Taglio tasso BCE – conti deposito e mutui

tasso-bce-contodepositoLa Banca Centrale Europea ha ridotto il tasso ufficiale di sconto portandolo allo 0,75%, il minimo storico.

Dal punto di vista economico una riduzione dei tassi equivale ad una politica espansiva che viene attuata nei periodi di recessione. Il taglio dei tassi BCE dovrebbe infatti trasferirsi a cascata sui tassi applicati sui finanziamenti per gli investimenti, il motore dello sviluppo.


La mossa della BCE era però ampiamente prevista (anzi in molti si aspettavano una riduzione doppia) per questo gli effetti saranno limitati.

In linea generale una riduzione dei tassi favorisce i debitori a scapito dei creditori. Sono quindi (sempre in teoria) favoriti coloro che hanno mutui o prestiti, mentre potrebbero incassare meno coloro che hanno somme da prestare quindi chi detiene investimenti e liquidità. Ricordo infatti che i soldi sui conti sono un prestito alla banca (che per questo paga un interesse). Lo stesso dicasi nel caso di acquisto di obbligazioni di Stato o di una società.

Effetti taglio sui mutui

L’effetto della riduzione del tasso BCE sui mutui sarà probabilemente limitato. Solo una minima parte dei finanziamenti casa a tasso variabile, circa il 2%, è collegato all’indice BCE. La maggioranza fa riferimento all’euribor, un indice di mercato che è sicuramente correlato con il tasso BCE ma che ne ha già anticipato il calo, tanto è vero che ora l’euribor a 3 mesi vale 0,64, quindi al di sotto della soglia del BCE (0,75).

La mossa della BCE comunque conferma che per diversi mesi gli indici di breve periodo rimarranno a livelli molto bassi. Ne beneficiano soprattutto coloro che hanno sottoscritto il mutuo prima della crisi, quando gli spread erano prossimi all’1% che quindi ora pagano meno del 2%.

Chi invece richiede oggi un finanziamento per la casa sconta spread ben maggiori, vicini al 3%, anche se recentemente c’è stato qualche segnale di riduzione. Si vedano a tal proposito le migliori proposte di Mutui Online.

Effetto BCE su conti deposito e obbligazioni

La mossa della BCE è invece teoricamente negativa per chi dispone di liquidità da investire.
Mai come in questo momento però è utile sottolineare il termine “teoricamente”. Le tensioni sui mercati infatti slegano l’andamento dei tassi di mercato da quelli BCE. Si pensi per esempio ai tassi che paga lo Stato sui BTP, ancora molto alti nonostante l’euribor e il tasso BCE siano ai minimi storici.

L’indice BCE è infatti solo uno dei fattori che può influenzare il tasso a cui si finanzia uno Stato, una banca o una società.

Anche per i conti di deposito l’intervento della BCE potrebbe non essere significativo.Qui poi entra anche in gioco il livello di competizione nel settore.
E’ però vero che un trend di riduzione è in atto. Dopo che a maggio e giugno molte banche(come ING, Rendimax e Che Banca) hanno tagliato i rendimenti dei conti deposito, a luglio anche InMediolanum ha ridotto i tassi. Da sottolineare invece come ING  ha rialzato i tassi di Conto Arancio al 3,5%, probabilmente perché si era resa conto di essere uscita dal mercato. Per ora non taglia You Banking la cui offerta al 4,25%, rimane valida fino al 31 luglio, salvo proroga.

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