Tassazione dei dividendi di azioni estere

dividendi azioni estereDopo l'articolo sui dividendi, un lettore mi ha chiesto di spiegare come funziona la tassazione dei dividendi di società estere non quotate sulla Borsa di Milano.

In effetti non è facile capire il come (oltre che il perché) venga applicata l’imposta sui titoli azionari americani, svizzeri, francesi, tedeschi ...

Sui dividendi di azioni straniere viene applicata una duplice tassazione:

  1. a monte quella dello Stato di origine della società estera
  2. successivamente, sul netto, l’aliquota italiana del 20%
Per esempio nel caso di azioni americane il fisco Usa si tiene il 15% e poi su quanto rimane il Tesoro italiano si prende un altro 20%. In totale se ne va quindi il 32% (ricorda che l'imposta italiana è sul netto, quindi non devi fare la somma delle due aliquote). In altri paesi stranieri l'aliquota è più alta, si può perdere anche circa la metà del dividendo in tasse. E’ possibile recuperare, almeno in parte, l’imposta pagata nel paese d’origine. Ma con procedure lunghe, complesse e spesso costose.

Come recuperare la tassa sui dividendi stranieri

La tassazione del dividendo nello Stato estero non dovrebbe superare l'aliquota prevista dalla convenzione contro le doppie imposizioni tra l’Italia e lo Stato estero. Se questo succede si può fare richiesta di rimborso della differenza tra l'aliquota stabilita nella convenzione e quella effettivamente applicata. Per esempio la Convenzione Italia – Francia stabilisce un massimo del 15% mentre l’imposta effettivamente applicata è il 30%. Si può quindi chiedere il rimborso della differenza (15%).

Ma come detto non è semplice. Anzitutto infatti devi trovare la convenzione con lo Stato Estero. Successivamente devi procurarti e compilare il modulo per fare richiesta di rimborso. Queste informazioni solitamente si possono trovare sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

I modelli compilati vanno poi fatti vidimare dalla stessa Agenzia che attesta la tua residenza fiscale.  La richiesta va effettuata prima della fine dell’anno. In alternativa puoi anche presentare il modello prima della distribuzione del dividendo direttamente alla società erogante.

Oltre a queste difficoltà va rilevato che solitamente devi farti supportare dalla tua banca. E questa, sempre che accetti di avviare la procedura di rimborso,  può richiedere commissioni forfettarie anche nell’ordine di 300-400 euro. Informati quindi prima con la tua banca di quali sono i costi a cui potresti andare incontro.

Ricorda questi particolari qualora ti venga in mente di investire in azioni straniere con alto dividendo o nell’Apple o Facebook di turno. Salvo tu non sia un investitore esperto, i mercati azionari esteri andrebbero approcciati con strumenti quali ETF o Fondi di investimento che consentono di diversificare anche con piccoli capitali.

Come evitare la tassazione

Alcuni investitori pubblicizzano una strategia particolare per evitare la duplice tassazione sul dividendo. Il sistema è semplice: evitare di percepire il dividendo vendendo le azioni il giorno prima dello stacco e riacquistando subito dopo.

Ma il gioco vale la candela? Non troppo. Anzitutto devi considerare che è vero che non paghi le tasse sul dividendo, ma paghi le commissioni di negoziazioni, e ben due volte: alla vendita e al riacquisto. Tieni conto poi che sulle azioni di società non quotate in euro, vai sempre incontro anche ad un rischio cambio e paghi in genere uno spread alla tua banca.

Altro fattore da considerare è se stai vendendo in guadagno o in perdita. Nel primo caso subirai l'imposta sul capital gain anticipando quindi l'esborso, a meno che tu non abbia minusvalenze da compensare.
Infine corri il rischio di riacquistare le azioni ad un prezzo superiore rispetto al prezzo di vendita al netto del dividendo. Questo fattore ovviamente è imprevedibile in quanto dipende dall'andamento del mercato.

Questo sistema per evitare il doppi contributo al Fisco appare quindi piuttosto complesso e può avere un senso solo se paghi poco di commissioni bancarie e se magari hai anche minusvalenze da compensare.

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4 commenti:

desider ha detto...

domanda,, la doppia tassazione si paga solo sui dividendi azionari o anche sulle cedole dei titoli di stato stranieri e le obbligazioni?
il fisco usa quale percentuale si tiene sulle cedole dei suoi titoli?

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Luca dice :
"I modelli compilati vanno poi fatti vidimare dalla stessa Agenzia che attesta la tua residenza fiscale. La richiesta va effettuata prima della fine dell’anno. In alternativa puoi anche presentare il modello prima della distribuzione del dividendo direttamente alla società erogante."
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come si reperiscono le informazioni della società erogante?

grazie mille

BdR ha detto...

ciao desirè, per le obbligazioni (i titoli di stato sono anch'essi obbligazioni) non c'è questo problema, si paga solo la ritenuta italiana. Però occorre sempre fare attenzione. Ricordo poco tempo fa una lettera sul Sole Plus di un risparmiatore a cui erano state fatte pagare le ritenute fiscali polacche sui titoli di stato della Polonia (l'errore in questi casi va evidenziato alla banca italiana, pur non essendo un loro errore)

BdR ha detto...

Le informazioni le trovi direttamente sul sito della società erogante, di solito c'è una sezione dedicata a Investor Relations con tutit i contatti per chiedere come procedere.

ps. nell'articolo ho dimenticato di citare il fatto che, se il recupero viene effettuato direttamente senza il tramite della banca, occorre allegare anche la contabile bancaria dove si evidenzia la doppia ritenuta.

desider ha detto...

ciao, mi ero proprio scordata della ( White list ) Decreto Ministeriale
4 settembre 1996 ( pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19/09/96 e alle successive modifiche o integrazioni apportate dai decreti ministeriali indicati nella tabella.
Ci sono quelli inseriti, con rispettive date e quelli eliminati, tra cui, non figura la polonia

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