Dove investire nel 2014–le azioni

dove investire 2014 azioniA detta di molti analisti finanziari il 2014 sarà l’anno dell’azionario, più che dell’obbligazionario.  
Come sempre le previsioni sono fatte per essere smentite e quindi vanno sempre prese come tali.

E’ però vero che la situazione macroeconomica è caratterizzata dalle politiche monetarie espansive delle principali Banche Centrali che hanno ridotto i tassi di interesse, situazione che comporta un rischio più elevato sulle obbligazioni rispetto alle azioni. D’altro canto la crescita dell’economia (e quindi degli utili societari)  risulta ancora incerta o comunque moderata.

Ma in questo scenario è corretto aumentare, per chi può e se la sente, la componente azionaria. E’ infatti proprio in un quadro di incertezza che occorre diversificare aprendosi anche al mercato azionario.

Un investitore con un’ottica di medio-lungo periodo dovrebbe avere una quota in azioni, soprattutto ora che i mercati obbligazionari offrono poco, e le attese di futuri aumenti dei tassi spostano l’attenzione sull’azionario.

Rispetto alle obbligazioni le azioni sono più volatili e rischiose (per questo non sono per tutti), ma offrono potenziali di guadagno superiori. Inoltre se ben bilanciate consentono di ridurre il rischio complessivo del portafoglio.

Come investire sulle azioni?

Per il singolo investitore è sconsigliabile (salvo abbia tempo e competenze per seguire con frequenza i mercati finanziari) investire in singoli titoli.  Così facendo infatti difficilmente riuscirebbe ad acquistare un numero di titoli tale da diversificare l’investimento. Infatti, salvo si disponga di grossi capitali, suddividere il patrimonio su più società azionarie non fa altro che aumentare il costo delle commissioni bancarie.

Etf e Fondi di investimento

Come può quindi il piccolo risparmiatore entrare nel mercato azionario diversificando?  La soluzione sono i prodotti del risparmio gestito: i fondi di investimento o gli ETF (fondi passivi).
Questi fondi investono il denaro raccolto diversificando opportunamente nel mercato di riferimento. Per esempio un fondo azionario americano investirà in azioni statunitensi.

Un fondo di investimento adotta una strategia di gestione attiva per cui le azioni sono scelte puntualmente da un gestore. Un ETF invece si limita a replicare i titoli che compongono un particolare indice (per esempio il Ftse Mib di Milano).

Personalmente ritengo che mediamente, su mercati maturi e più efficienti come quello europeo o americano, un ETF sia preferibile ai fondi (costi inferiori e rendimenti mediamente anche superiori ai fondi, come testimoniano da anni le analisi di Mediobanca o del Sole Plus).

Per i mercati emergenti invece il ruolo di un bravo gestore attivo (di fondi di investimento) può fare la differenza.  Sul sito di Morning Star puoi trovare alcuni confronti fra i fondi che operano su questi mercati.

Inizia a prendere confidenza con queste classifiche e tabelle. Morning Star giudica i vari fondi con il classico sistema delle stelle (massimo 5 stelle). Il loro giudizio ovviamente non basta per la scelta, anche se ti permette di scremare subito una serie di prodotti.

Il giudizio infatti si basa su:
  • risultati storici: è vero che i risultati del passato non sono garanzia per il futuro. Ma ovviamente sono un buon punto di partenza. Il confronto va fatto fra fondi della stessa categoria: es. azionari Usa
  • profondità e stabilità dei dati: è evidente che giudicare solo in base all’ultimo anno è relativo. I risultati vanno valutati su un arco temporale più lungo, e  conta anche la stabilità (o regolarità) di questi risultati (sempre confrontandoli con i concorrenti della medesima categoria)
Nella scelta degli ETF invece ricorda di valutare la liquidità (volumi scambiati). Questi fondi sono quotati come delle azioni. Un ETF poco liquido (con pochi volumi di scambio) sarà più difficile da vendere senza rimetterci sul prezzo.  Trovi tutte le informazioni sul sito della Borsa Italiana (anche qui prendi confidenza con le varie sezioni dedicate agli ETF).

