Dove investire nel 2015–azioni

Il 2015 si apre con attese positive sui mercati azionari, e molti sono pronti a scommettere in particolare sull’Europa, soprattutto dopo il deludente 2014 con performance quasi sempre modeste se non negative.

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Entriamo più in dettaglio sulle previsioni 2015 per i mercati azionari dividendo il discorso sulle tre macroaree:

  1. Europa
  2. America
  3. Paesi emergenti

Azioni Europa

La maggioranza degli analisti si mostra ottimista sulle Borse europee. Questo è il frutto di alcune valutazioni generali macroeconomiche che abbiamo già visto (euro e petrolio) ma anche del semplice fatto che nel 2014 complessivamente le Borse europee sono rimaste al palo. Per la stessa ragione la Borsa italiana e spagnola attirano le maggiori attenzioni.

Abbiamo già visto nell’articolo sulle opportunità e rischi di investire nel 2015, come l’Europa potrà godere quest’anno di importanti fattori positivi, in particolare la svalutazione dell’euro e il crollo dei prezzi del petrolio. Due fattori che se si manterranno costanti nel corso dell’anno, potranno da soli portare un +1% potenziale di Pil.

Ma ovviamente anche in questo caso a fare la differenza sui mercati saranno le decisioni della Banca centrale europea, oltre che possibili problemi per il voto in Grecia.

Valutando gli elementi positivi, saranno le società del settore industriale ad essere favorite beneficiando dei minori costi energetici e spesso della svalutazione dell’euro (per le imprese più orientate all’export).
Ovviamente il calo del petrolio favorisce anche le aziende collegate ai trasporti come per es. le compagnie aeree o il settore automobilistico, ma ampliando l’orizzonte anche a tutto il settore legato a viaggi e vacanze.
Il settore bancario rimane il migliore in ottica speculativa. Nel bene o nel male sarà quello con maggiore volatilità anche quest’anno.

Opportunità: La debolezza dell’euro e il calo dei prezzi dell’energia potrebbero spingere al rialzo utili aziendali e performance in Europa. A questo si aggiunge l'appena annunciato Quantitative Easing della BCE che dovrebbe aiutare la ripresa sia direttamente con maggiore liquidità nel sistema economico, sia indirettamente svalutando l'euro.

Rischi: L’incertezza politica, in Grecia e non solo, è uno dei fattori di instabilità più rilevanti.

Azioni Usa

A differenza delle borse europee, quelle americane sono ai massimi storici. Ma mentre l’economia europea ristagna, quella statunitense ha già dato buoni segnali di ripresa, con un boom a fine 2014.

Qualcuno parla di pericolo bolla che potrebbe scoppiare non appena la Fed alzerà i tassi (probabilmente verso metà anno) ma al momento il trend è crescente e i fondamentali sostengono le quotazioni. E’ quindi del tutto prematuro uscire dalle Borse Usa. Chi invece non vi ha ancora investito potrebbe entrare con una piccola quota. Mentre in Europa ci sono tanti se, l’America ha tutto per essere ancora l’economia più dinamica di questo decennio.

Ovvio che è un mondo rischioso e l’unica strategia da seguire è sempre diversificare e cercare di non preoccuparsi troppo delle notizie.

Azioni emergenti

Anche il 2014 si è chiuso con il segno meno per l’indice dei mercati emergenti. Ma oggi più che mai ha poco senso parlare di emerging markets come se fossero un blocco monolitico

Le economie che appartengono ai BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) non sono mai state così diverse. Lo conferma la performance dei rispettivi indici azionari: mentre le borse di Cina e India sono cresciute vertiginosamente riprendendosi dalle perdite, quella brasiliana è calata mentre quella
russa è crollata.
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Nel 2015 sui sui mercati azionari emergenti si dovrà essere cauti in quanto pesano a sfavore l’aumento dei tassi e un dollaro più forte.

Inoltre bisognerà, come dimostrano i dati, fare opportune differenziazioni. La a Cina sta rallentando (il ritmo di crescita) ma in modo contenuto e controllato. L’India sembra aver imboccato la strada giusta mentre il  Brasile non dà segnali positivi.  La Russia è una scommessa, è ormai in recessione e paga la caduta dei prezzi di petrolio e materie prime oltre alle sanzioni economiche per la vicenda Ucraina. Ma potrebbe diventare un’opportunità nel corso dell’anno, così come altri importanti mercati quali Turchia e Sud Africa, e soprattutto il Messico che potrebbe avvantaggiarsi da dollaro e petrolio.


Come si vede c'è un ottimismo moderato ma deciso su quasi tutte le Borse mondiali. I mercati azionari sono ovviamente più volatili per natura rispetto a quelli obbligazionari. Ed è probabile che anche quest'anno lo siano di più della media. D'altronde visto i rendimenti delle obbligazioni, ormai in molti cercano alternative. E l'ottimismo degli analisti deriva anche da questo fattore, ossia lo spostamento di capitali dalle obbligazioni alle azioni. Se non sei esperto di azioni, investi tramite ETF che replicano l'indice della Borsa o dell'area geografica di tua scelta. 

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