La nuova tassazione degli ETF

tasse etfGli ETF sono strumenti di investimento che presentano molti vantaggi per il piccolo risparmiatore: consentono facilmente di diversificare il portafoglio finanziario, offrono la possibilità di investire a basso costo su ogni mercato e su qualsiasi attività finanziaria sottostante (azioni, obbligazioni, materie prime etc.), addebitano bassi costi di gestione ben inferiori rispetto ai “cugini” fondi di investimento, sono facilmente negoziabili come le azioni.

Paradossalmente però questo strumento finanziario è stato (ed è ancora) bistrattato dalla normativa fiscale italiana, con un sistema di tassazione complicato e talmente iniquo da arrivare all’assurdo di poter pagare una tassa pur avendo chiuso l’operazione complessivamente in perdita.

Come sono tassati gli ETF?

Nonostante l’assurdità della tassazione degli Etf sia stata dichiarata più volte da tutte le istituzioni finanziarie, non si è mai arrivati nemmeno vicini ad un suo cambiamento. Per fortuna, grazie recepimento di una direttiva europea (AIFM), a  partire dallo scorso 9 aprile 2014 con il Decreto Legislativo n. 44 è stata finalmente cambiata la modalità di tassare questi strumenti finanziari.

In sostanza ora gli ETF saranno tassati come i fondi comuni di investimento. Al momento del disinvestimento si calcola semplicemente la differenza fra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto (in caso di più acquisti, il prezzo di acquisto è calcolato come "prezzo medio ponderato", ovvero sulla base dei prezzi di acquisto realizzati sul mercato e ponderati per le quantità) indipendentemente quindi  dal valore del NAV dell’ETF:
  • l’eventuale differenza positiva rappresenta un guadagno tassato come reddito da capitale  (es. gli interessi e i dividendi)
  • l’eventuale differenza negativa rappresenta una perdita come reddito diverso, e quindi una minusvalenza che potrà poi essere compensata con future plusvalenze.

La mia opinione

minusvalenze etfLa nuova normativa ha il vantaggio di rendere indubbiamente più semplice il calcolo della tassazione sugli ETF. Rimane però l’iniquità del mantenere non compensabili le minusvalenze con le plusvalenze sul medesimo strumento, un’assurdità già presente sui fondi di investimento.

In tal modo per il risparmiatore (specie se investe esclusivamente o prevalentemente in fondi) è più alto il rischio di non riuscire a compensare le minusvalenze entro i tempi previsti, e quindi pagare sostanzialmente un’imposta maggiore.

Come ho già scritto in precedenza,  in occasione dell’’aumento dell’aliquota di imposta sulle rendite finanziarie, questo è un altro modo (insieme al bollo) per nascondere la reale tassazione sui redditi da risparmio, che è ben maggiore di quella dichiarata.

La via più semplice, oltre che più equa, è quella di consentire all’investitore di:
  1. calcolare facilmente le imposte dovute
  2. pagare le tasse solo sull'effettivoguadagno dei propri investimenti.
Investo in 10 strumenti, faccio la somma di utili e perdite e se sono in utile pago la mia imposta, se sono in perdita potrò compensarla negli anni a venire (senza limiti di tempo).
Questo è il sistema in atto in tutti i paesi civili. I bolli, i sistemi di tassazione diversi in base allo strumento finanziario e i limiti temporali per recuperare le minusvalenze, sono tutti inutili mezzucci da azzeccagarbugli.

Aumento imposte sugli ETF e Fondi

Visto che da oggi (1° luglio) è operativo l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, preciso che anche gli Etf subiranno l’aumento della ritenuta fiscale dal 20 al 26%, ma solo in parte.

Gli ETF sono infatti fondi contenitori di altri investimenti, per cui seguono la tassazione dei prodotti inclusi nel fondo (lo stesso sistema vale per i fondi comuni di investimento, le Sicav, le polizze vita e le gestioni patrimoniali). Per cui la componente investita in titoli di Stato era e sarà tassata  al 12,5%.

Per esempio mediamente gli Etf obbligazionari di Area Euro o Usa sono investiti al 75% in titoli di stato o altri strumenti tassati al 12,5%. Quindi i proventi saranno tassati mediamente al (12,5*75/100)+(26*25/100) = 15,87%.

La quota percentuale di presenza di titoli con aliquota al 12,5% scende al 45% per gli obbligazionari internazionali ed è quasi assente per gli azionari per i quali la tassazione si avvicinerà quindi al 26%.

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

ma quali etf, azioni, btp, etc

oggi con gli interessi che danno e la tassazione al 26%, più la patrimoniale allo 0,2% e la tobin tax, conviene non investire proprio e lasciare sti sciacalli al governo in mutande!

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