Infine considera i costi, per entrambi i prodotti sintetizzati dall’indice TER, che vedrai riportato nelle varie schede. Gli ETF, avendo una gestione passiva e quindi non richiedendo un gestore, hanno costi inferiori. 

Nel prossimo articolo vedremo una panoramica delle prospettive dei principali mercati azionari: europeo, americano, emergenti etc. Un consiglio te lo do fin da ora: evita il cosiddetto “domestic bias” vale a dire l’errore di investire solo, o prevalentemente, sulle azioni italiane in quanto sono quelle che conosci di nome.  Con gli ETF poi ti sarà semplice diversificare sui mercati europei.

Al prossimo articolo, nel frattempo ti ricordo:

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7 commenti:

Anonimo ha detto...

Interessante investire oggi in azioni proprio quando tutti gli indici hanno recuperato il valore di 5 o 6 anni fa! Forte! Questa è la via migkiire per perdere tutto in 1 massimo 2 anni.
Magari in consiglio di investire in azionario o ETF andava dato 5 anni fa. Oggi tutti avrebbero guadagnato il 100%.
Questo articolo è deleterio se devi investire.

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

forse ti sei perso alcuni passaggi nell'articolo tipo "diversificare", "ottica di medio-lungo termine" etc.
Al di là della prudenza il mercato azionario non è per tutti ma in questo momento è quello con migliori prospettive. E non è nemmeno vero che sia ai massimi di 5-6 anni in termini nominali, figuriamoci reali. E anche fosse non è un motivo per dire che è ai massimi assoluti.

Se uno investiva 5 anni fa non è detto che oggi non sia ancora in perdita. Per il resto ti consiglio di evitare l'estremismo di ragionare per frasi fatte e e magari motivare le tue dichiarazioni indicando qualche alternativa.

Anonimo ha detto...

Buongiorno,
saprebbe darmi il nome di qualche buon titolo azionario quotato sulla borsa italiana che si occupa di energie rinnovabili?

Io penso che le energie rinnovabili in futuro, ripagheranno gli investitori.

Cosa ne pensa lei a riguardo?

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

Ci sono diverse società che operano nelle rinnovabili: Alerion, Enel Green Power, Falck Renewables, Enertronica, Te Wind, Terni Energia e in generale tutti i principali produttori - distributori di energia.

Il settore comunque è ormai maturo (tecnologia diffusa) e assimilabile a quello delle utilities (produttori di energia).
Per questo vanno analizzate le singole società in quanto molte sono campate grazie agli incentivi statagli che hanno drogato il settore.

Per esempio Sorgenia che ora sta ristrutturando il debito con le banche per evitare il fallimento.

Anonimo ha detto...

Grazie Luca Gentilissimo, serio e professionale come sempre!
Da una prima anlisi, enel green power sembrerebbe essere proprio la migliore, sia per gli investimenti fatti che sta compiendo sia per i bilanci.

Tu dici che il settore è comunque ormai maturo, quindi in quale settore consiglieresti?
Grazie ancora per il tuo prezioso contributo!

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

quando dico che il settore è maturo non vuol dire che non abbia ancora ottime possibilità di crescita, anzi.
Semplicemente che ora è meglio selezionare perché non si può più pensare che tutto cresca.

In generale penso che l'eolico abbia maggiori possibilità del solare. E comunque ti consiglio di non focalizzarti solo sull'Italia.

ps. c'era un articolo sul settore proprio sull'ultimo numero di Milano Finanza uscito sabato, dovresti ancora trovarlo in edicola

Anonimo ha detto...

Buongiorno
volevo un consiglio per un investimento su fondi azionari. Stò guardando con interesse quelli di specifiche aree (Europa, Italia, USA, Spagna, Germania..) e di settori (biotecnologia, salute) e obbligazini High yeld. Mi può dare qualche consiglio personale anche sulla ripartizione? Vorrei investire 10mila euro, non ho mia fatto fondi prima d'ora, il mio livello di rischio è del 30%, grazie
Saluti

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