Buoni postali di medio lungo periodo

Dopo aver descritto le caratteristiche dei buoni di breve periodo, vediamo ora quelli con scadenze più lunghe.


I buoni delle Poste di lunga durata

 

Buoni Fruttiferi Postali Ordinari

Sono i classici e i più diffusi buoni postali. Si tratta di un investimento di lungo periodo a tasso crescente, con durata massima di venti anni. Rimborso anticipato in ogni momento, interessi pagati dopo 1 anno.

Vedendo gli attuali tassi di interesse non ci vuole molto per capire come ora i rendimenti siano bassi rispetto alla concorrenza dei depositi o dei Btp (la tabella mostra i tassi di ottobre che sono identici alla nuova serie di novembre).

buono-postale-ordinario

 

Buoni Postali "BFP3x4"

Il buono fruttifero BFP3x4 è un prodotto relativamente nuovo. Ha una durata massima di 12 anni e la sua particolarità è di pagare gli interessi solo alle scadenze triennali. Pur potendo prelevare anticipatamente il capitale  in ogni momento quindi si perderanno eventuali interessi maturati dall’ultima scadenza triennale.

Il prodotto è quindi poco flessibile limitando la possibilità di chiudere il prodotto in anticipo senza perdite. Per questa ragione e per il fatto di avere tassi di interesse poco appetibili il BFP 3x4 non ha avuto finora successo.

Non a caso i tassi di interesse a novembre sono aumentati dello 0,75% sulla prima scadenza  e dell’1% sulle altre, nonostante sui mercati finanziari i rendimenti siano in calo. E’ probabile che le Poste cerchino di spingere il prodotto che comunque assicura loro una raccolta a lungo termine più stabile.

bfp-3x4

Pur con l’aumento di questo mese il BFP rimane un prodotto intermedio difficile da inquadrare. I conti deposito a 12-18 mesi sono più convenienti sulla scadenza breve. Sulla scadenza lunga, il Btp a 12 anni rende oltre il 5% lordo, quindi molto di più di questo buono (ricordo che il 5% è il solo rendimento dell’ultimo triennio, mediamente il titolo ha un tasso inferiore al 4%).

Per come è strutturato il buono è da sottoscrivere solo se si ha la convinzione di mantenerlo fino alla scadenza, che come indicato è molto lunga, soprattutto in questo periodo di incertezza.  Ma a questo punto allora conviene ancora il Btp, che invece ha il limite di poter subire perdite sul capitale in caso di vendita anticipata.

BFP 7 Insieme

Il BFP7 insieme è un buono a 7 anni con una struttura particolare. Paga gli interessi solo alla scadenza dei 7 anni ed annualmente rimborsa una quota del capitale investito. In realtà la costruzione del prodotto equivale ad un buono con pagamento di interessi annuali (ora al 4%) e rimborso totale a scadenza.

Con questa formula però le Poste evitano di pagare gli interessi in caso di rimborso anticipato. Infatti in caso di rimborso anticipato il sottoscrittore riceverà solo il capitale residuo (capitale investito meno rimborsi annuali).

Il rendimento di un Buono “BFP7insieme” è pari al tasso dichiarato (4% ora) solo se mantenuto fino a scadenza, altrimenti il titolo è infruttifero (senza interessi). Anche in questo caso il principale limite è la rigidità della struttura accompagnato da un tasso non abbastanza interessante.


buono-bfp-7insieme


Convengono questi buoni a medio termine?

I buoni postali sono un’alternativa ad altri tipi di investimento a tasso fisso come i Titoli di Stato o i prodotti bancari (obbligazioni e conti deposito).

I vantaggi sono quelli di garantire sempre il rimborso del capitale, mentre gli interessi possono essere anche non pagati in certe circostanze, come abbiamo visto. Sono percepiti giustamente come un prodotto sicuro in quanto garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti e quindi indirettamente dallo Stato.

Non mi convincono però le nuove formule, come il 3x4 o il 7insieme. Presentano infatti vincoli tali che richiederebbero un maggiore compenso in termini di rendimento.

Il buono ordinario è invece un prodotto più flessibile ma ora risente della riduzione dei tassi di mercato, ed in questo momento i rendimenti sono molto bassi.

Vedendo anche la storia recente, i buoni postali offrono il meglio durante i periodi di turbolenza sui mercati. Proprio lo scorso dicembre e gennaio infatti i loro rendimenti hanno toccato il massimo. Si pensi che a dicembre 2011 il buono ordinario partiva dal 2,4% per salire al 7% finale.

In definitiva i buoni sono un’alternativa per il risparmiatore molto prudente che si accontenta di non perdere.  Ma in realtà questo tipo di risparmiatore rischia di perdere potere di acquisto.
Nel prossimo articolo descriverò quello che ritengo personalmente il miglior buono postale, in particolare per il piccolo risparmiatore prudente.

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

forver bdR

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