Investire in azioni che distribuiscono dividendi consistenti e continuativi può rappresentare una strategia valida per la diversificazione e la protezione del portafoglio, specialmente in periodi di turbolenza sui mercati finanziari. Le recenti incertezze politiche, come quelle legate all'iperattività del presidente Usa Donald Trump, hanno reso ancora più evidente la potenziale stabilizzazione offerta da questa tipologia di investimento.
Secondo Marcello Frisone, avere in portafoglio azioni con robusti dividendi non è affatto sbagliato. Livio Spadaro, senior portfolio manager di Frame Am, sottolinea come un aspetto particolarmente interessante sia l'effetto composto dell'investimento: i rendimenti generati dai dividendi possono essere reinvestiti per acquistare ulteriori azioni, generando così un circolo virtuoso di crescita dei rendimenti nel lungo termine.
I titoli che pagano dividendi presentano diverse caratteristiche positive:
- Offrono un flusso di cassa stabile all'investitore.
- Generalmente hanno una ridotta volatilità .
- Appartengono a società con una solida struttura finanziaria.
- Il prezzo dell'azione tende a salire stabilmente nel tempo.
Tuttavia, è fondamentale essere consapevoli dei rischi connessi alla ricerca di dividendi elevati:
- Un dividend yield molto elevato potrebbe segnalare difficoltà aziendali e un potenziale taglio del dividendo. È cruciale analizzare la salute finanziaria e l'operatività del management per valutarne la sostenibilità .
- L'aumento dei tassi di interesse può rendere meno attraenti le azioni, poiché gli investitori potrebbero preferire allocare capitali in investimenti a basso rischio come i bond governativi.
- Alcuni settori che offrono alti dividendi sono ciclici e potrebbero ridurre o cancellare i dividendi in fasi economiche sfavorevoli. L'esempio del settore automotive europeo, gravato da investimenti nel green che ne hanno intaccato la redditività , è emblematico.
Non sempre la variabile dividendi è determinante. Un esempio pratico mostra come, pur avendo acquistato a inizio 2020 i cinque titoli con il maggior rendimento da dividendo a Piazza Affari, solo due (Intesa Sanpaolo e Generali) avrebbero sovraperformato l'indice Ftse Mib total return. Questo suggerisce che altri fattori influenzano l'andamento di un titolo.
Quali settori privilegiare per i dividendi? Tradizionalmente, settori come le utilities, i beni di consumo, l'healthcare, il settore finanziario e le telecomunicazioni tendono a distribuire maggiori dividendi grazie a un solido track record di business e di pagamenti. Tuttavia, occorre fare delle distinzioni:
- Il settore bancario ha beneficiato dell'aumento dei tassi, ma alcuni money manager vedono meno prospettive di ulteriore rialzo. Altri, come Leopold Sacher, gestore azionario, ritengono che alcune banche europee siano interessanti per le loro basse valutazioni. Le banche emettono anche obbligazioni subordinate che offrono cedole relativamente attraenti, utili per un fondo di reddito.
- Il settore automotive europeo, pur in fase di ristrutturazione, potrebbe sorprendere positivamente. Porsche è indicata come interessante per il suo dividendo e il potenziale di recupero, così come la controllante Volkswagen.
- Nelle utilities, Enel è considerata generosa in termini di dividendi, mentre Rwe (tedesca) e Aes (americana) sono preferite da alcuni gestori.
- Nel settore farmaceutico e dei chip, aziende come Taiwan Semiconductor, Asml, Eli Lilly e Novo Nordisk sono considerate in una fase iniziale di crescita dei dividendi.
- I settori consumi e telecomunicazioni sono visti con cautela per volatilità e scarsa crescita, rispettivamente.
- Il settore petrolifero americano mostra flussi di cassa consistenti e potrebbe offrire ritorni tramite dividendi e buyback azionari anche in caso di rallentamento economico.
Per gli investitori che cercano un flusso periodico di cedole, gli Etf (Exchange Traded Fund) specializzati in titoli ad alto dividendo rappresentano un'alternativa. A Piazza Affari sono disponibili diverse opzioni focalizzate sull'Europa e a livello globale, con dividend yield che oscillano tra il 4% e il 5%. La scelta di Etf focalizzati sull'area euro mira a mitigare il rischio di cambio. Gli Etf offrono vantaggi come la separazione del patrimonio e la massima diversificazione. Tuttavia, gli Etf a distribuzione sono penalizzati dalla tassazione sul dividendo staccato. Gli Etf ad accumulazione, reinvestendo le cedole, risultano più efficienti fiscalmente nel lungo periodo.
Anche i certificati di investimento possono essere utilizzati per ottenere cedole, che possono essere condizionate o incondizionate. I certificati a capitale protetto con cedola incondizionata si avvicinano al mondo obbligazionario, ma presentano spesso scarsa liquidità . Esempi includono certificati su indici come il Nikkei o su panieri di azioni bancarie, con diverse caratteristiche come l'autocall e l'opzione airbag. Esistono anche certificati "credit linked" con cedola condizionata legata al non verificarsi di eventi di credito.
Puntare sui dividendi può essere una strategia valida per integrare il reddito e stabilizzare il portafoglio, ma richiede un'attenta analisi dei titoli e dei settori, nonché la consapevolezza dei rischi connessi. Gli Etf e i certificati rappresentano strumenti alternativi per accedere ai flussi cedolari, ognuno con i propri vantaggi e svantaggi da valutare in base alle proprie esigenze e obiettivi di investimento. È fondamentale distinguere tra flusso cedolare e rendimento complessivo, soprattutto nel caso delle obbligazioni.
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