I controlli del Fisco sui conti correnti e i patrimoni

controllo fisco conti correntiCome abbondantemente riportato dai giornali, da oggi lunedì 24 giugno 2013, il Fisco potrà accedere su richiesta ai dati dei conti correnti bancari e postali.

Questo è solo il primo passo di un percorso che porterà alla creazione di un’estesa banca dati (Serpico) su tutti i saldi e i movimenti dei conti correnti e dei patrimoni degli italiani.

Cosa verrà comunicato al Fisco

Finora all’Erario venivano comunicati solo i nomi e i codici  fiscali di coloro che aprivano rapporti presso banche, SGR, assicurazioni o SIM. Per accedere e visionare il contenuto di questi rapporti il Fisco doveva avere un’autorizzazione concessa in genere a fronte di un’indagine specifica.

Da oggi il Fisco potrà accedere ai dati bancari, assicurativi e finanziari di tutti i contribuenti: lo farà sempre su esplicita richiesta,  se il sistema segnala scostamenti tra entrate e uscite.  Per esempio se sostengo delle spese elevate a fronte di un reddito dichiarato inferiore.  Saranno controllate tutte le operazioni bancarie: bonifici, assegni, movimenti delle carte di credito e prepagate, accessi alle cassette di sicurezza, acquisti di azioni,obbligazioni, strumenti finanziari e anche di oro.

Il Fisco si concentrerà sulle operazioni  superiori a 1.000€  indagando ulteriormente in caso di comportamenti sospetti. Sono esclusi dai controlli i conti scudati dall’estero rimpatriati qualche anno fa.

Ma come farà il Fisco a sapere che ci sono scostamenti tra entrate e uscite?  L'’Erario costruirà un vero database di tutti i conti correnti e rapporti finanziari degli italiani. Entro il 31 ottobre di quest’anno ogni operatore finanziario, a partire dalle banche, dovrà comunicare le informazioni relative alle diverse tipologie di rapporti attivi nel 2011; entro il 31 marzo 2014 quelle del 2012, poi si entrerà a regime ed entro il 20 aprile di ogni anno saranno inviati i dati al 31 dicembre precedente. 

Questi dati comprenderanno le movimentazioni e i saldi di inizio e fine anno di ogni rapporto finanziario. In caso di dati anomali il Fisco procederà poi a richiedere i dati di dettaglio.
La banca dati servirà quindi anzitutto per selezionare i soggetti a rischio evasione e formare liste di contribuenti da sottoporre all'accertamento sintetico.

Cosa fareper evitare problemi

I dati finanziari raccolti saranno incrociati con le dichiarazioni fiscali e se non coerenti scatterà la richiesta di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.  Un algoritmo non può mai funzionare perfettamente, per cui potrebbero finire tutti in questa situazione, non solo gli evasori. Il rischio c’è soprattutto in caso di grosse spese o entrate: es. acquisto dell’auto o della casa.

Spetta al contribuente spiegare il perché di uscite ed entrate, ed in caso di risposte ritenute non soddisfacenti partirà l’avviso di accertamento.

Per tale ragione i tributaristi e commercialisti consigliano di:
  1. non buttare via niente:  scontrini, fatture, ricevute, qualsiasi cosa serva a giustificare entrate ed uscite di denaro (almeno quelle rilevanti, in genere superiori ai mille euro);
  2. redigere una documentazione per ogni operazione (per esempio in caso di prestiti tra privati fare una scrittura privata che con data certa dichiari il prestito).
Come detto in caso di risposte non soddisfacenti, partirà l’avviso di accertamento. Si può scegliere di patteggiare pagando il 40% del presunto dovuto (per importi inferiori a 20mila euro), o fare richiesta di accertamento con adesione (procedimento che consente al contribuente di portare nuove prove) o affidarsi al giudizio delle Commissioni tributarie.

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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Luca, scusa se l'argomento non è proprio attinente, vorrei chiederti (se è possibile) alcuni chiarimenti:
1) gli interessi dei conti deposito e dei buoni postali vanno dichiarati nel modello 730? Qualcuno mi ha detto di no, però leggendo le istruzioni del rigo D2 mi è venuto qualche dubbio...
2) Nella richiesta di assegni familiari, dalle istruzioni mi sembra che gli interessi vanno indicati. In tal caso avrei i seguenti problemi:
a) per i conti deposito come Youbanking, che danno gli interessi in anticipo (salvo a riprenderseli in caso di estinzione anticipata del vincolo), gli interessi vanno considerati per l'anno in cui si fa il vincolo o per l'anno in cui scade?
b) per i buoni postali (esempio 18 mesi o inflazione), visto che durano più di un anno, gli interessi si considerano tutti nell'anno in cui il buono viene riscosso?
c) va chiesta una certificazione degli interessi alla banca o alla posta o vanno calcolati "fai da te"? In tal caso, netti o lordi?
Grazie!

Anonimo ha detto...

Gentilissimo,
nel 2011 ho spostato più volte delle somme non trascurabili (10-15-20 mila euro) tra diversi rapporti intestati a me, in particolare due conti correnti e un libretto postale (utilizzando sempre bonifici e assegni non trasferibili). Questo sia perchè il conto corrente dove avevo l'accredito dello stipendio non era quello dove ritenevo opportuno fare investimenti, ma anche a causa di vari ripensamenti sul tipo di investimento da fare, che mi hanno indotto a portare in giro le somme svariate volte tra i vari rapporti (complice anche la gratuità e la comodità dei bonifici online).
(D'altro canto, per scegliere chi ti da di più, come tu ci hai insegnato è bene avere più rapporti e spostare il capitale secondo la convenienza del momento.)
Secondo te le movimentazioni, sia pure numerose e ripetute, tra conti della stessa persona, possono finire nel mirino del nuovo sistema? Oppure il sistema di controllo (come mi sembrerebbe più giusto) si limita alle movimentazioni tra persone diverse e/o alle movimentazioni in contanti?
Grazie, Pietro

Anonimo ha detto...

Salve, volevo chiedere se i depositi bancari o postali vadino dichiarati nell'isee relativamente alla domanda di una borsa di studio universitaria.

BdR ha detto...

In genere sì.

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