I vantaggi dei fondi quotati in Borsa

funzionamento fondiNel precedente articolo abbiamo visto come da dicembre (ma verosimilmente dal 2015) i fondi di investimento saranno quotati in Borsa.

Vediamo ora quali sono i vantaggi di questa novità.


Cosa cambierà per gli investitori?

Non si può che essere favorevoli ad un’iniziativa che smuove il settore del risparmio gestito italiano dominato dai distributori (banche e reti di promotori finanziari) che guidano le scelte dei loro clienti e percepiscono la fetta maggiore dei profitti (mediamente due terzi delle commissioni di gestione).

Efficienza, trasparenza, maggior scelta e minori costi sono i principali vantaggi citati dagli operatori, anche se ci vorrà del tempo e soprattutto il contributo attivo da parte dei risparmiatori.
  1. Più competizione: potranno offrire i loro prodotti anche piccole SGR o operatori stranieri che oggi non possono proporsi tramite i consueti canali distributivi di banche e reti di promotori;
  2. maggiore scelta: legata a quanto sopra, gli investitori saranno più liberi di scegliere e potranno selezionare anche realtà al di fuori dell’offerta della loro banca, spesso limitata ai soli prodotti della casa;
  3. più trasparenza sui costi. Oggi circa due terzi delle commissioni di gestione vengono retrocesse al collocatore (banca o rete di promotori). Il risparmiatore potrà più facilmente confrontare i costi e valutare il valore del servizio di consulenza rispetto a quanto paga;
  4. maggiore sicurezza sui prezzi e sui tempi di valorizzazione delle quote. Come abbiamo visto acquistando un fondo in Borsa l’investitore non saprà subito il prezzo in quanto questo sarà reso pubblico solo il giorno successivo. Può sembrare un passo indietro rispetto a chi è abituato ad operare in Borsa e conoscere subito il prezzo di negoziazione (per esempio per gli Etf). Ma rispetto alla normale negoziazione dei fondi è un passo avanti. Oggi infatti chi acquista o vende un fondo non solo non conosce esattamente il prezzo, ma non sa nemmeno in base a quale giorno di riferimento verrà valorizzata la sua quota. Questa infatti può variare sia in base alla SGR sia in base a quando il collocatore comunica l’operazione alla SGR (immediatamente, a fine giornata o il giorno successivo);
  5. portabilità: essendo quotati, si potranno trasferire i fondi da una banca all’altra. Oggi questa operazione non è normalmente possibile, a meno che anche la banca di destinazione non abbia un accordo di distribuzione con la SGR del fondo. Nella maggioranza dei casi quindi cambiando banca occorre liquidare la posizione in fondi, cosa che con i titoli in Borsa non sarà più necessario;
  6. facilità di confronto avendo più scelta e i dati tutti online. Si potrà vedere facilmente l’andamento delle quote e le caratteristiche del prodotto (analogamente a quanto succede già con gli Etf).

Ma cambierà veramente qualcosa?

categorie fondiMaggiore scelta non si accompagna automaticamente a maggiore libertà se non si hanno conoscenze idonee a sfruttarla. Così come non è detto che ci sia un risparmio effettivo sui costi.

Il vantaggio dei fondi quotati riguarderà anzitutto i risparmiatori  più “attivi” che già prendono le loro decisioni di investimento in autonomia.

Per coloro che si affidano alla banca o al promotore non ci sarà alcun cambiamento, salvo che si prenda un minimo in mano le redini del proprio risparmio. Per questo se operi tramite questi canali, è opportuno (soprattutto se ti costringono ai soli fondi della casa) che tu chieda di valutare anche altri fondi. Fino a oggi la risposta sarebbe stata probabilmente giocoforza negativa perché di fatto la banca non collocava altri fondi, da domani non sarà così. Ricorda poi che hai comunque già oggi a disposizione un’ampia e completa selezione di ETF che possono coprire tutte le necessità, in particolare sui mercati più maturi come quelli europei e americani su cui a mio giudizio mediamente è meglio operare con un ETF che con un fondo di investimento.


Ci sarà poi maggiore spazio per la vera consulenza soprattutto per i consulenti indipendenti che già non prendono retrocessioni sulle commissioni di gestione per cui non avranno problemi a proporre anche i nuovi prodotti quotati.

Occorrerà comunque aspettare alcuni mesi prima che il mercato dei fondi presenti una certa liquidità e scelta. E il rischio che cambi poco è effettivo in un mercato italiano dove “i fondi sono venduti piuttosto che comprati”. Se già oggi un investitore non acquista (o per lo meno valuta) prodotti alternativi come gli Etf quotati, difficilmente domani valuterà i fondi di investimento quotati.

Non sarà quindi una rivoluzione, ma semplicemente un’opportunità in più per chi è in grado (o desidera) fare da se, piuttosto che affidarsi al consiglio spesso interessato di bancari e promotori. E’ infatti indubbio che la raccolta dei fondi (così come delle polizze) in Italia sia pilotata più dall’offerta che dalla domanda dei clienti. Esempio lampante il fatto che durante la crisi finanziaria, quando le banche necessitavano di raccolta diretta, fondi e polizze crollarono a beneficio di obbligazioni bancarie e conti deposito. Ora, visto che le banche non hanno problemi di raccolta grazie anche alla BCE, il focus si è spostato sui ricavi e quindi sulle lucrose commissioni di fondi e polizze.

Nei prossimi articoli concluderemo il discorso sull'argomento con i costi dei fondi di investimento e quali società potrebbero collocare i loro fondi in Borsa.

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