Nonostante il commissariamento da parte di Banca d'Italia prosegua ormai da due anni, il processo di salvataggio è entrato in una fase di stallo che preoccupa gli osservatori.
Lo scenario attuale: Vendita o Rilancio?
L’ultima proroga del commissariamento (fino a giugno 2026) evidenzia quanto sia complesso rimettere in sicurezza la banca. Al momento, il tavolo è diviso tra due opzioni che non riescono a trovare una sintesi:
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La vendita ai pretendenti: La Popolare del Cassinate e il gruppo Buffetti hanno presentato offerte, ma la proprietà attuale (Cirdan) le ritiene insufficienti. In particolare, l'offerta di circa 10 milioni di euro è giudicata troppo bassa rispetto al potenziale tecnologico della banca.
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Il rilancio indipendente: Cirdan preferirebbe ricapitalizzare la banca e mantenerla autonoma. Tuttavia, Banca d’Italia nutre dubbi sulla solidità di questo piano e sulla sufficienza delle risorse messe in campo per ripristinare i coefficienti patrimoniali richiesti.
Se queste trattative non dovessero sbloccarsi, l'ipotesi di una liquidazione dell'istituto diventerebbe purtroppo sempre più concreta.
Cosa rischia chi ha un Deposito?
Per i titolari di conti correnti e conti deposito, la situazione è monitorata con attenzione, ma esistono protezioni istituzionali solide:
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Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD): In Italia, i depositi sono garantiti fino a 100.000 euro per depositante. In caso di liquidazione coatta amministrativa, il Fondo interviene per rimborsare i risparmiatori entro tempi brevi (solitamente 7 giorni lavorativi).
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Eccedenze oltre i 100.000 euro: Chi possiede cifre superiori alla soglia di garanzia corre rischi maggiori, poiché l'eccedenza verrebbe trattata come un credito nell'ambito della procedura di liquidazione, con tempi e modalità di recupero incerti.
Cosa rischia chi ha un Certificato (Certificate)?
La situazione è più complessa per chi detiene certificati emessi da Smart Bank. A differenza dei depositi, i certificati sono strumenti finanziari complessi e non godono della protezione del FITD:
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Rischio Emittente: Il certificato è una promessa di pagamento da parte della banca. Se la banca fallisce o viene posta in liquidazione, il possessore del certificato diventa un creditore della banca.
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Gerarchia dei creditori: In caso di "bail-in" o liquidazione, i possessori di titoli non garantiti (come i certificati) si trovano in una posizione subordinata rispetto ai depositanti protetti. Questo significa che il valore del certificato potrebbe essere azzerato o pesantemente ridotto.
Liquidità del titolo: In questa fase di incertezza, vendere il certificato sul mercato secondario potrebbe risultare difficile o estremamente penalizzante in termini di prezzo.
Il contenzioso legale sullo sfondo
Ad aggravare il quadro c'è la battaglia legale tra i soci di Cirdan e via Nazionale. Dopo aver perso il ricorso al Consiglio di Stato contro il commissariamento, gli ex vertici hanno presentato un'istanza di revoca, contestando la valutazione di alcuni documenti decisivi. Questo clima di scontro frontale con l'autorità di vigilanza rende ancora più tortuoso il percorso verso un accordo di vendita amichevole.
Consigli pratici per i risparmiatori
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Monitoraggio costante: Seguire gli aggiornamenti ufficiali sul sito di Smart Bank (sezione comunicati stampa) e sul sito di Banca d'Italia.
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Verifica delle soglie: Assicurarsi che la giacenza complessiva sui conti non superi i 100.000 euro per minimizzare i rischi legati alla liquidazione.
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Consultazione professionale: Se si detengono certificati per importi rilevanti, potrebbe essere utile consultare un consulente finanziario indipendente o un esperto legale per valutare la propria esposizione specifica.


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