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23/01/24

ETF Bitcoin e come investire sulle criptovalute

Il 10 gennaio la SEC (la CONSOB americana) ha approvato ben 11 richieste di autorizzazione relative agli ETF fisici sul prezzo spot del Bitcoin. Tra i richiedenti ci sono anche colossi come BlackRock, Fidelity e Invesco che insieme gestiscono masse a livello mondiale per oltre 15 mila miliardi di dollari. 

 

etf bitcoin

 

Proprio la partecipazione di questi colossi aveva fatto presagire che questa era la volta buona per un’approvazione già bocciata in passato più volte. 

Prodotti finanziari agganciati alla criptovaluta già esistono a Wall Street, ma si tratta di contratti derivati (future) molto diversi da un Etf fisico che è più accessibile anche ai piccoli investitori e che robbliga gli emittenti ad acquistare il sottostante e quindi i Bitcoiin.

Il prezzo del Bitcoin ha reagito con un rimbalzo per poi scendere, seguendo la consueta regola del “sell the news”. Sono invece salite le altre criptovalute nell’attesa di future approvazioni di Etf, a partire da Etheurum. 

 

L’approvazione conferisce maggiore credibilità al settore e semplifica l’accesso al mercato a nuovi investitori. Difficile però prevedere gli sviluppi. In molti fanno il paragone con l’oro che dopo l’introduzione degli ETF nel 2004 ebbe una crescita vertiginosa per 7-8 anni, dimenticandosi che però il grosso di quella crescita fu dovuto alla crisi finanziaria del 2007. 

 

Certo è facile immaginare l’ingresso di significativi capitali, anche per la rilevanza delle società che hanno promosso gli ETF.

A favore del settore poi contribuisce la regolamentazione europea (MiCA e i chiarimenti fiscali in Italia e altrove). Inoltre a breve ci sarà un altro halving (il dimezzamento dei Bitcoin emessi che avviene ogni 4 anni) che ha storicamente coinciso con cicli rialzisti. 

 

Come investire su Bitcoin & Co

Sui giornali si è parlato molto di questa approvazione non chiarendo però questi ETF non sono acquistabili dagli italiani. Si tratterebbe inoltre nel caso di prodotti non armonizzati con una tassazione decisamente sfavorevole e complicata.

 

In Europa non è possibile avere dei fondi su una criptovaluta poiché la normativa UCITS non consente la creazione di prodotti con un solo sottostante. Sono però già disponibili molti ETP, prodotti indicizzati a un sottostante di fatto simili agli ETF anche se non giuridicamente fondi.

Sono oltre 100 i prodotti di questo tipo ma anche questi non facilmente accessibili all’investitore italiano. Sono infatti quotati su Euronext Paris, Euronext Amsterdam, XETRA e SIX Swiss Exchange ma non sulla Borsa Italiana. Ciò significa che se vorrai investire potrai farlo se usi una banca che ti dà l’accesso ai mercati esteri indicati (e non è comunque detto che siano disponibili tutti). Aggiungo che molti di questi prodotti sono poco capitalizzati e liquidi. Il più diffuso è l’ETC Group Physical Bitcoin domiciliato in Germania, a replica fisica totale, che ha asset per 1.034 milioni di euro ma con ben il 2% di costo di gestione.

 

Sono in molti i lettori interessati al tema bitcoin e criptovalute. Posso solo ricordare che si tratta comunque di uno strumento speculativo più adatto al trading che all’investimento e quindi di limitare l’investimento al massimo a una piccola quota del proprio portafoglio finanziario. Consapevoli della forte volatilità, anche per questo meglio comprare sugli storni dei prezzi.

 

Viste le difficoltà ad accedere agli strumenti finanziari citati per l’investitore italiano, si può acquistare direttamente criptovalute facendo attenzione all’autorizzazione e all’affidabilità dell’intermediario, rivolgendosi ai maggiori maggiori come Binance e Coinbase o fai trading con Revolut che offre anche il supporto per la dichiarazione fiscale. 

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