Banche italiane fallite e in amministrazione straordinaria

fallimento bancheQuando una banca è in difficoltà finanziarie interviene Banca d’Italia, istituto di vigilanza del settore. La banca centrale può intervenire con diverse procedure in base alla criticità. In caso di problemi ritenuti risolvibili si utilizza l’amministrazione straordinaria, se c’è urgenza la gestione provvisoria di uno o due mesi con nomina di un commissario esterno.

Solo nel caso in cui si ritenga che la situazione non possa risolversi e sia quindi irreversibile, la banca è messa in liquidazione coatta amministrativa, che rappresenta in pratica il fallimento dell’Istituto.


Lista banche in liquidazione

La crisi economica si fa ovviamente sentire sulle banche. Gli ultimi bilanci bancari presentano sofferenze sui finanziamenti in deciso aumento.

Sono quindi aumentati anche i casi di banche in difficoltà. Attualmente ci sono 12 banche in amministrazione straordinaria, più due intermediari finanziari non bancari (alla lista seguente si è aggiunta recentemente Banca Marche):

banche amministrazione straordinaria

Nel 2012 inoltre quattro società sono state poste in liquidazione (Cape Natixis Sgr, Credito Cooperativo Fiorentino, Bcc di Cosenza e Banca Network Investimenti). Quest'anno sono già nove: Bcc di Altavilla Silentina e Calabritto, Credito Aretuseo Bcc, Bcc della Sibaritide, Bcc del Belice, Abbacus Sim, European Securities Sim, Bregliano Sim, Giorgio Vincent Sim, Statuto Fondi Immobiliare Sgr.

Occorre sottolineare come in realtà la situazione di queste banche o intermediari finanziari sia solo indirettamente dovuta alla crisi economica. Nella maggior parte dei casi si tratta di mala gestione, a volte anche fraudolenta. La crisi semplicemente non ha reso più sostenibili sprechi e ruberie.
Dall’elenco si vede come si tratti per lo più di piccole realtà (con qualche eccezione di medie dimensioni come Cassa di Risparmio di Ferrara o Popolare di Spoleto) ma la cronaca recente si è molto occupata anche di una delle principali banche italiane, Monte dei Paschi di Siena, che senza interventi pubblici sarebbe fallita.

Il caso Banca Marche

Un altro caso uscito ultimamente alla ribalta è quello di Banca Marche. La banca di Jesi ha chiuso il bilancio 2012 con una notevole perdita di 500  milioni di euro dopo svalutazione dei crediti per 2,85 miliardi. Ma la situazione non si è ancora stabilizzata tanto che ora le perdite sui crediti stimate sono salite a 4,75 miliardi.
Nel 2012 i soci sono stati chiamati ad un aumento di capitale per coprire le perdite, e quest’anno saranno richiamati a farlo per una cifra superiore.

Banca Marche è anche nota per un conto deposito (Deposito Sicuro). Già da tempo nella pagina dedicata ai rendimenti dei conti di deposito divido le banche in due categorie in base alla presunta sicurezza. Altroconsumo per esempio consigliava già mesi fa di non investire oltre 20.000 euro sul deposito di Banca Marche. E’ infatti vero che c’è il fondo di tutela dei depositi, ma in casi estremi gli interessi potrebbero andare persi ed i fondi rimanere bloccati per uno o anche due mesi.

Occorre comunque ricordare che il commissariamento di Banca Italia è teso a salvaguardare i clienti depositanti dando maggiore trasparenza alle operazioni in atto. Come già indicato negli articoli passati, se sei correntista o depositante di questa banca, hai poco da temere. Diverso se hai delle obbligazioni e soprattutto delle azioni. In quest’ultimo caso sarai chiamato a breve ad un nuovo aumento di capitale. Per la banca marchigiana le strade sono due: o gli azionisti locali coprono le necessità con l’aumento di capitale, o è probabile che la banca venga in qualche modo ceduta, anche a pezzi, ad altri Istituti bancari.

Può fallire una banca?

Spesso si dice che le banche non possono fallire. Tecnicamente è vero in quanto la procedura fallimentare per le banche non esiste. Esiste però un’operazione analoga che è la liquidazione. Non è nemmeno vero che in Italia non siano mai fallite delle banche, è già successo in passato, sempre per piccole realtà locali. In tutti i casi i depositanti sono stati tutelati. Nella maggior parte dei casi la banca in liquidazione è stata acquisita e incorporata da qualche Istituto più grosso.

Più complesso dire se può fallire una banca grande. In genere si utilizza il termine “troppo grande per fallire” per evidenziare il fatto che un fallimento di una grande banca farebbe collassare tutto il sistema. Ma il caso MPS ci insegna che un intervento pubblico può comunque salvare anche una grande banca, ovviamente se la falla non è troppo grande e se regge la fiducia nel sistema bancario.

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4 commenti:

marco ha detto...

ottima informazione

desider ha detto...

chi postava nei blog di finanza consigliavano molta attenzione su banca marche, molto prima di altroconsumo.
dispiace per tutti i correntisti, sicuramente in ansia per la sorte del loro istituto.
grazie Luca, ottima informazione

Anonimo ha detto...

Quali sono i rischi per i detentori di conti deposito vincolati oltra La soglia garantita dalla fondo di garanzia depositi e prestiti? Grazie

BdR ha detto...

se la banca va in liquidazione, i soldi oltre la soglia garantita possono non essere rimborsati.
Per ora è una possibilità molto remota, ma a Cipro è già successo e anche per la banca olandese SSN ci si è andati vicini.

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