Btp Italia maggio 2018 - 2026. Come valutarlo


btp italia maggio 2018
Da domani, lunedì 14 maggio, fino a mercoledì 16 maggio, sarà possibile acquistare la nuova emissione del BTp Italia, il titolo di Stato che ha un rendimento legato all’inflazione italiana.

La novità di questo collocamento è la scadenza, allungata fino ad 8 anni rispetto ai precedenti 6. Il titolo offre un rendimento minimo reale dello 0,40% che potrà eventualmente essere aumentato alla fine del collocamento.
Rimangono poi immutate tutte le altre caratteristiche, in particolare il premio fedeltà dello 0,40% e l’azzeramento delle commissioni in fase di collocamento. Il titolo può esser sottoscritto allo sportello oppure tramite i siti di banche e poste. Il codice Isin è IT0005332827.


Confronto con altri Btp

Come al solito, per valutare il nuovo titolo, possiamo iniziare a fare confronti con il Btp di pari durata e gli altri Btp Italia.

Il Btp 1,60% 01/06/2026, Isin IT0005170839, quota oggi poco sopra la pari (100) con un rendimento lordo quindi che si colloca poco sotto il valore cedolare dell’1,60%.

Sottraendo l’attuale valore previsto dell’inflazione a 8 anni (swap 1,22%) ci ritroviamo vicino allo 0,40% reale offerto dal nuovo Btp Italia, anche se si poteva sperare in un premio maggiore.

Per quanto riguarda il confronto con gli altri Btp Italia, possiamo prendere a riferimento quello che scade ad aprile 2024 (quindi 2 anni prima) che offre tra l’altro lo stesso flusso cedolare dello 0,4%. Questo titolo attualmente quota sopra la pari, ben oltre 101, anche se ha perso 1 punto nelle ultime settimane.

Questi confronti ci servono a capire quali strategie è possibile attuare in fase di acquisto o post.
Il rendimento minimo reale è in linea e non particolarmente generoso se confrontato con i Btp e tenendo in considerazione l’attuale inflazione italiana pari allo 0,7%. A oggi servirebbe un’inflazione tra lo 0,8 e lo 0,9% media per renderli convenienti. Si può nel caso attendere e vedere se, anche a fronte delle notizie dal fronte politico, il rendimento dei Btp sul mercato salga o scenda.

Un aumento porterebbe da una parte ad una maggior probabilità di aumento del rendimento minimo di questo Btp Italia. Dall’altro però è facile pensare che questo aumento coprirebbe solo in parte le fluttuazioni sul mercato, rendendo quindi più attraente l’analogo Btp.
Viceversa invece una riduzione dei rendimenti sul mercato ridurrebbe le probabilità di un aumento del rendimento reale minimo, ma al pari renderebbe il titolo più attraente rispetto al mercato.

Come si vede in questo caso vanno viste tutte le implicazioni anche alla luce delle proprie strategie di mercato (in particolare se si è cassettisti o si intende rivendere il titolo prima della scadenza).
A tal proposito, è facile vedere che un confronto con il Btp Italia 2024 porterebbe a pensare che, stante l’attuale situazione, il nuovo titolo quoterà sopra 100 una volta negoziato in Borsa prestandosi quindi ad una veloce speculazione. E’ già successo nei precedenti casi ma molto dipenderà dall’andamento dei tassi di mercato.
Come detto il Btp Italia aprile 2024 ha perso parecchio negli ultimi giorni (non solo per le fluttuazioni di mercato ma anche a causa di chi intende posizionarsi sul nuovo titolo) e nuove tensioni derivanti dalle notizie politiche potrebbero spingere al rialzo lo spread e di conseguenza al ribasso i corsi obbligazionari.



Sottoscrivere il nuovo Btp Italia?

Dalle considerazioni precedenti ognuno può già farsi un’idea. Occorre però anche fare un discorso più generale che si inquadri nelle strategie complessive del tuo portafoglio finanziario.

La ratio della scelta di un titolo legato all’inflazione è soprattutto proteggersi dall’aumento dei prezzi. Il BTp Italia perciò va visto anzitutto come uno strumento di investimento che ha l’obiettivo di proteggere dall’inflazione con una cedola reale garantita e preferibilmente da portare a scadenza.

All’interno di un portafoglio obbligazionario diversificato ci sta avere una quota di titoli indicizzati all’inflazione. I titoli indicizzati all’inflazione sono infatti per un investitore obbligazionario conservativo un’ottima opportunità d’investimento avendo un minor rischio tasso e beneficiando di un eventuale aumento dell’inflazione sopra le attese.

L’inflazione però è ancora particolarmente bassa in questo periodo e rende poco attraenti i titoli indicizzati. A oggi serve un’inflazione tra lo 0,8 e lo 0,9% media per renderli convenienti a scadenza rispetto ai titoli ordinari. La variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (a cui è agganciato il BTp Italia) è a +0,7% su base annua.

L’opportunità di sottoscrivere o meno un titolo legato all’inflazione dipende comunque più dalle aspettative che dall'inflazione attuale. Le più recenti previsioni ufficiali della Banca centrale europea sono per un’inflazione stabile nel 2018 e in lieve aumento nel 2019. Bisognerà poi vedere se l’inflazione italiana correrà di più allineandosi a quella continentale o rimarrà sottotono.


E qui entrano in gioco le previsioni e le opinioni che ognuno può farsi. L’attuale incertezza monetaria e politica può consigliare l’introduzione di titoli inflation linked nel tuo portafoglio finanziario. Tra gli altri motivi ci sono il rialzo delle materie prime (in particolare il petrolio), i timori per i dazi commerciali con le conseguenze sui costi dei beni importati e l’aumento dei tassi Usa.

Non da ultimo, proprio in riferimento a quest’ultimo punto, occorre non sottovalutare il rischio tassi. Quando e se la Bce smetterà di tenere artificialmente bassi i rendimenti dei titoli di Stato, anche i prezzi dei BTp Italia sono destinati a calare. Vero, l’indicizzazione all’inflazione riduce il rischio, ma otto anni sono lunghi.

Valuta quindi la sottoscrizione sulla base delle tue aspettative e anche dell’attuale tuo portafoglio finanziario. Se sei già esposto sui titoli inflation linked, puoi tranquillamente passare.

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1 commenti:

desider ha detto...

Ciao Luca ,tu dici:

“ Bisognerà poi vedere se l’inflazione italiana correrà di più allineandosi a quella continentale o rimarrà sottotono.”

Mi pare di avere letto, che si presume si allinerà nel 2022

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