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16/01/26

Assegno circolare per chi non è correntista: limiti e regole

assegno circolare
Può capitare di aver bisogno di un assegno circolare senza essere titolari di un conto corrente presso la banca che lo emette. In questi casi, però, non è raro imbattersi in risposte contrastanti allo sportello, spesso motivate da presunti vincoli legati alla normativa antiriciclaggio.

 

Ma cosa prevede davvero la legge? Quali sono i limiti per un assegno circolare non trasferibile richiesto da un non correntista?

Facciamo chiarezza.

 

Il caso pratico: assegno circolare da 5.000 euro per un familiare

Un soggetto si presenta allo sportello di una banca presso cui non è correntista e chiede l’emissione di un assegno circolare non trasferibile di 5.000 euro, intestato alla figlia.
La somma deriva, come dichiarato, dalla riscossione di un buono postale giunto a scadenza, sottoscritto quando la figlia era minorenne.

L’operatrice della banca afferma che:

  • la normativa antiriciclaggio non consentirebbe l’emissione dell’assegno;

  • il limite del contante allo sportello sarebbe 1.000 euro;

  • l’unica alternativa sarebbe aprire un conto corrente presso l’istituto.

Queste affermazioni sono corrette? Non del tutto.

 

La normativa antiriciclaggio vieta assegni circolari da 5.000 euro?

No.
Il Dlgs 231/2007 (normativa antiriciclaggio) non vieta l’emissione di un assegno circolare di 5.000 euro o di importo superiore.

Il limite previsto dalla legge riguarda esclusivamente le operazioni in contanti, che non possono essere pari o superiori a 5.000 euro (soglia attualmente vigente).

👉 Un assegno circolare non è un’operazione in contanti, ma uno strumento di pagamento tracciabile.

 

Serve obbligatoriamente un conto corrente per chiedere un assegno circolare?

No, la legge non lo prevede.
Non esiste alcuna norma che imponga di essere correntisti della banca per ottenere un assegno circolare.

Tuttavia:

  • alcune banche, per policy interna, subordinano l’emissione dell’assegno all’apertura di un conto;

  • si tratta di scelte commerciali e organizzative, non di un obbligo di legge.

👉 In altre parole: la banca può rifiutare per policy, ma non perché la legge lo vieti.

 

Il limite dei 1.000 euro: da dove nasce il fraintendimento?

L’affermazione secondo cui un assegno circolare non potrebbe superare i 1.000 euro è errata.

Un assegno circolare:

  • può essere emesso per qualsiasi importo;

  • deve riportare la clausola di non trasferibilità se pari o superiore a 1.000 euro.

👉 Oggi, tutti gli assegni circolari sopra 1.000 euro devono essere non trasferibili, ma non esiste un tetto massimo all’importo dell’assegno.

 

Il vero nodo: il versamento in contanti

Il punto critico riguarda come viene pagato l’assegno.

✔️ Assegno circolare non trasferibile: nessun limite di importo

Dal punto di vista dello strumento:

  • l’assegno circolare non trasferibile può essere emesso senza limiti di importo.

❌ Versamento in contanti: limite a 4.999,99 euro

Se il corrispettivo viene versato in contanti, allora:

  • l’importo non può essere pari o superiore a 5.000 euro;

  • è vietato frazionare il pagamento in più versamenti per aggirare il limite.

👉 Quindi:

  • assegno da 5.000 euro: possibile solo se non pagato interamente in contanti;

  • assegno da 4.999,99 euro: possibile anche in contanti (salvo policy interne).

     

Attenzione ai controlli antiriciclaggio e fiscali

Anche quando l’operazione è formalmente lecita, la banca può:

  • attivare controlli AML (Anti Money Laundering);

  • chiedere chiarimenti sulla provenienza dei fondi;

  • segnalare operazioni considerate non coerenti con il profilo del cliente.

Inoltre, in caso di controlli fiscali:

  • l’art. 32 del Dpr 600/1973 consente all’Agenzia delle Entrate di presumere che somme non giustificate siano redditi imponibili;

  • spetta al contribuente dimostrarne la provenienza lecita.

     

Cosa può fare davvero un non correntista

Riassumendo:

Un non correntista può chiedere un assegno circolare non trasferibile
Non esistono limiti di importo per l’assegno in sé
⚠️ Il limite riguarda solo il contante (max 4.999,99 euro)
⚠️ La banca può rifiutare per policy interna, non per legge

In pratica, l’operazione è lecita, ma può essere:

  • sconsigliata dalla banca;

  • subordinata all’apertura di un conto;

  • oggetto di controlli antiriciclaggio e fiscali.


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