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Utili consigli per risparmiare in banca

12/02/26

Investire in ETF con le App: Guida ai Costi e ai Broker

Il 2026 segna una rivoluzione per il piccolo risparmiatore: investire in Borsa non è più un’esclusiva di chi frequenta gli sportelli bancari o dispone di grandi capitali. Grazie all’avanzata delle app fintech, oggi è possibile acquistare ETF e fondi comuni con pochi clic e, spesso, partendo da un solo euro.

Ma come orientarsi tra le tante offerte di Satispay, Directa, Moneyfarm e gli altri giganti del settore? Ecco una guida pratica per investire con consapevolezza.

 

1. La rivoluzione delle App: Investire "spiccioli" è possibile

Le nuove piattaforme digitali hanno abbattuto le barriere all'ingresso. Molte realtà come Moneyfarm, Satispay, Scalable Capital, Trade Republic, Bitpanda e Gimme5 permettono di iniziare con una soglia minima di appena 1 euro.

Altre piattaforme come Directa Sim (pioniere del trading in Italia) partono da 5 euro, mentre eToro e la svizzera Yuh richiedono circa 10-12 dollari/franchi. La caratteristica comune? Zero canoni di custodia e registrazione gratuita, un netto risparmio rispetto ai dossier titoli tradizionali delle banche.

 

2. Attenzione ai costi: Non solo commissioni di acquisto

Se è vero che molte app offrono l'acquisto di ETF a zero commissioni (come Directa su alcuni strumenti o Moneyfarm su oltre 700 titoli), l'investitore deve guardare oltre la singola transazione.

  • Commissioni di gestione: Anche se l'app non ti fa pagare per "comprare", gli ETF e i fondi hanno un costo annuo (TER) che viene prelevato dal valore del fondo.
  • Costi nascosti: Verifica sempre se sono previste commissioni di performance o costi di cambio valuta se acquisti titoli in dollari o franchi.
  • Piani di Accumulo (PAC): Quasi tutte le piattaforme incentivano il PAC, spesso azzerando i costi di negoziazione per chi investe una cifra fissa ogni mese.

investire costi

 

3. Il "Regime Amministrato": Il segreto per evitare il commercialista

Uno dei rischi più grandi per chi investe online è la burocrazia fiscale. In Italia, la scelta migliore per un risparmiatore "basico" è il regime amministrato.

  • Come funziona: La banca o il broker agiscono come sostituto d'imposta, calcolando e versando automaticamente le tasse (26% sulle plusvalenze, 12,5% sui titoli di Stato) allo Stato.
  • Chi lo offre: Piattaforme come Directa, Moneyfarm, Trade Republic e BG Saxo operano in questo regime, liberandoti dall'obbligo di dichiarare i guadagni nel Modello 730.
  • Attenzione: Altre app come Scalable Capital forniscono un report fiscale ma richiedono che sia tu a pagare le tasse tramite dichiarazione dei redditi (regime dichiarativo), anche se hanno annunciato il passaggio all'amministrato nel corso del 2026. Ti consiglio l'aquisto della guida per la dichiarazione fiscale di conti esteri.
 
 

Consigli pratici per iniziare

  1. Profilati correttamente: Non saltare il questionario Mifid2; serve a proteggerti da strumenti troppo complessi per la tua esperienza.
  2. Prova con la Demo: App come eToro offrono conti virtuali con 100.000 dollari finti per testare le funzioni prima di usare soldi veri.
  3. Leggi il KID: È il documento informativo sintetico che ti spiega costi e rischi reali di ciò che stai acquistando.
  4. Se vuoi iniziare a investire in autonomia o quanto meno capire cosa ti viene suggerito in banca e dal promotore finanziario, leggi Impara a Investire come i Guru.    

In conclusione, la tecnologia ha reso l'investimento accessibile a tutti, ma la trasparenza sui costi e la gestione fiscale restano i due pilastri su cui costruire un portafoglio solido e senza brutte sorprese.

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