Obbligazioni zero coupon, funzionamento e fiscalità

Le obbligazioni Zero Coupon sono una tipologia di titoli che, a differenza delle classiche obbligazioni, non prevedono il pagamento di cedole periodiche. Il rendimento è dato unicamente dalla differenza tra il prezzo di rimborso e quello di emissione. Un classico esempio sono i Bot (che però fiscalmente sono trattati differentemente dagli altri titoli zero coupon).

Questi titoli hanno un funzionamento particolare, per cui non è così agevole capirne il rendimento e la fiscalità. Il rischio è di esser tratti in inganno dal prezzo di quotazione ed acquistare questi titoli pensando che la differenza tra prezzo di acquisto e rimborso sia tutta plusvalenza che può essere quindi compensata con minusvalenze pregresse. La differenza invece va suddivisa tra capital gain (o minusvalenze) e quota interessi. Il problema è appunto capire quale sia la quota interessi, per poi definire la plusvalenza (o minus).

Caratteristiche degli Zero Coupon

Gli “Zero Coupon” hanno le seguenti caratteristiche:
  • sono privi di cedole;
  • il prezzo di emissione è a sconto, ossia ad un prezzo inferiore al valore nominale;
  • il prezzo di rimborso solitamente è alla pari (100) ma può essere superiore;
  • l’interesse corrisposto è dato dalla differenza tra il prezzo di rimborso ed il prezzo di emissione (scarto di emissione);
  • la negoziazione dei titoli avviene in modalità “tel quel” (include gli interessi maturati) e il prezzo di mercato è al lordo della ritenuta fiscale (con l’importante eccezione dei BOT)

Il tasso di interesse

Nelle obbligazioni con cedola il tasso di interesse lordo è esplicitato. Nel caso degli Zero Coupon invece occorre calcolarlo. L’interesse è determinato dallo scarto di emissione e matura in regime di capitalizzazione composta. Questa è la formula di calcolo:
rendimento obbligazione zero coupon
Con VR: valore di rimborso , VE: valore di emissione , n: numero dei giorni di durata complessiva del titolo


Se acquisti un’obbligazione di questo tipo sul mercato dovrai considerare che la quotazione è tel quel (vale a dire include gli interessi maturati). In pratica il rateo interessi matura dall’emissione e non si azzera mai, come per le altre obbligazioni, per il pagamento delle cedole.
Come per le altre obbligazioni il prezzo di mercato può differire, a causa dell’andamento dei mercati, dal valore nominale comprensivo di interessi. Possono quindi esistere guadagni o perdite in conto capitale (plusvalenze o minusvalenze).


L’imposizione fiscale sugli interessi è in relazione al tempo. In caso di negoziazione ogni controparte paga le imposte che gli competono. Nello specifico, il venditore riconosce all’acquirente le imposte di propria spettanza, che vengono detratte dal controvalore di acquisto.
Ad esempio: se acquisto un titolo a 75 euro e la quota di interesse maturata alla data di valuta è 10, le imposte di mia spettanza sono 2,6 euro (10 x 26%) e pertanto il controvalore di vendita sarà di
72,4 euro (75 – 2,6).

In tal modo alla scadenza si pagheranno le imposte su tutti gli interessi maturati (cosiddetto disaggio di emissione).

Il prezzo fiscale

Il primo passo da fare nel valutare l’acquisto di questi titoli è calcolare il “prezzo fiscale” cioè il montante comprensivo del prezzo di emissione e della parte di interessi già maturata. Questa è la base necessaria per determinare sia l’imposta sostitutiva (come abbiamo visto nell’esempio precedente) che l’eventuale capital gain. Una volta calcolato il tasso di rendimento all’emissione (vedi formula precedente), il prezzo fiscale si calcola come segue:

prezzo fiscale obbligazione

PF: prezzo fiscale, VE: valore di emissione , r: tasso di rendimentodell’obbligazione , n: numero dei giorni fra l’emissione e la data dell’operazione.

