Dove investire nel breve termine

Nel precendente articolo abbiamo visto come gli italiani detengano la maggioranza del proprio patrimonio finanziario sui conti correnti, sui depositi o in altre forme di liquidità.


Rendimenti nulli, incertezza economica, mancanza di consulenza indipendente, scarsa educazione finanziaria, sono tutte spiegazioni del fenomeno.


Ma è così sbagliato, come vorrebbero farci credere giornali, banche e società di gestione, detenere oggi liquidità?

Una risposta specifica può essere data solo sulla base del proprio orizzonte temporale e avversione al rischio. Si possono comunque trarre delle conclusioni generali valide per la maggior parte degli investitori.

Chi ha un’adeguata preparazione finanziaria e/o un orrizzonte temporale medio-lungo, dovrebbe guardare all'investimento azionario, quanto meno tramite fondi pensione o Etf che consentono di ridurre i costi e diversificare il rischio (e ottenere benefici fiscali nel caso dei fondi pensione).

Ma per un pensionato, chi sta risparmiando per acquistare la casa,  o chi è totalmente avverso al rischio tanto da non dormire la notte anche per 100 euro di perdita, la liqudità, nelle sue varie forme, rimane una buona opzione. E una quota di liquidità rimane in questo periodo una scelta oculata anche per chi opera in strumenti più rischiosi.

Non a caso però ho scritto "varie forme" perché ci sono varie possibilità di investire a breve termine, ottenendo anche discreti rendimenti (paragonati ovviamente a quello che oggi offre il mercato). Liquidità insomma non vuol dire lasciare i soldi sul conto corrente a tasso zero!


Le alternative di investimento

Iniziamo dalle obbligazioni a breve termine. Vi rientrano i Bot a 6 o 12 mesi e più in generale tutte le obbligazioni, a partire dai Btp, che scadono entro un anno. Inutile però dire che tali titoli offrono tutti rendimenti negativi, a volte pure al lordo di bollo  e commissioni d'acquisto.
Quando scadranno tra sei o dodici mesi avrai meno di quanto hai investito oggi. La conclusione à scontata: niente bond.

Allo stesso modo non vale la pena puntare a Etf o fondi liquidità che hanno anch'essi rendimenti negativi. Non sorprende, dopo tutto questi prodotti investono in bond di brevissima durata.


Fino a qualche anno fa per il risparmiatore italiano i Btp erano il porto sicuro per definizione. Ma anche se vogliamo considerarli sicuri, pur andando ben oltre il breve termine, non vale la pena al momento acquistare Btp. I rendimenti sono bassi ed è alto il rischio di futuri rialzi dei tassi che ne possano compromettere le quotazioni. Nel caso è più opportuno valutare qualche Btp Italia a media-lunga scadenza che per lo meno protegge dal rischio inflazione (oggi a valori più normali) ed è meno volatile all'andamento di tassi e mercato.

Il risparmio postale è un altro classico porto franco dei piccoli risparmiatori nazionali. Ma anche in questo caso, l'acquisto non vale la pena.  In promozione troviamo dei buoni fruttiferi postali a 3 anni con rendimento lordo dello 0,70% annuo, il libretto di risparmio postale  (Offerta Supersmart) offre lo 0,40% o lo 0,55% (durate di 360 e 540 giorni).

Considerando che a fine anno potrebbe cambiare la politica espansiva della BCE, in presenza di tassi in leggero aumento nel medio termine (dal 2019?), un’opzione per investire la liquidità potrebbe essere puntare su  obbligazioni a tasso variabile in euro (anche tramite Etf). I costi annui sono bassi (se comprati online) ma le speranze di rendimenti rimangonono modeste, con il rischio che l'aumento dei tassi tardi ad arrivare.
Al momento credo sia ancora prematuro, ma in autunno, quanto sarà più chiara la politica monetaria della BCE, si potrà capire se è giunta l'ora di valutarli.
Per chi volesse approfondire, segnalo Unicredit Tv Call Sub 03mg25 (Isin IT0005087116) - Unicredit-Fix Float 30gn23 (Isin IT0005199267) - Banco Bpm Fix Float Cap 29ge21 (Isin IT0005158677) – Unicredit Fix Float 31ag24 (Isin IT0005204406) e Imi Fix Float (Isin IT0005246902). Attenzione che sono indicizzati all'Euribor, ora negativo.

