Il bollo sui buoni postali per ora non si paga

bollo-buoni-fruttiferi-postaliUna delle novità dell’ultima manovra finanziaria che ha fatto più discutere, almeno su questo blog, riguarda l’estensione del bollo a tutti gli strumenti finanziari, inclusi i buoni fruttiferi postali.

Ho già scritto diversi articoli che ipotizzano come tale imposta possa venire applicata e quali domande sono ancora aperte. Domande che stanno ancora aspettando una risposta tanto che le stesse Poste, in attesa del Decreto attuativo del Ministero dell’Economia, non stanno applicando alcun bollo ai clienti che da inizio anno hanno richiesto il rimborso dei buoni.

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Se ne è accorto anche il Sole 24 Ore che ha pubblicato un articolo sul suo inserto del sabato, ma su questo stesso blog e altri forum c’erano già diverse testimonianze in tal senso.
Il giornale si interroga su cosa succederà a chi ora non ha pagato il bollo essendo chiaro che questo è obbligatorio dal 1° gennaio.  In particolare vengono distinti i buoni cartacei dai buoni dematerializzati. Su questi ultimi si ipotizza un futuro pagamento tramite un prelievo sul conto o il libretto postale di appoggio. Per i cartacei invece non c’è una soluzione altrettanto semplice.

Altra domanda che si fa il Sole 24 Ore è se per tali bolli non pagati Equitalia si rivolgerà direttamente alle Poste richiedendo di risarcire il danno erariale oppure ai singoli risparmiatori. Quest’ultima possibilità viene vista come paradossale dallo stesso giornalista.

Ritengo probabile che alla fine si trovi una soluzione all’italiana salvando il pregresso con una sorta di condono (che richiederà una nuova legge). Ma ovviamente la mia, come quella del giornalista, è solo un’ipotesi.
Rimane allucinante come in questo paese tra le leggi e la realtà rimanga sempre una zona d’ombra che fa si che pur volendo rispettare la Legge, sia  impossibile  farlo.

Non solo le Poste, ma anche le Banche, le Compagnie Assicurative e le Società di Gestione dei Fondi di investimento non stanno applicando le nuove norme in attesa del decreto attuativo. In pratica tutti i prodotti su cui fino all'anno scorso non si applicava il bollo (polizze vita, fondi di investimento, buoni postali) rimangono di fatto ad oggi ancora esenti. Come detto sopra però non è chiaro se il Fisco poi si rivarrà in qualche modo sui risparmiatori o su banche e Posta.

Cumulabilità dei buoni

Come detto le Poste sono in attesa di vari chiarimenti. Il primo e più importante, come già scritto su Banca del Risparmio, riguarda la base imponibile per l’imposta.  Stando alla lettera della Legge sembra che questa equivalga all’intero valore dei prodotti finanziari detenuti dal cliente presso le Poste; andrebbero quindi sommati tutti i buoni postali in capo al medesimo intestatario per determinare l'imponibile su cui calcolare il bollo da pagare.

Il problema per le Poste non è indifferente visto che i vecchi buoni cartacei non sono registrati elettronicamente e occorrerebbe un lungo lavoro per trascriverli dai vecchi registri. Un lavoro che potrebbe richiedere dei mesi. Per questo con il Decreto attuativo potrebbero esserci ulteriori cambiamenti. Pur considerando le feste natalizie, occorre rilevare come tale decreto attuativo sia in notevole ritardo,  lasciando nel dubbio operatori bancari e finanziari e soprattutto i risparmiatori.

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9 commenti:

Anonimo ha detto...

Sottopongo anche altro dubbio che non viene menzionato riguardo la comulabilità: molti vecchi buoni fruttiferi sono cointestati a due persone, in questo caso come viene determinato l'imponibile su cui calcolare il bollo da pagare?

BdR ha detto...

Se si fa come per i depositi titoli presso le banche, la cointestazione è considerata come una persona a se; i buoni della cointestazione quindi non si sommano con i buoni dei singoli cointestati

Roberto ha detto...

A febbraio i tassi d'interesse sono crollati! Si parla di belle cifre... Ad esempio sui buoni da 18 mesi non vincolati il tasso passa da circa 2,5% di gennaio a solo il 2%!
Presumo per la forte richiesta dei giorni scorsi... Io mi affiderò ai conti deposito...

BdR ha detto...

i buoni seguono l'andamento dei tassi di mercato. I tassi di dicembre erano anomali, ora i tassi sono tornati nella norma, ma condivido che i conti deposito siano meglio da questo punto di vista

Anonimo ha detto...

Io ho fatto dei BFP 18 mesi a dicembre, quando i tassi erano elevati, per questo penserei di tenermeli fino alla scadenza, ma la mia preoccupazione è sulla sicurezza, visti i tagli al rating della cdp e visto che la somma è piuttosto elevata. Ritiene che i BFP siano ancora relativamente sicuri oppure che ci sia altro da preferire da questo punto di vista? Mi potrebbe dire che rating hanno Rendimax e Conto Arancio? Grazie, Marco.

BdR ha detto...

Marco, non vedo rischi per cui tienili ancora fino a scadenza. In futuro o quando avrai altri soldi, differenzia anche con altri investimenti come i conti deposito.
Per chi è molto avverso ai rischi forse meglio Conto Arancio o Inmediolanum rispetto a Rendimax, anche se io non vedo problemi per quest'ultimo

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa, dovrei incassare prima possibile alcuni BPF cartacei degli anni 90. Finora ho aspettato per evitare la situazione di incertezza sulla modalità di addebito dell'imposta di bollo, anche perchè, tra l'altro, i buoni in questione sono stati emessi in 4 uffici postali diversi (come fanno a cumulare gli importi tra diversi uffici?). Mi potrebbe dire se ci sono novità o se in effetti è preferibile attendere un altro poco? Giuseppe

BdR ha detto...

I buoni cartacei saranno uno dei problemi maggiori per l'applicazione del bollo. In ogni caso, a quanto mi risulta, per ora le Poste non applicano il bollo in attesa di un regolamento attuativo del Ministero e dell'Agenzia dell'Entrate. Incassando subito si potrebbe quindi evitare il bollo, sempre che non si inventino qualcosa per applicarlo retroattivamente.

Anonimo ha detto...

Scusi se ritorno sull'argomento, ma secondo lei incassando oggi si potrebbero avere in futuro anche "noie" con il fisco (ad esempio cartella Equitalia)?
Grazie

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