Buoni fruttiferi postali tassati al 12,5%

buono-postale-fruttiferoC’era qualche dubbio su come sarebbero stati tassati i Buoni Postali a seguito delle revisione e uniformazione delle aliquote di imposta sulle rendite finanziarie.

Come già scritto la riforma prevede un’unica aliquota del 20% ma esclude i Titoli di Stato europei ed equiparabili per i quali la tassazione rimarrà al 12,5%.

I Buoni fruttiferi postali sono ricompresi tra i titoli pubblici (art.31 del DPR 601 del 1973) per cui per questi non cambierà nulla.
Quindi l’aliquota rimane al 12,5% salvo i buoni emessi prima del 31 agosto 1987 per cui rimarrà al 6,25%.

Anche al netto di questa minore tassazione però i BfP rimangono dal punto di vista dei rendimenti ben al di sotto dei conti di deposito.  Basta vedere il Buono a 18 mesi che offre mediamente l'1,82% lordo contro il 3,75% di  InMediolanum a 12 mesi.
Ancora meno offrono i buoni ordinari, mentre si possono valutari quelli legati all'inflazione per una quota del proprio portafoglio.

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2 commenti:

Giulio ha detto...

a sto punto pian pianino mi apro il libretto postale e un po' alla valta reinvesto sui bistrattati buoni.
Che peraltro sono molto moderni, anche perchè , si può disinvestire di volta in volta quello di cui si abbisogna, senza interrompere la fruttiferità per il montante che resta. In modi conti deposito questo non è possibile.

Max ha detto...

attualmente i buoni non rendono come i conti deposito, unico vantaggio è la sicurezza perchè garantiti dallo stato e la disponibilità delle somme, ad esempio quelli a 18 mesi normali prendono interessi già dopio 6 mesi, ma i tassi rimangono bassi rispetto ai depositi.

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