Esempio di calcolo di interessi e plusvalenze

Acquistiamo al prezzo di 54,15 un titolo zero coupon emesso 2.495 giorni prima a 28,75 che rimborserà 100 a scadenza (durata complessiva di 20 anni pari a 7.305 giorni)

Il tasso di interesse dell’obbligazione è:
interessi zero coupon

Calcoliamo il prezzo fiscale (PF):
plusvalenza zero coupon


La quota interessi maturata è quindi pari a 15,27 (44,02 – 28,75). Su questo, come già indicato in precedenza, il venditore sconterà all’acquirente il prezzo della ritenuta (l’obbligazione verrà quindi pagata 50,18 pari alla quotazione di 54,15 – ritenuta su interessi maturati di 3,97). Così facendo non si devono ogni volta contare i giorni di possesso, alla scadenza il detentore pagherà tutta la ritenuta sulla quota interessi (disaggio).

La differenza fra il prezzo di acquisto (54,15) e il prezzo fiscale (44,02) rappresenta la plusvalenza per il venditore. Il venditore quindi si intascherà la quota interessi di sua spettanza al netto della ritenuta fiscale e la quota di capital gain su cui ovviamente pagherà poi la dovuta imposta (o potrà dedurla da minusvalenze pregresse).

L’acquirente potrà portare a scadenza il titolo o venderlo prima sul mercato. Qualora porti a scadenza il titolo, come detto pagherà tutta l’imposta sul disaggio maturato dall’emissione (avendo avuto tale quota scontata al momento dell’acquisto). E, nel nostro esempio, maturerà la minusvalenza di 10,13 generata dalla differenza fra prezzo fiscale e prezzo di mercato delle due operazioni:
  1. acquisto: 54,15 – 44,02
  2. rimborso: 100 - 100

Supponiamo invece che l’acquirente rivenda il titolo prima della scadenza ad un prezzo di mercato pari a 67,05 con un prezzo fiscale di 53,85. In totale avrà maturato una plusvalenza di 3,07 pari alla differenza del capital gain ottenuto:
  1.  alla vendita (67,05 – 53,85) 
  2. e all’acquisto (54,15 – 44,02).

In sintesi la quotazione di un titolo zero coupon è sempre tel quel, include quindi oltre alle normali fluttuazioni dovute al mercato, gli interessi maturati dall’emissione. Devi quindi saper calcolare il prezzo fiscale per capire se l’operazione ti genererà una potenziale plusvalenza a scadenza. Il rischio è di erroneamente considerare tutta la differenza fra valore di acquisto e futura vendita (o rimborso) come plusvalenza. 

Vedere quello che succede per le obbligazioni ordinarie ci può aiutare a capire che in realtà con la situazione attuale di mercato è invece più probabile portarsi a casa minusvalenze.
Se oggi acquisti un'obbligazione ordinaria sul mercato facilmente l'acquisterai ad un prezzo sopra la pari (sopra 100). Questo perché i bassi tassi di interesse di mercato hanno fatto salire le quotazioni dei titoli. A scadenza riceverai 100 realizzando quindi una minusvalenza.
Allo stesso modo è facile che la quotazione degli zero coupon sia superiore al prezzo fiscale (per fare un parallelo, è come se stessi acquistando sopra la pari), per cui anche in questi casi a scadenza ricaverai una minusvalenza.

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2 commenti:

Esterina ha detto...

Grazie, un argomenti complicato, ma da tenere assolutamente in considerazione.

Vorrei proporre un argomento per un possibile prossimo approfondimento: come gestire le minusvalenze da ETF. Grazie

desider ha detto...

Grazie Luca, non è semplicissimo da capire ma ci si può arrivare a fare il calcolo.
Ho un titolo ZC in portafoglio il IT0001308508 e mi sono stati restituiti 1.302,00€ di ritenuta disagio che  il venditore mi ha scontato quando ho preso il titolo “ il prezzo della ritenuta disagio”
Il resto cerco di studiarlo nei prossimi giorni. :-) Credo che sono pochissime persona che sanno esattamente come funzionano e titoli cosi non sono rari sul mercato.
Almeno ora ho una idea più chiara della fiscalità e di come è possibile calcolare il capiatal gain in caso di vendita o se genera minus.

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