Perché tenere i soldi sul conto corrente?

Le statistiche sui patrimoni finanziari detenuti dagli italiani evidenziano l'alta presenza di liquidità, vale a dire soldi parcheggiati su conti correnti (spesso a tasso zero), conti deposito etc.

investire a breve in Italia


Dal «Global Investor Pulse», il sondaggio internazionale realizzato da BlackRock, emerge come l'italiano si senta insicuro e in difficoltà quando si tratta di investimenti. Solo il 31% degli italiani infatti mostra fiducia nell'investire con un profilo di medio-lungo termine. E ben il 77% degli italiani non intende investire la liquidità risparmiata.


Le motivazioni? Al 54% il risparmio viene visto come riserva di sicurezza per sostenere le spese presenti e soprattutto quelle future, per affrontare eventuali emergenze. Il 23% invece attende occasioni che per ora ritiene non ci siano. Ed effettivamente mai come oggi è difficile investire. Sono venuti meno i classici prodotti sicuri (Bot, Btp, buoni fruttiferi) che da tempo offrono rendimenti striminziti (se non negativi).

A frenare gli investimenti degli italiani c'è anche la paura di perdere  il capitale, paura che ovviamente fa evitare investimenti più rischiosi come le azioni.
Non c'è dubbio poi che le difficoltà nell’affrontare gli investimenti sono dovute pure alle scarse conoscenze finanziarie di base.

C'è però un altro dato che fa riflettere. Il 29% degli italiani si fa supportare da professionisti, la percentuale più alta d’Europa. In Italia è il canale bancario a farla da padrone, seguito dalle reti di promotori. Il problema è che la consulenza in questi casi è spesso interessata e pure di scarsa qualità (almeno quella in banca). 

E' male tenere i soldi liquidi?


Guarda caso leggendo gli inserti economici dei due principali quotidiani nazionali, emerge una evidente critica a questo allocamento dei risparmi degli italiani. Il messaggio è chiaro: la liquidità è un male. Concetto che può esser anche vero, seppure andrebbe contestualizzato al patrimonio e alle esigenze del risparmiatore.
Ma in questi casi nasconde un consiglio interessato teso a spingere i risparmi degli italiani verso altri lidi. Non a caso l'altro mantra che passa dai giornali è "no al fai-da-te", occorre farsi aiutare da un consulente (e fin qui nulla di male). E quindi ecco come atto finale il consiglio dei fondi di investimento ideali o una classifica dei migliori fondi che investono su un determinato mercato.

Non c’è dubbio che, per chi ha un’adeguata preparazione e un buon profilo finanziario, in questo momento siano da valutare investimenti più rischiosi come le azioni, le obbligazioni in valuta, gli Etf e i certificati. Ma per l'investitore prudente, nel contesto attutale, ci sono valide alternative alla liquidità?

Nel prossimo articolo approfondirò le varie alternative e darò risposte alle domande di questo articolo. 

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

Credo che una tra le risposte, come hai ben evidenziato in un passaggio dell'articolo, sia nel fatto che e' molto difficile poter contare su consulenti con la C maiuscola, che poi nel caso delle banche sono molto interessati a vendere i loro prodotti per intascare le commissioni che derivano da queste allocazioni.C'e' poi il problema della scarsa cultura finanziaria appesantito dal fatto che i vergognosi balzelli introdotti dagli ultimi governi cattocomunisti su quei strumenti come i conti deposito, hanno ristretto ancora di piu' la platea degli strumenti di risparmio.

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