ETF come alternativa ai fondi di investimento

Cosa-sono-etf Gli ETF, seppur lentamente, stanno conquistando quote di mercato nel risparmio italiano.

Che cosa sono gli ETF

ETF è l’acronimo di Exchange Traded Fund. Sono quindi fondi di investimento particolari in quanto:
  • sono negoziabili in Borsa come un’azione;

  • replicano un indice al quale fanno riferimento (benchmark) attraverso una gestione totalmente passiva.
Uno dei vantaggi degli ETF è la possibilità di diversificare il proprio portafoglio (e quindi ridurre il rischio) con un solo acquisto.


Confronto con i Fondi Comuni d’investimento

Una prima differenza fra ETF e fondi comuni di investimento è il fatto che i primi sono acquistabili direttamente in Borsa, i secondi invece possono essere sottoscritti in banca o presso un promotore, ma non sono acquistabili direttamente come un’azione o obbligazione.
Ma la differenza essenziale fra i due strumenti di investimento sta nella logica di gestione:
  • gli ETF hanno una gestione passiva. Semplicemente prendono un riferimento (per esempio l’indice azionario italiano, il FTSE MIB) e lo replicano esattamente . Il loro rendimento lordo sarà quindi prossimo a tale indice;
  • i fondi comuni hanno invece una gestione attiva. Dietro ogni fondo c’è un team di gestione che decide cosa e quando comprare e vendere.

Perché gli ETF hanno successo?

Negli ultimi anni, come dimostrato annualmente dagli studi di Mediobanca, i rendimenti dei Fondi Comuni Italiani sono stati mediamente inferiori a quelli degli indici di riferimento.
I fondi azionari quindi hanno reso spesso meno dell’indice FTSE.  Insomma si paga per ricevere meno di quanto si potrebbe ottenere semplicemente investendo nei titoli che compongono l’indice.
La gestione attiva dovrebbe garantire un extra-rendimento che invece spesso non c’è. Per questo gli investitori italiani si stanno orientando agli ETF.
Questi hanno commissioni di gestione molto inferiori e alla fine consentono di ottenere un rendimento lordo vicino al valore dell’indice (che come detto spesso non è battuto da chi opera con gestione attiva).
Soprattutto se si vuole investire in Borsa gli ETF sono strumenti ideali. Permettono di diversificare l’investimento anche con piccoli capitali e hanno commissioni ridotte.

Come investire negli Exchange Traded Fund

Negli ETF puoi investirci subito una parte del tuo capitale  o dedicare una quota periodica del tuo reddito (es. 100 euro al mese).
L’investimento comporta due tipi di costo:
  • commissione di acquisto (dipende dalla tua banca, pagherai molto meno con una banca online)
  • commissione di gestione: si tratta di una commissione percentuale sul capitale investito. La percentuale varia in base alla tipologia (es. l’azionario costa più dell’obbligazionario) e ovviamente dall’emittente.
Leggi quindi i prospetti informativi per conoscere:
  1. costi di gestione
  2. dove e come saranno investiti i tuoi risparmi.
L’investimento in ETF (come quello in fondi di investimento) deve essere effettuato con una logica di medio-lungo termine. Diciamo un minimo di 3 anni, ma mediamente almeno 5.

Non investire con il pensiero di controllare giornalmente la quotazione o di rivendere il titolo appena guadagnato qualcosa. Se devi o vuoi investire per un breve periodo, meglio puntare sui conti di deposito.

C’è un altro vantaggio di investire in ETF piuttosto che in fondo comuni: la scelta. Solitamente puoi sottoscrivere solo i fondi proposti dalla tua banca, per gli ETF hai a disposizione un’ampia scelta data da tutti gli ETF quotati. Le quotazioni (e le caratteristiche) degli ETF le puoi trovare sui principali quotidiani o online sul sito della Borsa Italiana.

Alcuni libri per saperne di più

Gli ultimi due libri li trovi online anche su Hoepli.

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