Infine ci sono i conti deposito, ormai l'ancora di sicurezza di molti piccoli risparmiatori. Gli dedico quindi un paragrafo finale.

Con qualche rischio in più

Investire la liquidità con un po’ di azzardo in più è l’alternativa che offrono i fondi bilanciati in euro, ovvero quelli che consentono di accedere assieme ai mercati azionari e obbligazionari, diversificando il portafoglio e riducendo il rischio potenziale.  I costi sono più alti e ovviamente anche i rischi.
Dal sito della Borsa italiana, nella categoria fondi, puoi vederne una panoramica (in alternativa sul sito di MorningStar). Devo dire che comunque non mi entusiasmano.

Mi piace di più un'alternativa fai-da-te. Costruire un portafoglio investito prevalentemente in liquidità (80% per esempio) tra  conto deposito e alternative citate,  e la restante quota su un Etf azionario mondiale (senza rischio cambio) o europeo a bassa volatilità come l’iShares Edge Msci Europe Minimum Volatility (Isin IE00B86MWN23).


I conti deposito


I conti deposito sono ancora oggi l'alternativa migliore se la tua necessità è parcheggiare i tuoi soldi per un breve periodo. Con un conto deposito hai il capitale tutelato dal Fondo di tutela interbancario (fino a 100.000 euro a intestatario, anche se questo non ti deve spingere a scelte troppo azzardate) e ottieni rendimenti superiori a buoni postali, obbligazioni, etf o fondi a breve.

I rendimenti purtroppo sono ancora in discesa.Tra le proposte a 1 anno segnalo Rendimax di Banca Ifis con interessi posticipati a 1,3%  o ContosuIBL 1,55%. L'alternativa sono i depositi liberi come Time Deposit di Santander all'1,15%.

In alternativa segnalo la promozione per chi apre un nuovo conto corrente Widiba : tasso di interesse dell’1,5% lordo per 6 mesi. E se trasferisci il tuo attuale conto con la loro procedura di trasferimento entro il 30 novembre, il rendimento sale al 2%.

Un consiglio. Al momento, in attesa di capire l'evoluzione della politica BCE di fine anno, non vincolerei oltre i 18 mesi. Si rischia di perdere un futuro aumento dei tassi.

Conclusioni


La liquidità in se non è quindi una scelta sbagliata. E' sbagliato semmai lasciare i soldi su strumenti a tasso zero e magari pure con spese, come i conti correnti delle banche tradizionali.

In un contesto di deflazione era più semplice gestire la liquidità, ma il ritorno dell’inflazione anche in Italia (+1,1% a luglio) rende il tutto più complicato senza dimenticare i costi. 
Per mantenere il potere di acquisto del tuo patrimonio finanziario, in uno scenario di ripresa dell’inflazione, non ci sono molte alternative. Qualsiasi orizzonte temporale a uno o tre anni ad esempio richiede l’assunzione di rischi. Chi non vuole prendersi rischi (ovviamente poi l'investimento a zero rischio non esiste) deve ancora puntare sui conti di deposito o le promozioni sui conti correnti.

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie mille per i suggerimenti. Posso chiedere un consiglio? Ho una somma di 10.000 euro appoggiati sulla carta deursche bank easy, come una specie di salvadanaio. Mi consigli nel caso di investirli tutti in un conto deposito o solo una parte? E quanto sarebbero i tassi netti? Grazie ancora

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