BTP indicizzati all’inflazione

BTP indicizzati a inflazione Il BTP indicizzato all’inflazione europea, BTP€i, è un titolo di Stato che fornisce all’investitore una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi; infatti offre un rendimento variabile in funzione del tasso di inflazione dell’area Euro.
Negli ultimi mesi i BTP indicizzati all’inflazione hanno riscosso un buon successo. I motivi sono diversi:

  • la riduzione dei tassi di interesse ha spinto molti investitori alla ricerca di titoli che abbiano una possibilità di guadagno maggiore;
  • la sbandierata uscita dalla recessione e il conseguente aumento dell’inflazione;
  • i rialzi di molte materie prime che potrebbero generare inflazione.

Come funzionano i BTPi 

I BTP indicizzati all’inflazione sono titoli di stato emessi con scadenza di 5 anni. Possono comunque essere acquistati successivamente sul mercato secondario (MOT). Il taglio minimo dei BTP è di 1.000 euro.
Sia il capitale rimborsato a scadenza sia le cedole pagate semestralmente sono rivalutati sulla base dell’inflazione dell’area Euro, misurata dall’Indice Armonizzato dei prezzi al Consumo (IAPC) con esclusione del Tabacco. Tale indice è pubblicato regolarmente  sul sito Internet dell’Istituto Europeo di Statistica.
In pratica mentre normalmente la cedola è calcolata applicando il tasso di interesse al valore nominale del titolo (in genere 100), per i BTP indicizzati all’inflazione si calcola moltiplicando il tasso di interesse al valore reale del titolo, vale a dire il valore nominale inziale (100) rivalutato in base al tasso di inflazione del periodo. La stessa indicizzazione agisce sul capitale alla scadenza che sarà moltiplicato per l’indice di inflazione composto dei 5 anni. E’ sempre garantito il rimborso del capitale nominale (100) anche in caso di inflazione negativa (deflazione, caso raro ma che proprio recentemente si è verificato in alcuni paesi europei).

Quando convengono?

A differenza del BTP normale, per il BTP indicizzato all’inflazione non è possibile calcolare a priori il rendimento atteso, tutto dipende dal tasso di inflazione del periodo. Il tasso di interesse nominale di un BTP indicizzato è ovviamente inferiore al BTP nominale, in quanto occorrerà poi aggiungervi il livello di inflazione. Acquistando un BTP indicizzato all’inflazione si scommette ovviamente su una crescita futura dell’inflazione, crescita tale che permetta di colmare il gap di tasso con il BTP tradizionale.
Ci sono tabelle fornite da Bloomberg che indicano il livello che dovrebbe raggiungere l’inflazione per rendere conveniente il titolo indicizzato all’inflazione. Per esempio in questo momento queste soglie sono calcolate a 1,4% di inflazione annua per scadenze a 3 anni e 1,58% per scadenze a 5 anni.
Nell’ambito della diversificazione del portafoglio, può essere utile introdurre i BTP indicizzati all’inflazione, soprattutto in un periodo come questo di bassa inflazione ma aspettative crescenti (dove ovviamente le aspettative non sono sicure).

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