Sottoscrivere il prestito titoli?

Alcuni lettori hanno ricevuto dalla loro banca proposte per consentire l’operazione di prestito titoli sul proprio portafoglio e vorrebbero capire i rischi insiti in questa operazione.
Faccio una premessa d’obbligo: acquistare un prodotto finanziario o firmare un contratto senza capirne bene le conseguenze è a prescindere sempre sbagliato, anche se poi non ci sono effetti negativi.

Cosa è il prestito titoli

Il prestito titoli (securities lending) è un contratto con cui si consente a prestare i propri titoli in portafoglio (quindi senza perdere in modo definitivo la proprietà dei titoli stessi)  ricevendo per questo un compenso.


In pratica firmando il consenso di prestito titoli permettialla tua banca di prestare i titoli a investitori terzi (o alla banca stessa per le sue operazioni). Chi e perché chiede titoli in prestito? In genere è un investitore che vuole effettuare operazioni allo scoperto (punta quindi al ribasso di quel titolo). Le attuali regole stabiliscono che per fare operazioni allo scoperto (short selling) occorra possederlo, anche se temporaneamente tramite prestito.

Supponiamo che un’azione valga 100 e un investitore la venda allo scoperto ritenendo che la sua quotazione scenderà. A tal fine prenderà a prestito quell’azione e la venderà a 100. Dopodiché se ha avuto ragione, per esempio il prezzo è sceso a 90, la riacquisterà per ritornare il prestito. In tal modo avrà ottenuto un utile di 10 meno un piccolo interesse per il prestito avuto. L’interesse sul prestito andrà alla banca prestatrice che ne girerà una parte al reale possessore del titolo.
La remunerazione del prestito dipende sia dal titolo che dalla situazione di mercato.

I rischi del prestito titoli

Il rischio principale di questa operazione è che chi ha ottenuto il prestito non restituisca i titoli a causa di insolvenza o fallimento. In genere per tutelarsi chi presta chiede a garanzia un collaterale (titoli e/o contanti) di valore superiore al prestito.

Quando consenti il prestito titoli sul tuo portafoglio devi  verificare chi è il beneficiario finale del prestito: la tua banca o un terzo (in questo caso la banca fa da intermediario). Nel caso possa essere un investitore terzo solitamente è la banca che garantisce il buon fine dell’operazione (è comunque opportuno verificarlo nel contratto).
In tali casi quindi il rischio corrisponde a quello del fallimento della tua controparte cioè la banca. Si tratta quindi solitamente di un rischio limitato.

Un altro elemento che devi considerare è che prestando titoli consenti ad altri di operare al ribasso su titoli che tu detieni nel tuo portafoglio, quindi contro il tuo interesse. E’ però anche vero che non sarà sicuramente questa operazione a determinare l’andamento del titolo.
Ricorda poi che anche se perdi momentaneamente il possesso dei titoli potrai comunque venderli in ogni momento senza problemi.

I rischi del prestito titoli sono quindi limitati ma a dire il vero anche i ricavi. In genere si guadagnano al massimo pochi euro al mese. Nella tabella seguente vedi i compensi di Fineco (si tratta di remunerazioni superiori alla media in quanto la banca sta spingendo il servizio), compensi che vanno commisurati al periodo del prestito effettivo:

prestito-titoli-italiani

Un ultimo punto di attenzione: banche online come Fineco offrono la possibilità di sottoscrivere un contratto di prestito titoli e lo fanno in maniera molto trasparente. Altre banche però agiscono senza informare il cliente che pensa di firmare un normale contratto di apertura del dossier titoli o perfino una negoziazione, ritrovandosi fra le clausole anche il prestito titoli. Pur non sapendolo quindi potresti aver concesso questo diritto alla tua banca; in ogni caso te ne dovresti accorgere quando vedrai piccoli accrediti dovuti a questa operazione.

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