svezia. In questi ultimi due la tassazione è del 15%, inferiore quindi alla nuova tassazione italiana. Inoltre in Svezia ci sono diverse agevolazioni fiscali aggiuntive. Tutti gli altri paesi preferiscono prelevare una volta sola: al momento dell'erogazione della prestazione pensionistica aggiuntiva. Il motivo è semplice: tassando il risparmio previdenziale nel periodo della sua formazione, si penalizza la fase di accumulo riducendo più che proporzionalmente (per effetto del meccanismo degli interessi composti) il capitale finale. Un esempio sul vantaggio di optare per un fondo estero è stato fatto dal Sole 24 Ore.

Nell’esempio sono confrontati due fondi pensione (uno italiano e un altro costituito in un paese Ue non soggetto a tassazione sui rendimenti). Ipotizzando di iniziare a versare  un contributo annuo pari a 5.164 euro  (ossia il massimo importo detraibile fiscalmente) dal 1° gennaio 2015 per 15, 25 o 35 anni, si sono costruiti due scenari nelle ipotesi di tassi di rendimento medio pari al 2, 4 o 6%.
In tutti i casi la convenienza della partecipazione al fondo pensione estero risulta evidente e varia da circa l'1% al 22 per cento.

Il vantaggio risulta essere più elevato al crescere del periodo di iscrizione al fondo pensione e del tasso annuo di rendimento lordo ottenuto nella gestione degli investimenti.

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I contributi infatti risultano essere in entrambi i casi non imponibili ai fini fiscali. I rendimenti ottenuti in Italia sono però tassati al 20%, mentre nell'altro paese non subiscono alcuna trattenuta.
Al pensionamento entrambe le prestazioni ottenute dal lavoratore residente in Italia sono tassate in base alla normativa italiana: aliquota variabile dal 15% al 9% sulla base del periodo di iscrizione al fondo pensione (15% con 15 anni di iscrizione, 9% con 35).

La direttiva europea 41 del 2003, recepita in Italia (dlgs 28/2007) consente di aderire a fondi pensione costituiti all'estero. Si rischia quindi un esodo del risparmio italiano? Il rischio può esserci soprattutto per i fondi pensione aperti, soprattutto alla luce di una nuova normatica europea sui prodotti di lungo risparmio in fase di definizione a Bruxelles.  Per ora sono solo 81 i fondi pensione crossborder (transfrontalieri), frenati soprattutto dalle problematiche legate al dover rispettare la disciplina normative e le regole fiscali di ciascun paese europeo. In futuro però sarà più semplice questa scelta, e potrebbe essere pilotata dalle stesse reti che oggi offrono i fondi italiani.

Del resto già oggi, e sempre per motivi fiscali, la maggior parte dei fondi comuni di investimento sottoscritti dai risparmiatori italiani ha sede in Lussemburgo o Irlanda. A dimostrazione che la politica fiscale danneggia tre volte gli italiani: 1 riduce i redditi dei risparmiatori, 2 sposta le società e quindi il lavoro all'estero, 3 per ovvia conseguenza del punto precedente, sposta anche gli utili e quindi le tasse sulle società di gestione con sede all'estero.

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6 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie di queste informazioni Hai suggerimenti su qualche fond estero da valutare? Grazie

Anonimo ha detto...

Oggi afferma luca di banca del risparmio:

A dimostrazione che la politica fiscale danneggia tre volte gli italiani...

Sorrido nel leggere questi articoli.
Quando in precedenti post ti facevo presente l'inadeguatezza e la dannosità del governo abusivo di renzi, Luca diceva: teniamo fuori la politica da questo blog.

E io che ti rispondevo, la politica di un paese va a braccetto con la sua economia.

Come volevasi dimostrare....

Ciao da Mister X

Anonimo ha detto...

E' evidentissima l'incompetenza di Renzo e della sua cricca. Il bello che non è stato neanche democraticamente eletto. Una vergogna da repubblica delle banane o, se preferite, lo zimbello dell'Europa.

giulio ha detto...

Grazie Luca per questo post. Come diceva il primo intervento: qualche suggerimento da dare? Un bravo anche a Mister X

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

Per ora vi consiglio di aspettare la conversione definitiva della legge, visto che si auspicano variazioni.

Anonimo ha detto...

Convertito, cambiato nulla. Fondi crossborder da segnalare ?

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