Nuove regole per il fallimento delle banche europee

fallimento bancaRecentemente l’Unione Europea ha ridefinito le regole da applicare in caso di fallimento o ristrutturazione di una banca. Queste norme dovranno passare ancora al vaglio del Parlamento europeo e dovranno entrare in vigore entro il 2018.

La novità principale delle nuove regole è l’esplicito contributo dei privati al salvataggio delle banche, in particolare da  parte degli obbligazionisti e, con alcuni limiti, dei correntisti.


Gli obiettivi

La crisi bancaria europea ha stravolto la normale prassi in tema di salvataggi bancari. La gravità e l’urgenza della situazione, e il fatto che il sistema bancario sia vitale per l’economia di un paese, hanno spinto gli Stati ad intervenire direttamente in soccorso delle banche.
Il problema è che spesso questi salvataggi sono stati fatti a spese del solo contribuente salvaguardando coloro che ne erano responsabili (i banchieri) o che comunque si erano accollati un rischio (azionisti e obbligazionisti).

L'Ecofin ha ora stabilito che i primi ad intervenire ed a pagare in caso di necessità finanziarie tese ad evitare il fallimento di una banca saranno i privati, non gli Stati. Questi dovranno contribuire fino ad una soglia pari all'8% del totale passività della banca in crisi prima che lo Stato e l’Europa (attraverso i fondi ESM) intervengano.  Se per esempio una banca in difficoltà ha passività per 100 miliardi, i privati perderebbero fino a 8 miliardi prima di un intervento pubblico.

E’ stato anche stabilito l’ordine con cui i privati pagherebbero: per primi ovviamente gli azionisti, successivamente i possessori di obbligazioni subordinate (sono tipologie di obbligazioni più rischiose in quanto ibrido fra azione e obbligazione. Ce ne sono di vari tipi come le Lower Tier o Upper Tier). Poi toccherebbe alle obbligazioni "normali" (senior) e infine ai correntisti, ma solo per i depositi superiori a 100 mila euro.

Il fondo statale potrà intervenire fino ad un massimo del 5% delle passività, infine l’Esm europeo potrà intervenire solo dopo che anche gli obbligazionisti avranno messo il loro contributo.
A sostegno di questo meccanismo gli Stati europei dovranno creare fondi di liquidazione pari allo 0,8% del totale dei depositi garantiti.

La protezione dei risparmi

Viene quindi sancito, come nel caso di Cipro, la salvaguardia dei depositi fino a 100.000 euro. Se il sistema bancario è essenziale per il funzionamento dell’economia, occorre infatti che il risparmiatore abbia fiducia in tale sistema e veda garantiti i suoi depositi (che rappresentano un credito fatto alla banca). Finora gli Stati Europei hanno creato un Fondo di Tutela dei Depositi che copre fino a 100.000 euro. Questi fondi sono però nazionali, inoltre non ci sono garanzie che in casi estremi questi fondi reggano, soprattutto in caso di crisi dell’intero paese. Proprio il caso Cipro è esemplare, infatti inizialmente si misero in discussione tutti i depositi (con la chiusura degli sportelli bancari e della possibilità di prelevare).

L’Europa ha quindi messo ora in pista un sistema di tutela dei depositi più certo anche se interviene solo alla fine, vale a dire al momento del salvataggio.

L’obiettivo delle nuove regole è condivisibile: chi compra azioni o obbligazioni di una banca, come qualsiasi azionista o obbligazionista di una società, si assume un rischio. E’ quindi giusto che paghi almeno una parte del conto. Anzi, a dire il vero questa dovrebbe essere la prassi, è infatti quello che succede normalmente in caso di fallimento: prima pagano gli azionisti e poi i creditori in base al privilegio di credito. Per le banche però, come si è visto negli ultimi anni, non è sempre stato così. Si è cercato quindi di mettere ordine e regole precise.

Si cerca quindi di tutelare i contribuenti, proteggere i piccoli depositanti ed evitare che azionisti, manager e creditori non paghino e magari, sapendo che altri interverranno in caso di dissesto, mettano in atto comportamenti rischiosi.

Nel prossimo articolo vedremo, alla luce delle nuove regole (che come detto all’inizio necessiteranno ancora di tempo per entrare in vigore), la situazione dei risparmiatori italiani.

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

H0 160.000 euro in mediocredito friuli su un deposito vincolato fino a luglio 2014 e in parte fino a marzo 2015 intestato a me e mia moglie.So che il FITD garantisce i depositi fino a 100.000 euro per banca e per depositante,quindi nel mio caso dovrei essere tutelato fino ad un massimo di 200.000 euro.Dopo questi cambiamenti che riguardano principalmente azionisti ed obbligazionisti derivati o "normali" che fine farebbero i 60.000 euro sopra i 100.000 in caso di fallimento del mediocredito del friuli?

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