Banca Marche, Carige, Zaleski ordinarie cronache bancarie

In un precedente articolo del mese scorso avevo riportato la lista delle banche commissariate da Banca d’Italia. Tra queste era già presente Banca Marche che da agosto era sottoposta alla gestione provvisoria della banca centrale.

Banca Marche in amministrazione straordinaria

banca marche amministrazione straordinariaDal 25 ottobre scorso la banca di Jesi è entrata in amministrazione straordinaria per un anno. Si tratta di una conferma che i problemi dell’Istituto non sono semplici e passeggeri, e i due mesi di commissariamento non sono stati sufficienti per trovare una strada per il salvataggio.


Perché ormai è chiaro che la banca necessita di essere salvata tramite l’investimento di nuovi capitali. Il problema è chi ce li mette in una situazione sia interna che esterna non rosea. Per ora nessuno, nemmeno gli azionisti storici come le Fondazione ed gli imprenditori locali, sembrano disposti a sottoscrivere un aumento di capitale nell’ordine dei 400 milioni.

Due sono le soluzioni possibili: la vendita a pezzi di tutto il Gruppo, o la vendita di solo alcune società e filiali, in modo da dare continuità all’azienda anche se con dimensioni ridotte.

Ricordo che i depositanti, almeno entro il limite del FITD dei 100.000 euro sono tutelati. E’ comunque utile evitare di aprire nuovi vincoli nel conto deposito della banca allettati dagli  alti interessi proposti. Il FITD tutela i depositi ma non gli interessi maturati.
Diverso il discorso per gli obbligazionisti, in particolare i detentori di titoli subordinati, che possono subire nella peggiore delle ipotesi la decurtazione del valore del loro investimento. Ovviamente gli azionisti sono quelli che rischiano di più, anche tutto il capitale.

Altre banche in crisi

Nella lista delle banche in difficoltà ci sono una dozzina di banche locali di piccole dimensioni. Tra queste la più importante è la Banca Popolare di Spoleto, entrata in amministrazione straordinaria già da febbraio.

Altre grosse banche hanno però problemi di bilancio pur non essendo soggette al commissariamento di Banca d’Italia. Inutile ricordare il caso di Montepaschi di Siena che dovrà presto restituire i soldi ricevuti dallo Stato. Recentemente si è aggiunta Banca Carige.

In tutti i casi comunque l’origine dei problemi non è stata la crisi economica e finanziaria. Questa semmai ha scoperchiato le magagne della cattiva gestione  degli amministratori (cattiva è un eufemismo, ma lasciamo alla magistratura indagare sulle persone che hanno gestito queste banche, poco fiduciosi comunque che si farà veramente giustizia).

Ovvio che negli ultimi anni le banche abbiano subito pesantemente la crisi economica. Ma ha pesato anche l'inefficiente gestione dei banchieri italiani, quando non addirittura truffaldina o per lo meno compiacente nel finanziare, con i soldi della banca,  amici senza arte ne parte.

Il caso Zaleski

Caso emblematico è la vicenda di Romain Zaleski. Zaleski è un ex imprenditore che potremmo definire oggi un puro speculatore finanziario. Uno speculatore che dal 2006 iniziò a comprare varie partecipazioni azionarie in importanti società italiane, a cominciare dalle banche. Nulla di strano senonché per acquistare utilizzava soprattutto i soldi presi a prestito dalle banche stesse. Immaginati se la tua banca ti prestasse un miliardo per acquistare le sue azioni, rendendoti così uno dei soci più importanti e magari consentendoti di sedere nel consiglio di amministrazione (cosa anche successa nel caso di Zaleski) senza aver tirato fuori un euro di tasca tua.

Ovviamente gli acquisti di azioni effettuati nel 2006 e 2007 non furono un grande affare visto il successivo crollo delle Borse. In 5 anni la società di Zaleski, la Tassara, ha perso 2 miliardi di euro, praticamente tutto il capitale. In breve: la Tassara è di fatto fallita già da due anni. Ma l’assurdo è che ha ricevuto ben 9 miliardi dalle banche che ancora oggi gli prorogano i finanziamenti. Tutte le principali banche sono coinvolte: Intesa, Unicredit, UBI, MPS, BPM, Carige.  Banca Intesa ha addirittura prestato ben oltre 1 miliardo di euro in gran parte senza alcuna garanzia.

Non è demagogia ricordare, come fa anche il Sole 24 Ore in un articolo dedicato alla vicenda Zaleski, il diverso trattamento subito da migliaia di piccoli imprenditori che si sono visti revocare un fido solo perché in ritardo con i pagamenti.

A fronte di tutti questi disastri i compensi degli amministratori bancari rimangono ancora al livello di 6 zeri. E non stiamo parlando di poche persone se consideriamo che nei vari consigli delle prime dieci banche italiane siedono 1.136 persone, più di deputati e senatori.

Come ho già avuto modo di sottolineare il problema non sono le aziende (le banche) ma le persone. Quelle persone che poco più di un anno fa confermarono Mussari, oggi inquisito per lo scandalo MPS, a presidente della loro associazione di categoria (ABI).  Forse dovremmo ricordarcelo quando manteniamo attivi, per pigrizia o altro, conti e rapporti bancari costosi. Il merito delle persone può prevalere solo se noi scegliamo ciò che merita di più, nel caso specifico la banca che merita di più. Ti invito a (ri)leggere per esempio il confronto sui migliori conti.

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