Perché la critica sull’“indebitarsi per fare soldi” è una semplificazione della semplificazione
Spesso leggo critiche sul libro Padre ricco padre povero, in un recente video su Youtube Alessandro de Concini arriva a dire che è un libro “pericoloso”, addirittura “diseducativo”, perché dà consigli finanziari sbagliati spingendo a indebitarsi per fare soldi. Un messaggio addirittura tossico.
Ma è davvero così?
Parliamo di Rich Dad Poor Dad di Robert Kiyosaki, uno dei libri di educazione finanziaria più letti al mondo.
La verità è che la critica spesso cade nello stesso errore che rimprovera al libro: semplifica eccessivamente.
Il punto del debito: cosa dice davvero Kiyosaki
Kiyosaki non sostiene “indebitati e basta”.
Introduce invece una distinzione chiara tra:
Debito cattivo (per finanziare consumi o passività)
Debito buono (usato per acquistare asset che generano flusso di cassa)
Il messaggio è:
La leva finanziaria può essere uno strumento, se usata per acquisire attività produttive.
È una posizione discutibile? Certamente.
È un invito irresponsabile a fare debiti a caso? No.
Il problema nasce quando si estrapola una frase e la si decontestualizza, trasformando una riflessione sulla leva in uno slogan superficiale.
Il vero contesto: fine anni ’90
Per giudicare un libro bisogna collocarlo nel suo tempo.
Quando uscì nel 1997, il panorama dell’educazione finanziaria era molto diverso:
Pochissimi parlavano di indipendenza finanziaria.
L’imprenditorialità non era un tema mainstream.
La mentalità dominante era: studia, trova un buon lavoro, risparmia.
Kiyosaki introduce concetti che oggi diamo per scontati:
Cash flow
Asset vs passività
Libertà finanziaria
Mentalità imprenditoriale
Oggi queste idee sono ovunque specialmente su social e Youtube.
All’epoca erano quasi sovversive.
Dire oggi che il libro è “banale” è un po’ come criticare un pioniere perché le sue intuizioni sono diventate patrimonio comune.
Sì, è un libro semplificatorio. Ma è un difetto?
Qui bisogna essere onesti:
Padre ricco padre povero non è un manuale tecnico.
Non troverai:
analisi di scenario macroeconomico
gestione avanzata del rischio
modelli finanziari dettagliati
stress test della leva
È un libro di mentalità.
È quasi un manifesto.
La sua forza è psicologica, non accademica.
E qui nasce l’equivoco: lo si critica per non essere ciò che non ha mai preteso di essere.
La leva finanziaria: strumento o pericolo?
Il libro enfatizza l’uso della leva. Vero.
Ma la leva è intrinsecamente “tossica”? No.
È uno strumento neutro:
nelle mani sbagliate distrugge
nelle mani competenti amplifica
Dopo la crisi del 2008 la sensibilità sul debito è cambiata, ed è comprensibile. Ma non si può retroattivamente imputare a un libro l’uso irresponsabile che alcuni lettori possono averne fatto.
Sarebbe come dire che un libro sull’imprenditorialità è pericoloso perché alcune imprese falliscono.
La rivoluzione culturale
Il merito storico del libro è aver spostato l’attenzione:
dal reddito al patrimonio
dal lavoro al flusso di cassa
dalla sicurezza alla libertà
Ha spinto milioni di persone a porsi una domanda fondamentale: Sto lavorando per i soldi o i soldi lavorano per me?
Questa domanda, da sola, ha avuto un impatto enorme.
La critica alla critica
La critica che lo definisce “pericoloso” spesso assume implicitamente che:
il lettore sia incapace di discernimento
ogni semplificazione sia irresponsabile
parlare di leva equivalga a promuovere l’azzardo
Ma se adottassimo questo criterio, dovremmo bollare come pericolosa metà della letteratura imprenditoriale.
La realtà è più sfumata:
Sì, il libro semplifica.
Sì, non approfondisce il rischio come farebbe un testo accademico.
No, non è un invito cieco all’indebitamento.
Come va letto oggi
Oggi Padre ricco padre povero va letto per quello che è:
un testo di educazione finanziaria di base
un acceleratore di consapevolezza
un invito a pensare in termini di asset e flussi
Non è una guida operativa da applicare alla lettera. Ma non è nemmeno un manifesto tossico.
È un libro figlio del suo tempo che ha contribuito a cambiare la conversazione globale sul denaro. E questo, piaccia o no, è un fatto.
Non a caso è citato anche nel libro "Self-Help e crescita personale - 43 libri che fanno la differenza" dove si riprendono i migliori libri di crescita personale. Kiyosaki ha poi certamente cavalcato il successo (come tanti altri) di Padre Ricco e Padre Povero per vender corsi e altri libri meno concreti e anzi a volte un po' fuffosi. Ma ciò non cambia il giudizio di fondo. Anzi, a volte mi pare che i critici oltre a non comprender quanto scritto sopra, lo denigrano perché oggi fa gioco (la logica di marketing che usano anche i fuffaguru: critico qualcosa che è considerato mainstream ma anche vecchio e appunto tossico).


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