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marzo 24, 2025

Poste Italiane: Titolo Resiliente ma con il Vento in Poppa? Analisi per Investitori

azioni poste
Poste Italiane si conferma un titolo di grande interesse per gli investitori. Il titolo ha dimostrato una notevole resilienza alla volatilità dei mercati, registrando un aumento del +17,27% da inizio anno. Tuttavia, gli analisti suggeriscono una certa cautela, soprattutto per chi non avesse già il titolo in portafoglio.

 

Performance e Solidi Fondamentali

  • Il titolo di Poste Italiane viene definito "super resiliente" in Borsa, ma viene anche sottolineato che "ha già corso parecchio".
  • Secondo Fabio Cataldo, gestore di AcomeA Sgr, l'andamento quasi parabolico del titolo riflette il "grandissimo lavoro fatto dal management negli ultimi anni". Nonostante ciò, pur rimanendo "poco cara a livello di multipli", si suggerisce prudenza nell'inseguire il titolo per i nuovi investitori. Per chi lo detiene, Cataldo raccomanda di "mantenerlo in portafoglio per chi lo ha con un orizzonte temporale di medio periodo", sottolineando le "stime crescenti di flusso di cassa per l’anno in corso e il 2026" che proteggono dividendo e flessibilità operativa.
  • Anche Edoardo Proverbio, responsabile investimenti di Decalia, invita alla cautela per i nuovi investitori, considerando che il titolo ha "quasi raggiunto i target dei principali analisti".


L'Investimento in Telecom Italia (Tim)

  • L'acquisizione da parte di Poste Italiane di una quota azionaria in Telecom Italia, pari a quasi il 10%, aveva inizialmente suscitato qualche perplessità. Tuttavia, viene interpretata come una mossa strategica volta a rafforzare le relazioni commerciali esistenti, in particolare per l'accesso di PostePay all'infrastruttura di rete mobile di Tim.
  • Si ritiene che questo accordo possa migliorare l’offerta di Poste, ampliando la gamma e la qualità dei servizi per i clienti. Tuttavia, è necessaria una "valutazione attenta dei possibili ostacoli regolatori, del probabile collocamento da parte dello Stato e dei livelli raggiunti dall’azione in Borsa".
  • Secondo Filippo Alloatti di Federated Hermes, l'investimento strategico in Tim dovrebbe generare sinergie non ancora chiarite fino in fondo all’interno del nuovo piano industriale.


Potenziale Cessione di Ulteriore Quota da Parte del MEF:

  • La bufera sui listini dei giorni precedenti al 15 marzo 2025 potrebbe rallentare il progetto di cessione di un’ulteriore quota che il Mef detiene di Poste Italiane, annunciato per il 2025.
  • Nonostante ciò, il titolo rimane "molto robusto e resiliente alla volatilità". La potenziale incasso per il Governo (circa 2,94 miliardi considerando una capitalizzazione di 21 miliardi per la cessione di circa il 14% della quota diretta) potrebbe essere utile, ma la recente approvazione della Legge di Bilancio riduce l'urgenza.
  • Nicola Maino, strategist di Valori Asset Management, suggerisce che il Governo potrebbe "beneficiare dell’incasso di lauti dividendi", dato che la remunerazione dell’azionista è vista in miglioramento, con un dividendo che potrebbe raggiungere quasi l'8% nel 2026 grazie all'ottima generazione di cassa.


Rischi da Monitorare:

  • I rischi per Poste Italiane sembrano prevalentemente di tipo esogeno, come l’esposizione ai titoli di Stato per circa 133 miliardi, che potrebbe subire contraccolpi in caso di dubbi sulla sostenibilità del debito italiano.
  • Un altro rischio potenziale è legato a "qualsiasi interferenza di natura politica", data la struttura azionaria, oppure alle tempistiche delle ulteriori vendite della quota pubblica.


Conclusioni per gli Investitori

Poste Italiane si presenta come una solida generatrice di cassa con prospettive di crescita, anche grazie alla diversificazione strategica con l'ingresso in Tim. L'elevata resilienza del titolo e le prospettive di dividendo lo rendono interessante per investitori con un orizzonte di medio periodo che già detengono il titolo. 

Tuttavia, il significativo apprezzamento già registrato e la prudenza espressa dagli analisti suggeriscono una maggiore cautela per i nuovi ingressi, in attesa di ulteriori sviluppi sul piano industriale e sulle dinamiche di mercato. La potenziale cessione di ulteriori quote governative e i rischi esogeni legati al debito sovrano e a possibili interferenze politiche rimangono fattori da tenere sotto osservazione.

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