Come investire per proteggersi dall’inflazione

previsioni-inflazioneIl primo nemico dei tuoi risparmi è l’inflazione, non a caso viene anche chiamata la tassa sui poveri. L’aumento dei prezzi infatti erode il tuo potere di acquisto e il valore dei tuoi risparmi.

Il rendimento di un investimento può essere valutato sia in termini nominali che reali, ma è quest’ultimo che conta veramente. Per esempio in una situazione di inflazione al 3%, se otteniamo un rendimento netto del 2%, stiamo in realtà perdendo circa un punto percentuale in termini reali.  Con il passare degli anni la differenza diventa significativa e quello che potevamo comprare oggi con i nostri soldi si ridurrà sensibilmente.


Per tale ragione è importante conoscere e saper utilizzare gli strumenti di investimento specificatamente disegnati per proteggere il capitale dall’inflazione. Nel portafoglio di un piccolo risparmiatore, disponibilità permettendo, dovrebbe sempre essere presente una quota di portafoglio destinata ai prodotti collegati all’inflazione (inflation linked).

Salirà l’inflazione nei prossimi anni?

Negli ultimi anni l’inflazione è tornata a preoccupare i risparmiatori e i consumatori italiani. Nella zona euro è ormai da tempo sopra il 2%, in Italia supera il 3%.

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Può stupire che in un periodo di forte crisi economica e quindi di bassi consumi ci siano questi livelli di inflazione. Ma l’inflazione non dipende solo da fattori interni, in questo periodo influiscono soprattutto fattori esterni all’Italia.

Il motivo principale della crescita dei prezzi è stato il caro petrolio, ma stanno pesando anche gli aumenti di altre materie prime (es. grano). Lo sviluppo dei paesi emergenti fa crescere la domanda di materie prime e, come conseguenza della legge di mercato (domanda e offerta),  i prezzi aumentano. E i prezzi delle materie prime, ed in particolare il petrolio, si riversano poi a cascata su tutta la filiera produttiva.

Si tratta quindi di un trend storico motivato dal fatto che sempre più persone entrano a far parte della cosiddetta società consumistica.

Ci sono altre ragioni per pensare che l’inflazione non sarà debellata a breve. Sia in Europa che negli Stati Uniti le banche centrali stanno perseguendo politiche di espansione monetaria. Da una parte mantengono bassi i tassi di interesse (tasso BCE e Fed), dall’altro stampano moneta per fornire liquidità al sistema bancario e produttivo.
La teoria economica ci insegna però che politiche espansionistiche svalutano il valore della moneta generando quindi inflazione.

Storicamente poi i problemi di alti debiti pubblici sono stati affrontati con le tasse, sia reali (e le vediamo bene) che nascoste (come detto l’inflazione è detta tassa dei poveri). L’aumento dei prezzi infatti riduce il costo reale dell’indebitamento.

E’ difficile prevedere il futuro ma, come indicato, ci sono molti elementi che portano a credere che l’aumento dei prezzi continuerà. In realtà le stime degli analisti economici indicano un rallentamento della crescita per il 2013. In ogni caso ogni investitore, potendo, dovrebbe introdurre nel suo portafoglio finanziario una quota di titoli collegati all’inflazione.

Quali investimenti contro l’inflazione?

Ci sono oggi varie possibilità per investire coprendosi dal rischio di aumento dei prezzi. Ci sono in particolare titoli direttamente collegati all’andamento dei prezzi, ma ci sono anche strumenti finanziari che senza essere direttamente collegati sono storicamente correlati all’indice dei prezzi.

Nei prossimi articoli passeremo in rassegna le varie alternative valutando le migliori soluzioni di investimento:
  • titoli di Stato: tra questi rientrano gli italiani Btpi e Btp Italia, ma  anche gli OATei e OATi francesi o i DBREI tedeschi
  • obbligazioni corporate indicizzate
  • fondi  indicizzati
  • Buoni postali indicizzati all’inflazione
  • materie prime
  • azioni
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1 commenti:

Anonimo ha detto...

aspetto news! grande bdr

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