Aumento dei costi del conto corrente


ricavi-banche-conto-correntePraticamente un anno fa veniva introdotto l’ISC sui conti correnti. L’ISC è un indicatore sintetico di conto che dovrebbe consentire al cliente, in base al suo profilo, di confrontare le proposte di banche diverse.

L’ISC viene calcolato su 6 profili base (giovane, famiglia, pensionato etc) che dovrebbero definire i profili di tutti noi. Ovviamente è un valore indicativo ma può consentire di fare alcune valutazioni. Ricordo poi che nell’estratto conto di fine anno puoi invece trovare l’Indicatore Sintetico di Costo del tuo conto, che riassume esattamente il costo annuo complessivo.

Il primo passo per difendersi da aumenti dei costi del conto corrente quindi è verificare quanto si spende oggi e lo puoi fare guardando all’ISC pubblicato sull’estratto conto di dicembre.

Quanto è costato il conto nel 2011?

Dopo un anno dalla prima pubblicazione dell’ISC, il Corriere Economia ha fatto un interessante confronto su cosa è cambiato oggi rispetto ad un anno fa.
Il risultato è emblematico: l’ISC medio dei conti correnti è cresciuto del 6,08%, tre volte l’inflazione.

La tabella seguente (presa sempre dal Corriere Economia) illustra l’andamento dei 6 profili ISC per le principali banche italiane (clicca sull’immagine per ingrandirla).

Costi-conti-correnti-tradizionali

Balzano subito all’occhio:
  • l’aumento generalizzato dei costi del conto corrente (minimo 4,8%);
  • l’alto costo totale: da 40 a 185€. E si consideri che l’ISC non considera tutte le voci come il bollo statale (34€) e interessi e spese dovute in caso si vada in rosso sul conto;
  • l’incremento maggiore effettuato a danno dei pensionati (addirittura +13,5 per pensionati con bassa operatività) vale a dire di coloro che meno possono difendersi.
Altra tabella molto interessante è la seguente che illustra nel dettaglio le principali spese delle banche tradizionali (clicca per ingrandire):

spese-conto-corrente-banche

Canoni mensili esosi e cresciuti del 12%, bonifico online +122%, pagamento utenze (+13% allo sportello, +27% online), prelievo contante allo sportello +88% etc: sono veramente tante le spese che gravano sul conto nonostante già si paghi un canone che dovrebbe comprenderle.

Come difendersi

Per chi legge questo blog non c’è nulla di sorprendente. Sono temi che ho già trattato più volte, in particolare nell’ebook gratuito (puoi scaricarlo iscrivendoti alla newsletter tramite il modulo in alto a destra o a fine articolo).
Nell’ebook sono descritti alcuni modi per difendersi e risparmiare sul conto in banca.

Non c’è dubbio che il modo migliore sia passare ad un conto corrente online. Considera per esempio che Ing Direct ha un ISC pari a zero e puoi facilmente evitare di pagare anche il bollo. Inoltre include bancomat con prelievi gratuiti ovunque e carta di credito, tutto a zero euro.
Per un maggiore dettaglio sulle condizioni dei conti correnti online ti rimando al mio articolo che puoi trovare nella sezione dei Migliori (nella prima colonna a destra del blog).

Purtroppo ci sono persone, vedi i pensionati, che difficilmente possono difendersi da questi incrementi. E non è un caso che siano stati i più tartassati. Le banche sanno che un giovane può ricorrere facilmente ad un conto online,  più difficile che lo faccia un pensionato. Per cui  ecco spiegato il +13,5% per questa categoria.

Ma tu, come sei in grado di leggere questo articolo in Internet, puoi tranquillamente aprire e gestire il tuo conto online, non ci sono infatti particolari difficoltà o problemi se usi Internet.  L’unico problema lo hai se scegli di continuare a farti tartassare dalla tua banca tradizionale.

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